Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Consequenzialità

Marzo 31, 2008 - In: Stavo meglio prima, Vita vissuta - Commenti(12)

Domenica
Ore 10.00: leggero raffreddore.
Ore 15.00, la proprietaria di codesto blog viene trascinata fuori “che co’ sto tempo“: forte raffreddore.
Ore 18:30: febbre a 39.

Lunedì
Ore 7.00: leggera febbre
Ore 8.00, la proprietaria deve uscire a far spesa: febbre a 38.
Ore 9.30, la proprietaria si è dimenticata di passare in farmacia: febbre a 39.

Cercasi badante.

Eh, s’invecchia…

Marzo 29, 2008 - In: Amarcord - Commenti(19)

*non è che qualcuno può ingrandire questa foto come si deve? Voglio proprio vederla l’attuale faccia di Super Vicky.

Il pensierino del Venerdì

Marzo 28, 2008 - In: Sono idiota, Tv - Commenti(9)

Posso capire che la maggior parte di voi possa pensare che io nel cervello abbia semi di melograno e un po’ di vento, ma in realtà non è così. Ho anch’io un cuore, ho anch’io una parte pensante, ho anch’io un lato profondo e sensibile.
Spesso anch’io mi faccio domande difficili, mi pongo quesiti esistenziali che, già so, non troveranno facilmente risposta.
Ad esempio. Ieri di sfuggita ho visto in televisione una scena dove una figlia baciava sulla fronte una madre mentre questa dormiva.
Una scena che ha risvegliato in me dilemmi profondi quali: ma come possono farci credere che esiste una persona che se la baci in fronte mentre dormi non se ne accorge?
Andiamo, s’intende avere il sonno pesante, ma uno entra in camera tua, con la porta chiusa, quindi facendo rumore, si avvicina verso di te con passo felpato, si ferma al lato del letto guardandoti e sospirando almeno una decina di volte, come nei migliori film nei migliori cinema, si china, ti dà un bacio e se è una donna e ha i capelli lunghi te li spiattella pure in faccia. E in tutto questo al massimo ti muovi leggermente e mugoli un po’.
Ooooh che scena carina.
Ma sti cazzi, io sarei già schizzata in piedi col rumore della porta. O nel peggiore dei casi, mi sarei svegliata proprio nel momento in cui il maniaco baciatore notturno si china e sbam, una testata sul naso che poi ci ripensi a scappare di casa e salutarmi mentre dormo, codardo. Che poi, va bene, io non sono molto affidabile mentre dormo.
Basta ricordarsi di quella volta che, da piccola, tentai di fuggire dalla stanza di un albergo o quando, poche settimane fa, mia madre mi ha trovato giondoloni su un lato del letto che biascicavo e cercavo, toccando il pavimento, della roba caduta.
Dicono si chiami sonnambulismo.
Probabilmente il baciatore notturno scapperebbe terrorizzato.

Bellezza a pagamento

Marzo 27, 2008 - In: Tv - Commenti(10)

Non si capisce secondo quale criterio Sky Tg 24 abbia i giornalisti più fighi d’Italia.
Perché diciamocelo, quei due che sto guardando proprio adesso starebbero bene anche su una passerella in costume da bagno o in pose ammiccanti su una rivista patinata.
Che poi, anche la notizia dello scoppio di una guerra civile fuori da casa mia sarebbe più facile da digerire se detta da gente del genere.
Ma no, sei troppo carina perché possa preoccuparmi, io continuo a guardarti.
E poi cambi canale e su Rai1 c’è
lui.
Vai su Rai2 e c’è Luciano Onder, l’uomo che parla ad occhi chiusi e l’unico capace di convincermi di avere un mortale tumore alla prostata, che discute di artrosi.
Vai su Rete4 e ti vien voglia di cambiare paese, perché ti accorgi che Mike Bongiorno che parla di pedane vibranti è improvvisamente una benedizione.
E non parliamo del Tg5, che schiera giornaliste dalla simpatia di un riccio nelle mutande.

Sì,
Chiara Geronzi, parlo con te.

