Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Minacce esterne non calcolate

Agosto 4, 2008 - Tag: Ma vaffanculo, Vita vissuta

Io odio i matrimoni.
Non l’idea dell’unione per-tutta-la-vita, ma proprio la cerimonia in sé, il vestito, la chiesa, i capelli in posa tutto il giorno e guai se ti sciupano, il trucco, le foto, la cena/il pranzo, i finti sorrisi, far finta di conoscere tutti i parenti e far finta di fregarsene della loro presenza quando al massimo ti importa giusto del regalo, ma per partito preso neanche di quello.
Da non trascurare, poi, l’enorme spreco di soldi che comporta un’inutile cerimonia del genere.
Va bene, è un giorno importante, son d’accordo, capita una volta sola (in teoria, si spera) ma non vedo scritto da nessuna parte che io debba sopportare mezza giornata in un vestito che non metterò più (e provate a contraddirmi su questo), sorbirmi il pippone di un prete che mi rifila una sequela di luoghi comuni che io farò finta di non sentire perché totalmente miscredente, sapere che dietro di me ci sono un tot di parenti che aspettano solo un mio passo falso (tipo dire il nome sbagliato) e l’altro tot che passerà tutto il tempo a spettegolare sul mio vestito, sui miei capelli, sul trucco, sul vestito di lui, su questo e su quest’altro.
Senza contare che, dopo “…finché morte non vi separi“, mi sono sempre immaginata di dire al mio futuro marito “toccati le palle va”.
La mia idea di matrimonio è questa: il mio vestito consiste in un paio di jeans e qualcosa di comodo, contornato dal mio bel paio di All Star bianche (vedete? A mio modo sono tradizionalista), in alternativa ballerine, se proprio mia madre deve scassarmi perché sono la solita.
L’eventuale disgraziato che deciderà di sposarmi ha solo tre limiti: non venire in mutande, no, non venire neanche in pigiama e non sembrare uno straccione, per favore. Il resto è a sua discrezione.
Il tutto avverrà in comune, rigorosamente d’inverno e non accetto ma, se, però, col cazzo, con il minimo sindacale di persone intorno, quelle necessarie e quelle che se non ci sono si offendono (cosa che succede in tutti i matrimoni), nel giro di poco siamo fuori, un anello io un anello tu, bon, siamo pari.
A quel punto che si fa?
La tentazione sarebbe quella di girarsi e dire “oh, noi il nostro l’abbiamo fatto, fate un po’ come vi pare”, ma mi rendo conto che ci siano delle linee guida da seguire, e partendo dal presupposto che io non starò mai, e sottolineo e lo corsivo pure, mai, ore e ore seduta ad un tavolo aspettando tre secoli per il piatto più stupido del mondo, opterò per la soluzione adottata anche dai miei: niente pranzo o cena, solo un rinfresco (notare come non abbia usato la parola “buffet”), mangiate quello che vi pare, anzi, finitelo pure, che non voglio avanzi, basta che sia una cosa veloce.
Finita tutta la pantomima, superato anche il problema foto, che non so come risolverò (probabilmente farò corna e smorfie, nella migliore delle tradizioni), il passo successivo è molto semplice: caricare le valigie già pronte e partire per il viaggio di nozze.
E tutti vissero felici, contenti e con molti, molti, ma molti soldi in più in tasca.
Non mi sono mai posta il problema di uno scenario alternativo, poiché non sposerò mai nessuno che la pensa diversamente da me (che non si tratta del matrimonio, ma di un discorso molto più ampio), ma non ho mai messo in conto l’ipotesi di una cara amica che si sposa, cara amica che non la pensa esattamente come me, anzi.
Dopo tutto questo, la frase ovviamente tu sei invitata a tutto, prima della chiesa, chiesa, cena, dopo cena…, secondo voi, quanto mi può suonare minacciosa?
Sorvoliamo sul fatto che, se per caso le viene in mente di chiedermi di farle da testimone, mi pare brutto inventarle che mi è venuto il raffreddore e non posso, metti che mi prende un attacco di starnuti durante la cerimonia.

9 Commenti »

  1. Spinoza

    4 Agosto 2008 @ 19:50

    La donna ideale.

  2. alessia

    4 Agosto 2008 @ 19:53

    concordo su tutto.

  3. MonicaGellerB

    4 Agosto 2008 @ 19:57

    Oh, Spinoza, fossero tutti come te.

  4. Peppe

    5 Agosto 2008 @ 17:20

    Cara mia anche io odio le feste di matrimonio, sai qui in provincia di Bari, se ti dovesse accadere di ricevere un invito a festa di nozze è meglio che ti fai un mutuo in banca. Non ti dico altro qui c’è una esagerazione inaudita manco se so tutte nozze reali!

  5. NonnoInutile

    5 Agosto 2008 @ 19:52

    Puoi dirgli che non sei battezzata! yes

  6. sara

    6 Agosto 2008 @ 13:55

    il 30 agosto sarò la testimone al matrimonio di mio fratello… “mascherata” e in posa. è un anno che ci si prepara. volenti o nolenti. è questo l’avvenimento del secolo a casa mia. che poi lui diceva come te, anzi, lui diceva proprio “non mi sposo io”, poi è diventato “SE mi sposo”, poi non ti dico come è finita, che a mia madre a momenti le scoppia il cuore per la felicità, e io e mio padre ci soffochiamo dalle risate, sforzandoci, ma molto poco, di trattenerle. lol mentre la parte più cinica della famiglia, a cui noi ci uniamo ogni volta, ancora lo prende per il culo. per amore si fa un po’ di tutto, e noi invitati, si finisce a fare un po’ di tutto pure noi, per lo stesso motivo. c’è da dire che le donne poi possiedono straordinari poteri cosmici che nessuno conosce, quindi forse qualcuna riesce a sfuggire al rituale… e a quel punto è proprio come dici te: jeans e converse, e stiamo bene così. ma non è mica detto… nella catena delle rompicosi, madre batte figlia convinta 100000 a 1. auguri, per il matrimonio della tua amica, sappi che non sei sola. io e tutti quelli che non si trovano a loro agio “mascherati da matrimonio” ti penseremo, e non rideremo, perchè solo chi sa, riconosce la vera sofferenza! U_U

  7. MonicaGellerB

    7 Agosto 2008 @ 08:32

    nonnoinutile, potrebbe essere un’idea…non contando che abbiamo fatto la comunione insieme no

    sara, mi dispiace tanto. Sul serio, sento la tua sofferenza. Mi metto nei tuoi panni e porterei rancore a mio fratello per tutta la vita…senza contare che nel mio caso sposerebbe quella minchiona e a quel punto lo ripudio.
    Comunque, da parte mia, ho già avvisato i miei che si dovranno accontentare di poco.

  8. Alianorah

    10 Agosto 2008 @ 03:04

    Quando mi sposai il prete, durante l’omelia, predisse la nostra separazione. Non so se ce l’ha buttata o era dotato di poteri paranormali lol

  9. Alli

    21 Agosto 2008 @ 11:06

    “Finché morte non vi separi” non si dice più. Solo nei film americani resiste. (A parte questo, concordo concordo)

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