Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Forza di volontà zero

Novembre 18, 2008 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(14)

La colazione per me è un problema serio.
Prendiamo come base il fatto che qualsiasi cosa di dolce al mattino mi fa venire la nausea, quindi se un giorno vi venisse in mente di andare a fare colazione con me al bar preparatevi a “sì, vorrei una sprumuta d’arancia, un caffè e magari un panino con tonno, maionese e pomodori, grazie”.
Da questo dato di fatto, assumiamo che nessun essere umano che tiene alla sua linea (e alla sua salute, più che altro) può campare tutta la vita mangiando enormi panini appena sveglia, quindi che si fa, ci si attacca e si fa finta di non avere conati di vomito all’idea di mangiare marmellata o biscotti.
E a questo punto un altro problema sorge: io per colazione devo prendere qualcosa che non mi piace particolarmente, altrimenti finisco tutto in un pomeriggio. Ovvero: io per colazione devo farmi del male.
Niente biscotti, niente merendine, niente barrette, la cosa migliore è comprarsi la marmellata e quelle fette biscottate integrali che se mangiate senza niente sono gustose come del cartone ammuffito. E l’ho fatto, sono di là, in cucina. Sono lì da almeno dieci giorni, mi aspettano e non sono state nemmeno aperte per sbaglio.
Quello che in realtà è successo è questo: quando hai un comodissimo contenitore per alimenti Ikea, cosa puoi fare se non riempirlo di Gocciole la mattina e averle già finite la sera prima di andare a dormire sputtanandoti in neanche un giorno una settimana di colazioni?

Ma già dal nome

Novembre 15, 2008 - In: Ma vaffanculo, Vita vissuta - Commenti(17)

Ci sono alcune regole condominiali che mi sfuggono: io, in quanto vicina di una stronza bassa e obesa che ascolta a tutto volume Mango alle nove di un sabato mattina, posso bussarle alla porta con un kalashnikov e freddarla con un colpo in mezzo agli occhi? Non solo per il fatto che dal volume alto mi tremano i vetri, ma anche perché se ascolti Mango uno sparo in faccia è la tua degna fine.

Tradizioni

Novembre 14, 2008 - In: Vedo cose, Vita vissuta - Commenti(12)

Sono l’unica rimasta al mondo che quando finisce un caffè raccatta con il cucchiaino lo zucchero rimasto in fondo? Mi guardo intorno e vedo gente che una volta finito lascia la tazzina lì, sprecando tutto quel bendiddio. Non vorrei fosse un’usanza in fin di vita.
In fondo si tratta solo di un po’ di zucchero, mica parlo di fare le palline con la mollica del pane.

E un giorno dirò “io c’ero”

Novembre 5, 2008 - In: Vita vissuta - Commenti(41)

Quando stai sveglia fino alle sei di mattina, prima sperando, poi assaporando il momento, hai qualcosa che non va.
O al massimo dovresti cambiare paese.

E poi tossisci, facendo finta di niente

Novembre 3, 2008 - In: Vita vissuta - Commenti(7)

Prendendo come dato di fatto che se mi addormento sul treno automaticamente russo, automaticamente assumo posizioni non umane e automaticamente comincio a sbattere la testa a destra e a manca, la quantità di sonno e di stanchezza sarà inversamente proporzionale alla quantità di persone intorno a te, aumentando così la possibilità di fare tante ma tante ma tante figure di merda ogni volta che ti arriva lo scossone del treno e ti accorgi che ti manca tanto così dal cominciare a sbavare.

E chi se lo ricordava?