Letargo mentale

Marzo 26, 2008 - In: Stavo meglio prima, Vita vissuta - Commenti(11)

Questi sbalzi di temperatura mi stanno uccidendo.
Ho tosse e raffreddore da più di un mese.
Nessun dottore può farci niente.
Lascia che faccia il suo corso…”.
Ma sti cazzi.
Forse è lupus.
E in più, si sta minacciosamente avvicinando il bel tempo (anche se, visto che i tornadi che ogni tanto spuntano da queste parti, non sembrerebbe), e per me significa un po’ morire dentro.
Immaginatevi una persona che deambula per miracolo, struscia i piedi per terra, le braccia abbandonate a sé stesse, senza più un muscolo funzionante, gli occhi perennemente a mezz’asta, con un autonomia in piedi di pochi minuti, in continua ricerca di una sedia, o di un qualsiasi tipo di appoggio per evitare un cedimento improvviso delle ginocchia. Ecco, io sono oltre, sono messa molto peggio di questo scenario.
Ed è solo l’inizio, perché gli sbalzi di temperatura saranno sempre più frequenti, le mie difese immunitarie in questo periodo dell’anno piantano baracca e burattini e se ne vanno, lasciandomi un biglietto con scritto cazzi tuoi.
E in un attimo ti svegli una mattina e fanno quaranta gradi all’ombra e non respiri, e boccheggi, e non ce la fai neanche ad alzarti dal letto perché sei talmente sudato che sei rimasto incollato, e la notte non dormi, perché c’è afa, afa, afa, troppa afa.
Cercasi urgentemente consigli per rimediare ad un degrado fisico che durerà, nelle migliori previsioni, fino a settembre/ottobre. Non lasciatemi morire così. Mi avrete sulla coscienza *sbiascica parole senza senso prima di accasciarsi a terra*.

Non è chiaro

Marzo 24, 2008 - In: Ma che davero?, Pubblicità, Tv - Commenti(11)

Ho sempre pensato che, se fossi stata un personaggio famoso, non avrei mai accettato di fare una pubblicità per un lassativo, o per qualcosa che stimola il mio organismo. Ma la Marcuzzi deve aver pensato “e io chi sono, la figlia della serva?”. Certo che no, la tua faccia ci sta benissimo insieme ad uno yogurt che fa cagare. In tutti i sensi, immagino.
Dunque, sappiamo tutti che lei tiene molto al nostro tempismo intestinale.
Guarda, se potesse, se solo potesse, ci tiene talmente tanto che si travestirebbe da bifidus essensis per risolvere i tuoi problemi; ma non può, e il massimo che può offrirti è la sicurezza soddisfatti o rimborsati.

Ora, posso capirlo per un materasso, posso capirlo per un set di pentole, posso capirlo per un forno a microonde o una pedana vibrante, ma come si fa con uno yogurt per il giusto ritmo intestinale?
Cioè, che faccio, non funziona e ti scrivo “no guarda, non c’è niente da fare, sembro ancora incinta di sei mesi”.
E poi, cosa ti rispondono “certo oh, ma quanto sei tirchio, per qualche euro, dobbiamo pure rimborsarti?”
E se una volta scritto, il bifidus essensis ti chiama e ti dice “abbiamo bisogno di prove”?

Un nome d’arte poco impegnativo

Marzo 22, 2008 - In: Ascolto cose, Ma che davero? - Commenti(15)

Lo dico subito: per me Madonna fa parte di quel gruppo di artisti sopravvalutati.
Una grandissima voce non ce l’ha. Per dire, canta meglio Roberta di Amici. In compenso ha una personalità talmente labile che un giorno è una sacerdotessa e il giorno dopo si veste da battona.
E poi è brutta. Lo so che la bruttezza non deve essere una discriminante, ma non si po’ guarda’. Ecco.
E non fa fare la ceretta alle sopracciglia della figlia, il che credo sia punibile secondo il credo del Telefono Azzurro.
E poi si comporta proprio come una sobria madre di famiglia, vista la
copertina del suo prossimo album.
Le sue canzoni non sono sta gran cosa. In compenso ha presenza scenica. Ma si fa presto a dirlo, quando ti slinguazzi Christina Aguilera e Britney Spears davanti a tutti scegli la via più semplice.
Non so se lo sapete, ma il suo nuovo singolo insieme a Justin Timberlake (che pure lui…) in America è stato strombazzato come se fosse l’evento dell’anno. Un’importanza mediatica pari a, che so, la caduta di un governo e delle elezioni a sorpresa. Quando si dice le priorità di uno Stato.
Come volevasi dimostrare, la canzone non è sta
gran bellezza (sperando che il video non venga cancellato). Il titolo è “Four minutes to save the World” e il succo del testo è: mancano quattro minuti alla fine del mondo, tromba.
Comunque sia, so già che per i prossimi venti giorni canticchierò “tic tac tic tac tic tac…McDonald…”.

