What else?
La catena Starbucks mi ha sempre incuriosito.
E’ importante notare come si è diffusa in tutto il mondo tranne qua in Italia (che io sappia, ma se c’è fatemelo sapere), per il semplice motivo che qua sappiamo come fare il caffè e ci rifiuteremmo di bere una melma nera in un bicchierone grosso quanto un boccale da birra.
E se entri in una delle mille “succursali” (anche se dicono che adesso sia in crisi) le persone ammassate al bancone ti fanno tenerezza, perché probabilmente credono davvero di bere caffè, e anche se, presi da una smania di snobbismo, ordinano un Espresso, non sanno com’è il vero Espresso (tranne George Clooney, forse), perché all’estero se chiedi un Espresso chiedi una versione mini di un caffè Starbucks, che fa comunque schifo.
Rimane il fatto che se vai in America, uno Starbucks equivale ad una tappa di viaggio al pari della Statua della Libertà o della Casa Bianca; Starbuks equivale all’America, se vuoi conoscere l’America devi andare almeno una volta da Starkbucks e ordinare un caffè.
Magari fallo mentre ridi e fai capire che si tratta di un esperimento a cui ti sottoponi e che farà comunque schifo, non dargli la soddisfazione di vedere che sei italiano e ti abbassi al loro livello.
Che poi il problema non sarebbe nemmeno quello, più che altro decidersi su quale tipo di caffè prendere: perché potresti scegliere un Tall Black Coffee, Tall Latte, Frappuccino (ma anche lì dovresti decidere quale), Pumpkin Spice Latte, Eggnog Latte, Caffè Verona (se vabbè) oppure potete sbizzarrirvi:
- White chocolate caramel macchiato with two sugars, extra caramel and whipped cream
- Half decaf, half breve, half nonfat grande, three and a half pump white mocha, two and a half pump peppermint no foam, double cupped, no sleeve, venti straw
- Iced venti six shot 2/3 half-caf, two and a half sugar, free cinnamon dolce, two and a half pump sugar free vanilla, one pump sugar free gingerbread, splash of 1% milk, light ice, light whip, with cinnamon dolce and nutmeg sprinkles iced coffee
….!?
Una bottiglia d’acqua, grazie.
Sidhe
27 Agosto 2008 @ 10:09Ehm… io ci andrei in uno Starbucks… anzi lo adorerei!Lo so, vado a riconsegnare lo status di italiana
MonicaGellerB
27 Agosto 2008 @ 10:12No Sidhe, figurati, ci andrei pure io eh.
Solo che piuttosto che ordinare un caffè, ordino qualcosa da mangiare, di quelle bombe caloriche che ti lasciano il senso di colpa per giorni.
Un caffè del genere non lo sopporterei, non sopporto neanche il caffè fatto con la Moka, che per me è acqua nera, figurati.
Giò
27 Agosto 2008 @ 10:13Mi sono chiesta anch’io, dopo essere stata a Londra, perchè Starbucks in Italia non ci fosse…mi sono documentata, è bastato scrivere le paroline magiche su Google e ho trovato un pullulare di risposte:
http://www.google.it/search?hl=it&q=starbucks+italia&meta=
tra cui:
http://blog.eppol.net/2006/08/04/ecco-svelato-perche-starbucks-non-ce-in-italia/
…che poi, secondo me, se c’è il McDonald in Sicilia, patria del panino con panelle, perchè non ci può essere Starbucks in Italia???…ehmm…
MonicaGellerB
27 Agosto 2008 @ 10:19Dunque, in Italia Starbucks non c’è perché qua l’offerta è più alta rispetto, che ne so, a Dubai?
Beh questo mi pare ovvio, non credo che il mercato del caffè abbia subito mai cadute da queste parti.
Poi, c’è a chi il caffè piace c’è chi no, per me quello di Starbucks non è caffè e conosco stranieri (americani, francesi, tedeschi) che una volta arrivati qua e bevuto il “vero” caffè sono rimasti a bocca aperta perché non era lo stesso sapore al quale sono abituati.