Novembre 1, 2008 - In: Ma vaffanculo, Vedo cose, Vita vissuta - Commenti(12)

Perché mi è venuto in mente di uscire la sera del 31 ottobre? Perché non ho pensato all’invasione di zucche?
Nel locale dove ero costretta a mangiare con la musica di X-files a tutto volume, intervallata da urla di donne squartate vive, si presentavano puntualmente orde di bambini urlanti “dolcetto o scherzeeeettoooo”, e i piatti venivano serviti da cameriere con le ali che puntualmente si impigliavano nelle finte ragnatele che ciondolavano dai muri.
Ed è in quel momento che ti sale il fastidio per un paese che prende usanze non sue e le rivisita nel modo più ridicolo possibile, dando la soddisfazione agli americani di essere degni di emulazione.
E’ come se in America il due giugno festeggiassero la Repubblica e si travestissero da politici italiani.
Non dimentichiamoci che quello è il paese dove Indiana Jones il 31 ottobre va in giro vestito da…fava.

(E’ lui è lui, fidatevi)

Ho le mani troppo piccole?

Ottobre 30, 2008 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(9)

Una cosa che non so fare, che io mi ci impegno, giuro, ma non mi viene, non mi riesce e non mi riuscira mai, è tenere in un modo decente le carte in mano durante una partita a, che ne so, scala 40 o Machiavelli.
Il mio essere fisicamente impedita in questa cosa è imbarazzante, vedermi smanettare con dieci carte o più e non venirne a capo è una cosa umiliante: le carte mi scivolano, la mano non tiene bene la raggiera, quando cerco di aggrupparle viene fuori una doppia fila, e sono costretta a fare mucchietti e metterli da parte per non farmi venire crampi alle mani.
E vedo mia madre che tiene in mano alla perfezione anche venti carte.
A dire la verità non sono brava nemmeno a vincere.

Come se servisse a qualcosa

Ottobre 28, 2008 - In: Ma vaffanculo, Tv, Vedo cose, Vita vissuta - Commenti(34)

Io non ho mai sopportato le manifestazioni studentesche.
Non metto in dubbio che ognuno abbia il diritto di protestare, per carità, ma quando si parla di studenti sono quasi sicura che più della metà dei partecipanti stia là perché così non va a scuola. E’ sempre stato così e sempre sarà. Punto.
Dite voi, ma che sarà mai, l’avrei fatto pure te.
E qui vi voglio, perché io non l’ho mai fatto.
Avevo le idee ben chiare già ai tempi del liceo, non ho mai fatto uno sciopero (che uno studente “in sciopero” è la cosa più ridicola che abbia mai sentito), non sono mai andata ad una manifestazione ed ero quella che si presentava la mattina a scuola per far presenza anche quando tutti decidevano di non venire, per questo o quest’altro motivo che in nessun futuro prossimo, remoto o parallelo che fosse ci avrebbe danneggiato.
Nella mia scuola non si è mai occupato, al massimo ci concedevano quella settimana di autogestione per farci felici, qualcosa di già previsto e considerato, come una gita a primavera, qualche giorno di pausa che anche i professori aspettavano con ansia.
Io ho sempre partecipato, che va bene tutto ma se c’è da bighellonare sono la prima, ma il quarto anno ho votato no e fatto lezione mentre tutto il resto della scuola se la spassava e l’ultimo anno fui una delle sostenitrici del no più assoluto, visto che noi eravamo le quinte e a noi spettava la decisione.
E, sempre l’ultimo anno, mi infuriai con una ragazzina, tutta vestita di giallo e nero, che sotto le nostre finestre aveva appeso uno striscione con scritto “No scuola S.p.a”, urlando con tanto di megafono, perché alla mia domanda oh, apemaia, hai una vaga idea del perché stai protestando? diventò tutta rossa e cominciò a borbottare qualcosa su Che Guevara e su come io fossi, ovviamente, una fascista.
Forse (forse) la maggior parte dei ragazzi che protestano sa di cosa parla la riforma e quali siano gli effettivi cambiamenti, ma ho il sospetto che siano informati giusto perché se arrivano le telecamere di Studio Aperto a chiedere poi ci fanno la figura degli ignoranti.

Love, exiciting and new

Ottobre 25, 2008 - In: Ma vaffanculo, Vita vissuta - Commenti(9)

Sono le ottoezerootto, sono sveglia da un’ora e dal momento in cui ho messo piede per terra sto cantando la sigla di Love Boat. Ma non “mare profumo di mare” eh - forse domani, se ho tempo -, la versione in inglese.
Si può iniziare la giornata in un modo più irritante?