Non ci sono più le Converse di una volta

Marzo 21, 2008 - In: Ma che davero?, Vita vissuta - Commenti(26)

Ma perché una povera crista che non ha più 15 anni non riesce a trovare un paio di Converse normali che non facciano capire agli altri “attenzione: gravi problemi mentali“? Con i fiorellini, con i quadratini, con le stelline, con i brillantini, rosa, rosse, leopardate, zebrate, con le strisce. Non mi stupirei se a breve uscissero quelle con i maccheroni incollati sopra.
Perché bisogna essere così discriminanti? E se io volessi un paio di normalissime Converse da mettere con i jeans, non posso perché rischio di sembrare un’adolescente che segue la moda?
Non chiedo tanto, un paio di Converse tinta unita, sobrie, comode, che passano inosservato, che quando le vede un 15enne possa pensare “che schifo, così…normali“. E invece no, per trovarne un paio decenti devi scartarne almeno una ventina che di normale non hanno niente.
Così arrivi ad un paio di Converse basse, bianche, che sai che si sporcheranno subito e te le guarderai continuamente mentre cammini (beh sì, probabilmente andrò a sbattere) per paura di una minima macchia o del più piccolo graffio.
Ma devi scendere a compromessi.
Ora, va bene le linguette bicolori (aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaarrrrgh!), che saranno ben nascoste perché io di solito le scarpe me le lego, ma proporre pure i laccetti fucsia alternativi.
Mi pare un po’ troppo ecco.




Che faccio, li provo?

Un lupo travestito da agnello

Marzo 20, 2008 - In: Gossip, Leggo cose, Ma che davero? - Commenti(14)

Io di una cosa ero sicura: che tra le protagoniste di Sex and the City, come sapete uno dei miei telefilm preferiti (attenzione: dico una cosa ma intendo l’opposto. Si chiama ironia), brutte come la fame ma nonostante questo per qualche strano motivo attraenti agli occhi degli uomini, ce n’era una che faceva la voce fuori dal coro.
Carina, gentile, educata, e con il senso del privato.
Nel senso che non si inginocchiava davanti ad ogni uomo che le passava davanti per togliergli i pantaloni.
E non so, mi piaceva credere che fosse così anche nella vita reale, pudica; così come penso che Sarah Jessica Parker sia una zoccola incallita, nonostante in realtà abbia marito (gran coraggio) e figlio.
E invece no, la vita ti riserva sorpese che non puoi neanche immaginare: perché pare che ci siano delle immagini* di questa fantomatica Kristin Davis in atteggiamenti molto Sex and the city con un chissà chi; in realtà lei dice di non essere la protagonista, ma insomma, per me sono identiche.
Ed ecco che un’altra flebile certezza della mia vita mi si sgretola davanti agli occhi. Perché, come diceva Joey in una puntata di Friends, una donna che non dice di no ad essere filmata non dice di no a tante altre cose.
Un saluto agli ammiratori di Sex and the City.

*non sono immagini, come dire, delicate. Non ci sono Teletubbies e neanche fiorellini. Vorrei dire vietate ai minori, ma i minori di oggi hanno visto molte più cose di me, quindi chissenefrega.

Usanza tipicamente toscana, a quanto pare

Marzo 19, 2008 - In: Leggo cose, Vita vissuta - Commenti(12)

Ti accorgi che i tempi sono cambiati quando leggi certe notizie.
Il mio professore di matematica delle medie fumava il sigaro alla finestra della classe e contemporaneamente si sfogliava Il Manifesto e si mangiava il suo panino con la mortadella fatto dalla moglie.
E nessuno si è mai lamentato.
Un tempo era tutto molto più semplice e non finivi sul tgcom.

Devianze

Marzo 18, 2008 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(18)