Che non vuol dire che per loro sia migliore eh, anzi.
pea
27 Agosto 2008 @ 10:30A ny e’ stata una delle prime cose che io voluto vedere, un tall con whipped cream forever….l’unico problema e’ che e’ sempre bollentissimo….
Certo, l’espresso e’ tutta un’altra cosa (nemmeno io sopporto quello della moka) ma tutto sommato e’ buono, basta non aspettarsi un caffè come il nostro ma solo una bevanda come un’altra
Sunofyork
27 Agosto 2008 @ 10:45se danno anche camomille condite di prozac ci vado subito.
però l’immagine della gente ferma ai semafori coi bicchieroni di starbucks fa troppo america.
certo, non so se è una cosa bella o brutta, ma tant’è…
Sun
Sidhe
27 Agosto 2008 @ 10:45Bombe caloriche…Aaahh*sospiro*! Se davvero va in porto il mio vaggio a NY quest’inverno mi sa che al ritorno dovrò prenotare due posti
Io sono caffeina dipendente, va bene in ogni forma e dimensione, ma capisco che chi beve il vero espresso rabbrividisce davanti a certi beveroni!
Spinoza
27 Agosto 2008 @ 10:46In onore al titolo e alla ragione sociale del mio blog, non andrò MAI E POI MAI in uno Starbuck’s. O se lo farò, sarà solo per insultarli.
lagutti
27 Agosto 2008 @ 10:47Sarò strana, ma a me i “latti” aromatizzati di Starbucks piacciono un bel po’…
MonicaGellerB
27 Agosto 2008 @ 10:59Ah sì, Pea, mi ero dimenticata della storia del bollente, pure lì, credo sia usanza tutta americana (o Starbuckiana)(Starbuckesca)(Starbukita)(di Starbuks) perché io non ho mai visto un caffè così bollente (non l’ho bevuto, ma ho avuto accanto gente coraggiosa che ha provato).
SunOfYork, abbiamo un’immagine ben precisa dell’America come loro l’hanno dell’Italia. Il fatto è che probabilmente loro ci immaginano ai semafori con delle pizze in mano o suonando dei mandolini. Fa molto pittoresco.
Sui “latti” (o Lattèèèè, come dicono loro) non mi pronuncio, una sola goccia di latte puro e muoio.
LaNani
27 Agosto 2008 @ 11:00L’unico latte di Starbucks che riesco a mandare giù è il Cinnamon Dolce Latte (o almeno, a Parigi si chiamava così) e solo perchè ha la cannella…
Il caffè no, è più forte di me.
Mbee
27 Agosto 2008 @ 11:06Starbucks? Lo adoro..

E’ più forte di me, è come entrare in un negozio di caramelle..
Non chiederei mai un espresso, se entro lì è necessariamente per sfondarmi di calorie..
Il frappuccino è un’invenzione del demonio, ma l’iced mocaccino (o qualcosa di simile, è vero..Hanno dei nomi incredbili, ma fa così fiiiigo) è qualcosa di fantastico.
A Parigi (nel sottopassaggio che porta al Louvre,hai presente?) in un momento un pò “no” mi sono consolata con una bella brodaglia bollente (letti Caffè americano, sul quale ho sparso un pò di cioccolata in polvere) ed una fetta (enorme!!) di una torta banana e cocco.
Ancora la sogno..
Mbee
27 Agosto 2008 @ 11:09* Ho scritto “letti” , ma intendevo “leggi”..Uhm.. Scusasssero, ero inebriata dal ricordo della torta
Joy
27 Agosto 2008 @ 12:59Il caffelatte, i dolcini e quel beverone, di cui non ricordo assolutamente il nome, al gusto di cioccolato e caffé con la panna sopra ed il cioccolato fuso… oddio…
pea
27 Agosto 2008 @ 13:00putrtropo non e’ solo starbuckiana come usanza, nella mia prima mezz’ora newyorkese mi sono ustionata la lingua con un espresso (quasi italiano!) in una caffetteria dietro casa del mio amico, sono rimasta offesa quasi tutta la vacanza….un giorno mi farò spiegare il perché di questa tortura!