Per vedere cosa, poi

Il brutto delle due ore di palestra a settimana non è che una volta finito sei talmente sudata che sembra tu sia appena uscita dalla doccia. Non è nemmeno il fatto che quell’istruttrice boia urla “Ancora! ANCORA! Su le spalle! Su i gomiti! Alza le ginocchia, dritte con la schiena!” o il fatto che torno a casa e al solo pensiero di mangiare mi viene la nausea ma il mattino dopo mangerei un bue (per la cronaca, ieri sera niente, stamattina alla sette - SETTE - due panini col prosciutto cotto).
Non è neanche il fatto che donne di 50 anni fanno 50 addominali di fila in modo molto più disinvolto del mio.
Guarda, nemmeno il fatto che quando torno devo stare con i piedi ammollo per mezz’ora.
Il brutto è quel capannello di uomini che si forma intorno ai pesi o ai macchinari da veri duri, imbambolati a guardare come se fosse qualcosa di ipnotico.
Non capisco cosa ci sia di interessante in un branco di donne che si muovono in sincrono su uno step con una sola voglia: morire fulminate prima che sia troppo tardi.

Cosa ho fatto di male?

Ottobre 15, 2008 - In: Vita vissuta - Commenti(18)

Fatemi capire: è così assurdo stirare le mutande e i calzini?
Perché ogni volta che lo faccio la coinquilina mi guarda come se fossi una povera psicopatica e se viene fuori nel discorso con qualcuno - compresa mia madre, che quando torno a casa non lo fa e mi ritrovo nei cassetti le mutande stropicciate, un nervoso - non ci faccio comunque una bella figura, manco avessi detto che i calzini me li mangio a colazione.
Ma voi non capite la differenza tra mettersi un calzino così com’è uscito dalla lavatrice, stropicciato, striminzito e ruvido, e un calzino stirato, morbido e profumato (possibilmente non verde)?
Tzé.

Perché io sì e loro no?

Ottobre 14, 2008 - In: Sento cose, Vita vissuta - Commenti(18)

Una domanda, veloce veloce: ma si porta ancora il grembiule alle elementari?
Perché sta storia mi era sfuggita, io credevo che fosse ancora un uso comune, come quando andavo io alle elementari. Non è giusto.
Non ci sto, protesto, voglio che tutti i bambini soffrano per questa cosa, tutti devono portare il grembiule e lamentarsi con le madri perché devono portarlo, sbattere i piedi, fare i capricci, far finta di piangere e minacciare con “mi rotolo nel fango!”, è una cosa che ti rende più forte.
Non pretendo molto, non dico mica che tutti devono avere una madre come la mia, che mi usava come cavia per divertirsi con i fiocchi più assurdi e pomposi da mettermi al collo che mi soffocavano per tutto il giorno.

Non vedo il nesso

Ottobre 13, 2008 - In: Vita vissuta - Commenti(24)

Qualcuno dovrebbe spiegarmi perché certi prodotti vengono messi alle casse dei supermercati.
Sì, lo so, è come all’Ikea, ti mettono tutti gli ammennicoli inutili alla fine facendoti credere che ti saranno necessari anche quando finiranno in un cassetto a marcire, ma non capisco perché, per esempio all’Esselunga, mettere i rasoi o i preservativi.
Hanno un senso le caramelle, se non le metti lì non le piazzi da nessuna parte, ma dove esiste che qualcuno si ricordi alla fine, in fila alla cassa con le vecchine che controllano prodotto per prodotto la tua spesa, che, oh cazzo, è vero, mi servono dei preservativi.
Oppure i rasoi, mannaggia, mi serve proprio un rasoio e me ne sono dimenticata, guarda che geniale idea metterli alla cassa.
Io alle casse, quando è troppo tardi, mi dimentico sempre la cosa che mancava per cui sono andata a far spesa.

Varie ed eventuali




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