Giornate pesanti
Sei stanca.
Fa caldo.
Così caldo che i jeans sono appiccicati alla pelle.
La borsa pesa.
Gli occhiali da sole ti fanno ancora più caldo.
Sei stanca. Ti sei fatta Milano in lungo e in largo cercando una cosa che non c’è, ma domani arriva, guarda, massimo stasera, o domani mattina, no guarda, domani mattina. Mai arrivata.
Ci sono lavori in corso dovunque, gli autobus ti lasciano in mezzo alla strada, possibilmente km dalla stazione della metropolitana (dove, tra l’altro, il cellulare prende in quasi tutte le stazioni. Quando ho visto la chiamata di mia madre a quel tot di metri sotto terra, mi è preso lo sgomento. Non sono libera neanche qui?), ma di sicuro non è quella che ti serve e devi cambiare.
Vai in banca dove un tizio in giacca e cravatta, che ha di sicuro meno anni di te, ti rifila il nuovo bancomat col microchip, che per ora hai usato due volte e per due volte ti sei sentita dire “che cos’è?”. Un pass per un trapianto di cervello, te ne serve uno?
Vai a far spesa e non sai mai cosa prendere, perché ti basi sulla tua voglia di cucinare, che è ai minimi storici, quindi sono giorni che campi a piatti pronti scaldati nel microonde. Il tizio che sta alla cassa rapida ormai ti guarda con pietà.
Ti accorgi di pulire o sistemare qualcosa ogni volta che ti muovi per casa, e, come un sassolino diventa una valanga, ti ritrovi a mettere sotto sopra la casa per la quarta volta in una settimana.
Tutto questo in silenzio, senza lamentarti mai, senza neanche una smorfia di disappunto, anzi, sorridi, fai finta di niente. E’ la buona volta che, se mi ritrovo di nuovo accanto quella mandria di ragazzini che parlano a velocità sconosciute all’uomo, alternando ogni frase con “oh ripigliati, cioè, fatti una flébo”, finisce tutto nel sangue.
Certi omicidi andrebbero legalizzati sotto la voce “legittima difesa”.
Joy
5 Settembre 2008 @ 17:35I bambini che abitano sopra di me. Ripeto, i bambini che abitano sopra di me. A confronto le torture di Sayid son carezze. Come triturano le balle loro nessuno mai. Urlano e corrono, corrono e urlano per ore, per ore ed ore, non smettono mai. E’ allucinante!
Spinoza
5 Settembre 2008 @ 18:12D’accordo su tutto, ma: come fanno gli occhiali da sole a farti caldo?
MonicaGellerB
5 Settembre 2008 @ 18:15Joy, usa gli sguardi minacciosi, come faccio io.
Spinoza, non so spiegarti, in certi momenti di crisi gli occhiali da sole mi fanno un caldo pazzesco. Preferisco accecarmi piuttosto che tenerli su.
Joy
5 Settembre 2008 @ 18:25@Monica, io se posso li tratto malissimo, li richiamo con fare da “vecchia strega che ti buca il pallone” o addirittura non li saluto nemmeno, se li incontro. A quanto pare i bimbi d’oggi non sono più spaventabili. Come cacchio tirino fuori tutta quell’energia per urlare e correre così da mattina a sera proprio non lo so.
ruccia
5 Settembre 2008 @ 19:18I miei dirimpettai sono sordomuti. Con tutto il rispetto, fanno più casino loro di un asilo a mezzogiorno. Si esprimono con versi acutissimi e ascoltano musica rap a tutto volume (forse percepiscono meglio i bassi). Quando litigano tra di loro vorrei imbracciare una colt e ‘ndo cojo cojo.
Ma non ho la colt, purtroppo.
LeggeParziale
5 Settembre 2008 @ 22:03Nell’appartamento sopra al mio da qualche settimana sono arrivate delle ragazze straniere, non dico di dove ché se no qua, là, su, giù son razzista e pure tu. Invece no, mi stanno sulle cose proprio in quanto esseri umani che indossano tacchi zompettando alle 5.30 del mattino. Più equa e solidale di così con chi vuol fucilare i vicini di casa , non lo so, eh!
KAN
6 Settembre 2008 @ 00:10ma sai che comincio a preoccuparmi?
i miei sono in vacanza e pure io faccio la spesa tutti i giorni, comprando due margherite surgelate e una bottiglia di Coca.
non faccio la scorta perche’ spero sempre che “domani metto su un po’ di pasta, e mangi qualcosa di sano”.
in piu’ ho appena rigirato camera mia facendo pulizia di fino, e devo sempre pulire/sistemare/spolverare/gettare qualcosa.
per me ci rimbalziamo un neurone a vicenda. per me.
oltre una scheggia
6 Settembre 2008 @ 13:22quantooo ti capiscooo
cambia la città, Roma,
ma non mutano caldo, gente rompiballe, e qui dicono “fatte na flebo”
oppure se mi vogliono bene dicono
“devi prenderti qualcosa per tirarti su, non è normale che stai così..”
invece la temperatura, l’umidità e la cappa afosa insormontarbile sono normali…argh!
Alianorah
6 Settembre 2008 @ 13:32Finisce tutto nel sangue? Come una flebo! Stesso effetto.
MonicaGellerB
7 Settembre 2008 @ 18:12Io vorrei fare come ivecchietti, stare seduti sulle panchine nei centri commerciali, dove c’è sempre fresco.
Invidio sempre quello che mette a posto il reparto surgelati, che ci sta addirittura con un giacchetto. Beato lui.
Fabio M.
7 Settembre 2008 @ 22:08Nuovo lettore.
Ottimo blog.