Joy
27 Agosto 2008 @ 13:05@Pea, mettici anche il fatto che se sei a New York e vuoi vivere da newyorkese, devi bere il caffé rovente (io preferivo il thé al limone, sempre rovente) CAMMINANDO. Non so come facciano loro, io dovevo sempre fermarmi per dare una sorsata dopo averci soffiato su per bene. Dopo due giorni avevo di quelle vesciche sulla punta della lingua che berlo bollente non mi faceva più differenza.
JC
27 Agosto 2008 @ 22:22Starbucco tutte le mattine, complice un punto smercio giusto sotto l’ufficio.
White Cafè Mocha con Cream, ed è scientifico: dopo 6 minuti devo andare al bagno.
Il vero terrore infatti, per i meno esperti, è prendere un aereo dopo aver degustato dallo Starbucco…
cla
27 Agosto 2008 @ 23:18a New York c’è uno Starbucks ogni 10 passi…x me è un’ottima invenzione…quando sono tornata a casa mi mancava!!
Io non bevo caffé neanche in Italia…figuriamoci in America… lì mi sono bevuta tè (ustionandomi ogni volta) e cioccolata calda…xché quando entravo l’aria condizionata era da 10 gradi sotto zero quindi mi prendeva freddo!!!
Ottimi i dolci, soprattutto banana bread con le noci!!Troppo buono!!
Io qualche Starbucks in Italia lo vorrei eccome :-))
Tra l’altro adoro anche il Dunkin Donuts, con le ciambelle troppo buone…ricordo che avevano aperto anche in Italia ma hanno chiuso subito …peccato!!
Ares79
28 Agosto 2008 @ 01:11Ci andrei di corsa.
Se mi pagassero.
Joy
28 Agosto 2008 @ 09:15@Cla, ah, non farmi ripensare alle Donuts, che mi vien da piangere. A me l’America ha fatto male davvero, ogni volta che ci ripenso mi viene un groppo in gola dalla nostalgia
MyP
28 Agosto 2008 @ 11:35E’ verissimo.
A Madrid ce n’erano in ogni dove, e in ogni dove il caffè faceva cagare!!!
Almeno in una cosa siamo buoni, qui in Italia, va detto.
MonicaGellerB
28 Agosto 2008 @ 12:59Sì beh, specifichiamo, questo non cambia il fatto che se avessi soldi da buttare (TANTI soldi da buttare) una casa a New York sarebbe la prima cosa da fare.
Se avessi.
hugenay
28 Agosto 2008 @ 23:20Il marchio starbucks in italia e’ stato registrato/comprato dal gruppo autogrill.
Quasi sicuramente non apre per evitare auto-concorrenza. Tralascio commenti sulla stupidita’ di tutto questo.
Bridget
29 Agosto 2008 @ 00:41Io non ho la più pallida idea di che cosa state parlando!!! Mai sentito parlare di questi negozi e non so nemmeno cosa vendono… sono grave dottore???
(e a me il caffè fa venire il cagotto, ecco)
Stefania
29 Agosto 2008 @ 13:13A me piace starbucks. Se ne trovo uno poco pieno, mi piace entrare ed ordinare qualcosa. Uno starbucks di Liverpool era pieno di libri sui Beatles da sfogliare!!!

Poi ovviamente non vado ad ordinare un espresso, solo un cretino lo farebbe! Io preferisco un caramel macchiato col latte di soia! sìsì
Bridget
29 Agosto 2008 @ 17:21Mi avete fatto venire voglia di andarci!!!
Ma questi negozi quindi sono tipo dei bar molto grandi che servono bevande e dolci? Giusto? Menomale che non vivo in Usa allora, golosa come sono credo che creperei di iperglicemia dopo 1 settimana!!!!
Alianorah
1 Settembre 2008 @ 01:56“Frappuccino” mi ha sempre fatto ridere. Mi fa venire in mente una sorte di crasi tra le parole “frate” e “cappuccino”.