Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Come se servisse a qualcosa

Ottobre 28, 2008 - In: Ma vaffanculo, Tv, Vedo cose, Vita vissuta - Commenti(34)

Io non ho mai sopportato le manifestazioni studentesche.
Non metto in dubbio che ognuno abbia il diritto di protestare, per carità, ma quando si parla di studenti sono quasi sicura che più della metà dei partecipanti stia là perché così non va a scuola. E’ sempre stato così e sempre sarà. Punto.
Dite voi, ma che sarà mai, l’avrei fatto pure te.
E qui vi voglio, perché io non l’ho mai fatto.
Avevo le idee ben chiare già ai tempi del liceo, non ho mai fatto uno sciopero (che uno studente “in sciopero” è la cosa più ridicola che abbia mai sentito), non sono mai andata ad una manifestazione ed ero quella che si presentava la mattina a scuola per far presenza anche quando tutti decidevano di non venire, per questo o quest’altro motivo che in nessun futuro prossimo, remoto o parallelo che fosse ci avrebbe danneggiato.
Nella mia scuola non si è mai occupato, al massimo ci concedevano quella settimana di autogestione per farci felici, qualcosa di già previsto e considerato, come una gita a primavera, qualche giorno di pausa che anche i professori aspettavano con ansia.
Io ho sempre partecipato, che va bene tutto ma se c’è da bighellonare sono la prima, ma il quarto anno ho votato no e fatto lezione mentre tutto il resto della scuola se la spassava e l’ultimo anno fui una delle sostenitrici del no più assoluto, visto che noi eravamo le quinte e a noi spettava la decisione.
E, sempre l’ultimo anno, mi infuriai con una ragazzina, tutta vestita di giallo e nero, che sotto le nostre finestre aveva appeso uno striscione con scritto “No scuola S.p.a”, urlando con tanto di megafono, perché alla mia domanda oh, apemaia, hai una vaga idea del perché stai protestando? diventò tutta rossa e cominciò a borbottare qualcosa su Che Guevara e su come io fossi, ovviamente, una fascista.
Forse (forse) la maggior parte dei ragazzi che protestano sa di cosa parla la riforma e quali siano gli effettivi cambiamenti, ma ho il sospetto che siano informati giusto perché se arrivano le telecamere di Studio Aperto a chiedere poi ci fanno la figura degli ignoranti.

Come si fa ad odiarla?

Ottobre 20, 2008 - In: Tv, Vedo cose - Commenti(10)

La Carfagna mi fa tanta tenerezza.
L’ho vista in tv un paio di volte, austera, con gli occhi sbarrati, le parole ben scandite, la dizione quasi perfetta, l’abbigliamento sobrio ed elegante, le mani congiunte quando parla, il sorriso a cinquemila denti e ho anche il dubbio che sia lei a truccarsi, perché l’ho sempre vista con questi due pomelli rossi sugli zigomi che la fanno sembrare un teschio parlante, ma lei si impegna, si impegna con tutte le forze per essere credibile.
Mi fa tenerezza perché quando vedo le sue interviste, quando la sento rispondere alle domande, mi sembra di tornare a scuola durante le interrogazioni, quando cerchi di usare tutti i paroloni possibili per sembrare intelligente, per far vedere che sai quello che dici, quando sembra che ti sei studiata a memoria il libro perché ci manca poco che dici anche le virgole e i due punti, quando non sai bene la risposta e allora tergiversi, o ti fai prendere dal panico e cominci ad emettere suoni di titubanza, quando la professoressa ti fa una domanda e mentre la sta formulando tu ti accorgi di saperla e, minchia che culo, cominci ad annuire come per dire sìsì, non continuare, la so, LA SO.
Ecco, questa è la Carfagna.
Una scolaretta che si impegna.
Che tenerezza.

Dorme coi ricci

Ottobre 18, 2008 - In: Ma vaffanculo, Tv - Commenti(11)

Io davvero non sopporto Lory Del Santo.
E non è tanto il non capire se c’è o ci fa, se ha davvero - dalla mattina alla sera - quest’aria da svampita, questa voce lamentosa, questi occhi addormentati, quei capelli che io sinceramente non capisco come sono fatti, dei pezzi di stoppa legati in un modo che di umano non ha niente.
Quello che mi dà davvero fastidio è il fatto che sembra che abbia il torcicollo 24h su 24, quel profilo a tre quarti che si ostina a tenere qualsiasi inquadratura le facciano, mi viene voglia di darle un ceffone per vedere se alla base del collo ha dei muscoli che si muovono.
Ma poi senti una frase del genere “La piaga degli uomini di quest’epoca è la depilazione…anche se dormire con uomo fa malissimo, ti pungi” e ti rendi conto che il torcicollo perenne è l’ultimo dei suoi problemi.

Recidiva

Ottobre 12, 2008 - In: Amarcord, Sono idiota, Tv, Vita vissuta - Commenti(15)

Non c’è niente da fare.
Ci sono quelle scene di film o telefilm che su di te avranno per sempre lo stesso effetto, metti che sia la decima volta che le rivedi, sai già come va a finire e sai già cosa diranno o faranno ma continuerai a stupirti, impaurirti, commuoverti o ridere.
Un po’ come quando ti capita di rivedere la scena dell’iceberg di Titanic (solo la scena, non ho più il fegato per guardare tutto il film), sai come va a finire ma è sempre un piccolo shock quando succede, speri sempre che la nave riesca a dribblare il ghiaccio. Insomma, cosa ci voleva?! E tu, Rose, su quel pezzo di legno potevate starci benissimo in due, senza che Jack crepasse congelato.
Comunque, non so quale sia la vostra, ma io non ho speranze: continuerò sempre a commuovermi guardando Chandler chiedere a Monica di sposarlo.
E sì, diciamocela tutta: continuerò anche a ridere guardando certe scene di Aldo Giovanni e Giacomo.

Anvedi!

Ottobre 6, 2008 - In: Le belle scoperte, Tv - Commenti(11)

Io ho sempre provato una forte antipatia per Barbara Palombelli.
Non per questioni politiche, non c’entra il fatto che abbia come marito Rutelli, anzi, al di là di qualsiasi tipo di fazione mi è sempre stato simpatico, ha quell’aria da bambacione che mi diverte, (tanto ha contribuito l’imitazione di Guzzanti).
Era proprio lei che consideravo una donna ingessata, nel vero senso della parola, le si muove solo la bocca quando parla, tutti gli altri muscoli del corpo sono in tensione per mantenere quella posa da giornalista impegnata che pretende di avere a tutti i costi.
Ma anche quei suoi occhi sempre addormentati o quella sua voce leggermente nasale e lamentosa. Un bijux, insomma.
Tutto questo fino ad oggi. Voglio dire, è un fatto innegabile che quando parla muove solo la bocca rimanendo immobilizzata con tutto il resto del corpo, ma oggi è cambiato qualcosa.
Premessa: va bene che io la D’Urso la manderei a coltivare oppio in qualche paese del sudamerica, ma dico senza vergogna che, in attesa della solita ora di torture in palestra, mi sono messa a guardare Pomeriggio 5, sempre per il solito motivo: tra tutti gli altri programmi era quello con una scenografia migliore (sì, ho questo feticcio, la scenografia di un programma è capace di mettermi tristezza).
Stavano avendo un’amabile (zzzz…) discussione sui matrimoni, quando viene fuori che la Palombella si è sposata con un abito rosso. Tutto mi sarei aspettato da lei tranne che un abito rosso. Ci vedevo più suo marito con un abito rosso, volendo, ma lei proprio no.
E da qui che mi si è sciolto il cuore: gli unici presenti al matrimonio erano il padre di lei e la madre di lui, le fedi erano state regalate da un orafo che si era accorto di quanto quei due fossero dei poveracci, il pranzo non c’è stato, se non un cappuccino in un barretto e il pomeriggio Rutelli se ne è andato a vedere la partita della Lazio.
Questa donna è il mio nuovo personalissimo idolo.

Medaglia vendesi

Ottobre 5, 2008 - In: Ma vaffanculo, Tv - Commenti(35)

Trovo sconcertante il fatto che ogni giorno più di quattro milioni di persone, Auditel alla mano, possano guardare Beautiful e/o Cento Vetrine.
Quello che più mi urta di queste due offese all’intelligenza umana non è tanto la totale mancanza di logica nelle vicende o il fatto che, teoricamente, al posto degli attori potrebbero pure esserci dei manici di scopa e nessuno noterebbe la differenza, quello che più mi dà ai nervi e la non curanza per la scenografia, quell’atmosfera spartana, quei luoghi privi di vita, quei due o tre mobili buttati lì per caso come se fosse la casa delle Barbie.
E’ una cosa che proprio non mi va giù, mi dà un senso di squallore che mi impedirebbe di seguire qualsiasi tipo di trama, che il figlio si stia facendo la madre o meno, cambia poco.
Ma trovo raggelante anche il fatto che attualmente la pagina 427 di Televideo dica che ieri 3milioni e passa di persone si sono sintonizzati su Belli Dentro. BELLI DENTRO.
Belli Dentro, per chi non lo sapesse, non è nient’altro che una succursale scaduta di Zelig, e contando che Zelig è già una succursale scaduta di un buco nero direi che stanno messi piuttosto bene.
Ma questo non basta, perché tre milioni e centosettantottomila persone ieri lo hanno guardato, ed è un dato che si è ripetuto per tutto l’anno passato, migliaia più migliaia meno.
Poi però ci penso su e mi dico che non c’è da stupirsi, anzi, tutto quello che ho detto fino ad ora non è niente in confronto al fatto che in questo paese le Olimpiadi - e lo sport in generale - servono per dare materiale ai reality show: Tagliariol, Magnini, Tumiotto, non contando i no di Montano e Howe.
Ma già che ci siamo, ricordiamo che la Kostner mangia i GrissinBon e ha già fatto cinque esami con Cepu, che la Granbassi si è venduta al miglior offerente e che la Pellegrini, con tutta la sua boria, usa Carpisa. Che un baule la sotterri.

Nel frattempo, è ricominciato Amici e la vita mi sorride di nuovo.

Che male c’è?

Settembre 22, 2008 - In: Ma vaffanculo, Tv, Vita vissuta - Commenti(14)

Ebbene sì, ieri ho guardato qualche minuto del ballo delle cose, lì. Quelle.
L’altra volta ho beccato quella che beveva il caffè, stavolta quella che magna gli spaghetti; questa “pop” si è messa a tavola e subito qualcosa che non andava bene: il tovagliolo va sulle gambe.
Viene giu lo studio, come se fosse stato detto “quando uccidi stai attenta agli schizzi di sangue”.
La ragazzina, fomentata dal supporto del pubblico, replica con “ssssssenta, io sono felice di stare al mondo perché non tutti sono uguali a me“, battendo la manina sul petto per sottolineare “me, proprio me”.
Grazie al cazzo, cos’è, la nuova scusa universale? Abbiamo soppiantato “questa è la mia opinione, tu hai la tua” con questa perla di saggezza?
Comunque, il problema non è questo, semmai notare come mettersi il tovagliolo sulle gambe sia una cosa da chic, da snob, una cosa che “eeeeeh capirai”.
Sentite, io il tovagliolo l’ho sempre messo sulle gambe.
Anche quello di carta?
Anche quello di carta.
Che male c’è?

A tutto c’è un limite

Settembre 15, 2008 - In: Ma vaffanculo, Tv - Commenti(14)

No, non ho visto Il ballo delle ributtanti ieri sera.
Mi sono rifiutata, per amore dei miei pochi neuroni attivi rimasti, e perché quel programma racchiude due delle cose che televisivamente parlando odio di più: le gare e la Dalla Chiesa.
Ne ho visto qualche spezzone in altre trasmissioni (ma manco fosse l’evento dell’anno) che hanno fatto seriamente vacillare il mio amore per la televisione e per i programmi che richiedono un quoziente intellettivo di una nocciolina: una donna-cavallo della giuria che in confronto la Celentano è Miss Universo (ma che fanno, le pescano da una specie di sindacato? Le Arpie delle giurie?) mostrava con tutta la sua boria come si beve correttamente una tazzina di caffè.
Subito dopo una debosciatina ha preso la parola per fare i complimenti alla ragazza cioè, dell’altra squadra, cioè, che è stata elemininata però, ecco, cioè, secondo noi è un peccato, perché, cioè, non le è stata data, uhm, importanza, ecco.
No, mi spiace, tutto ciò è un’offesa alla mia intelligenza.

Però se volete posso rimediare domenica prossima. Un minuto, un euro.
Intanto, se qualcuno lo ha visto, se magari mi fa un riassuntino…ovviamente non imparziale, siate spietati.

Non mi torna

Settembre 14, 2008 - In: Tv - Commenti(13)

Io tifavo per la morettina con i capelli corti.
Almeno fino al momento in cui ha preso parola, perché una che risponde a qual è stato il giorno più bello della tua vita con “quello in cui sono nata” non merita nemmeno di vincere il mongolino d’oro.
E mi dispiace essermi persa la risposta a “qual è il tuo motto”, perché già dalle prime parole ho capito che si trattava di una frase presa dalla Smemoranda. Non ho avuto il coraggio, ho abbassato il volume per qualche secondo.
La nuova Miss Italia, invece, è rossa con gli occhi verdi.
La nuova Miss Italia sa usare il congiuntivo (o almeno ne conosce l’esistenza).
La nuova Miss Italia usa verbi come trasudare.
La nuova Miss Italia crede in una bellezza “di contenuto”.
C’è qualcosa che non va.

Ma c’è Miss Italia!

Settembre 11, 2008 - In: Ma vaffanculo, Stavo meglio prima, Tv - Commenti(23)

Ma da quando Miss Italia è una specie di Veline?
E da quando si dice “per te…Miss Italia…è in sospeso.
Ma come in sospeso?
Ma che vuol dire?

E comunque: trans, trans, alieno.

ps:
- il tuo libro preferito è…
- i ddddolori del giovane Uertè.
- che parla di…
- di un ragazzo che ama una donna e non è ricambiato e mi piace perché ci sono delle frasi bbbbellissime.
- di?
- …
- di?
- come?
- chi l’ha scritto?
- ….non ricordo eheheheheh.

Dettagli non trascurabili

Settembre 6, 2008 - In: Cinema, Tv, Vedo cose - Commenti(34)

Non capisco.
Non capisco perché nei film o telefilm tralascino dei particolari importanti.
Uno su tutti: fuori nevica, quindi fa freddo, quindi devi coprirti; due persone passeggiano con dei cappotti aperti e le sciarpe lasciate cadere sul collo che fa tanto figo, fregandosene degli ipotetici 0°.
Va bene che è finzione, ma è una finzione che cerca di riflettere la realtà, e allora perché non chiudere almeno i cappotti? Cosa costa annodare come si deve una sciarpa intorno al collo?
Sono sicura che ce ne sono altri, non mi sovvengono, ma mi danno ai nervi.

Pensa se guardavo i Puffi

Agosto 26, 2008 - In: Tv, Vita vissuta - Commenti(36)

I sogni sono una parte fondamentale della mia vita.
E non parlo di sogni nel cassetto, o sogno di diventare velina, sogno di diventare benzinaio, sogno di spezzare le braccine alla Pellegrini, qui si parla di sogni concreti (che è una contraddizione in termini, ma fate finta che abbiate capito il senso), quelli che si fanno di notte, quelli che alcuni ricordano mentre altri non ne hanno memoria.
Io ne ho memoria, pure troppa e gli do talmente importanza che riescono ad influenzare l’umore di tutto il resto della giornata: se sogno che una persona che conosco si comporta male con me, il giorno dopo la tratterò malissimo senza dargli spiegazioni, perché sì.
Non mi limito ad uno per notte, di solito sono complicati, assurdi, senza spiegazioni apparenti, del tipo che uno psicanalista ci andrebbe a nozze; altri sono premonitori, il che ha portato molta gente che conosco a dirmi, almeno una volta nella loro vita, “non sognarmi mai”*; altri sono così simbolici che ci arriverebbe anche uno stolto, tipo quelli dove esci in pigiama o, come mi succede spesso ultimamente, sognare di guidare e improvvisamente non vederci più niente o perdermi in strade che un attimo prima conoscevo.
Non faccio molti sogni erotici, su questo Freud non ci si divertirebbe più di tanto; sogno uomini che conosco, ma difficilmente succede qualcosa di fisico; in generale funziona che, ovviamente, vedi qualcosa, qualcuno, leggi un libro, senti una parola o una canzone che ti rimane in mente, parli con tizio o caio, e la notte rivivi il momento sotto forme alternative.
Il fatto è che ieri mi sono vista tutta la quarta stagione di House in neanche mezza giornata.

La conseguenza è che, dopo il sogno che ho fatto, Hugh Laurie mi costringerà per forza di cose a virare verso l’amore saffico, visto che nessun uomo potrà competere con lui.

*sogno anche risultati di partire che 90 su 100 sono azzeccati, ma sempre troppo tardi per usarli a scopo di lucro. Qualcuno si prende gioco di me.

Fuwa

Agosto 25, 2008 - In: Sport, Stavo meglio prima, Tv - Commenti(11)

Le olimpiadi mi affascinano.
E’ l’unico momento in cui posso incazzarmi come una iena per un sette all’ultima freccia nella gara di tiro con l’arco, commuovermi per una medaglia d’oro di un italiano (tranne per la Pellegrini, simpatica come un’embolia) o insultare qualsiasi etnia ci preceda sul podio, con la classica frase “xxx di merda”, dove “xxx” sta per francesi, americani, tedeschi, giapponesi, ma in questo caso soprattutto cinesi.
Si diventa un po’ razzisti durante l’olimpiadi.
Sopratutto se si tratta di un’olimpiade truccata come questa (oh, l’ho detto).
Mi sono persa la cerimonia d’inizio, ostaggio di una persona che mi ha ingannato con la promessa di un pranzo quando in realtà sono tornata a casa alle sette di sera, ma mi sono rifatta guardando i balletti psichedelici delle mascotte.
Cinque cosi che sembrano usciti da una saga di Hello Kitty, o meglio ancora, da una serie di Power Rangers di pezza, che si muovevano in un modo isterico, mettendo su scenette da Bim Bum Bam cinese, uno dei quali (quello giallo) in preda a quello che posso solo definire uno stato di crisi mistica misto ad epilessia e bisogno impellente di correre in bagno.
D’altronde, le antilopi tibetane sono fatte un po’ così.

ps. le gare di badminton (fatica chiamarlo volano?), tra l’altro, sono state un ottimo antidoto contro l’insonnia.

Varie ed eventuali




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