Io bramo per trovare la penna perfetta.
Anche se ormai scrivo tutto con il computer, ogni tanto prendo un foglio e scarabocchio qualcosa, che sia la lista della spesa o un bigliettino di auguri, o un post it per avvisare qualcuno, o paio di baggianate che finiranno nel cestino, o degli appunti su un libro, o una lettera che non spedirò mai, basta che la mano destra impugni una penna e che si muova.
Bisogna fare però una piccola premessa, che non ricordo se ho già raccontato: da piccola ero molto sprecisa nei quaderni di scuola. Mia madre non lo sopportava e se la pagina diventava impresentabile, me la strappava e dovevo ricominciare da capo.
Tuttora le rinfaccio questa usanza barbara che credo sia la sorgente di tutti i miei problemi di ordine, simmetria, pulizia e pignoleria. Se potessi, riaddrizzerei anche la torre di Pisa, che quel coso storto proprio non ha senso. Lei mi liquida con un gesto della mano, senza dare importanza al trauma, ma a volte penso che Enrico Ruggeri dovrebbe farci una puntata de Il Bivio: “cosa sarebbe successo se la madre di Monica non le avesse strappato le pagine?”.
E lo share si impenna (…).
Comunque sia, inutile piangere sul latte versato e arrivamo al sodo: questa mia fissazione per l’ordine si riflette anche sullo scrivere a mano. Quando devo firmare dei fogli e la firma non mi viene bene (firma studiatissima, che mio padre mi insegnò da piccola, “così nessuno te la copia”), non so come faccio a resistere nel chiedere un’altra copia, un altro foglio, che stavolta mi viene meglio, giuro.
Gli appunti dell’università non li scrivo a penna solo perché, nel disperato caso in cui sbagli una virgola, una lettera, o una cancellazione venuta male, strappo tutto e ricomincio.
Se per caso una freccia mi viene storta, strappo tutto e ricomincio. Se mi accorgo che “l’impaginazione” fa schifo e che non riesco a studiarci, strappo tutto e ricomincio. Gli appunti di biologia per la maturità comprendevano pagine e pagine di disegni fatti a mano con matite e penne colorate di organi, vene, pompe sodio-potassio (che non è una nuova moda per il sesso orale), omini sezionati, arterie, gangli, sinapsi e tutto quello che riguarda il corpo umano; mi ricordo di aver quasi rischiato la crisi di nervi (ma per sul serio eh) perché non venivano come volevo io.
Gli appunti di inglese, tedesco e francese erano catalogati per scrittore, opera, commenti, analisi, frasi ad effetto; gli appunti di storia suddivisi data per data, quelli di matematica pieni di grafici calcolati al millimetro, X e Y graficamente perfette. E non vado avanti perché avete già capito fin dove arrivi la mia malattia mentale.
Detto questo, non ho mai trovato la penna perfetta. Quella penna che si adatta perfettamente alla mia scrittura, quella penna che scivola e non devi pigiare sul foglio, quella penna che non ti fa bruciare il polso dopo aver scritto pagine e pagine, quella penna che non sbava.
Ora, spiegatemi. Perché mi ostino a usare la Bic che, puntualmente, dopo un po’, più o meno a metà, decide di sua spontanea volontà, senza neanche consultarti, di smettere di funzionare? E ti ci incazzi, la “arrotoli” tra le mani, la bruci, la smuovi come se fosse un cocktail, come se servisse a qualcosa, ma c’è poco da fare, lo sai che la Bic prima o poi si inceppa. Brutta stronza, mi tocca ricominciare da capo.

Ma allora ditelo

Marzo 17, 2008 - In: Leggo cose, Ma che davero? - Commenti(13)

Potevate dirlo che si potevano riciclare cose già scritte.
Mi ricordo, circa due secoli fa, di quella volta che feci un post su come certe persone - socialmente inutili - credono che dal seno di una donna si possa capire carattere, abitudini sessuali, comportamento nella coppia, codice fiscale e se ha fatto o meno il morbillo e la varicella quando era piccola. Guardate, per non fare la vaga l’ho pure cercato e lo riporto:

[...] ecco che spulciando Libero viene fuori un’altra cazzata: “dimmi che seno hai e ti dirò chi sei”.
Bene. Se ti faccio vedere le tette cosi, per sport, un aggettivo per me ce l’avrei, ma sorvoliamo su questo aspetto; inquietante è l’incipit dell’articolo: “Sei ancora in cerca dell’anima gemella, ma non riesci a capire se è proprio lei la donna che fa per te? E allora tenta l’ultima carta e, quest’estate in spiaggia chiedile di restare in topless.”
Specificate: la donna in questione è la prima sconosciuta che passa e colpisce l’attenzione dell’uomo o la ragazza con cui sta ma non sa se è quella giusta?
Nel primo caso, non credo proprio che “senti, mi fai vedere le tette? devo sapere se sei quella giusta per me” sia l’approccio migliore, a meno che non si ambisca ad una ginocchiata tra i pali; nel secondo caso…se per guardarle il seno sei costretto ad aspettare un topless in spiaggia, direi che hai qualche problema.
Comunque sia, questa pratica ha anche un nome, “sternomanzia” (angosciante), scienza però “non proprio esattassima” (ma va?) addirittura nata in Spagna nel XVIII (avevano cosi tanto tempo da perdere) “attribuisce ad ogni seno e capezzolo uno specifico carattere femminile”. Ma che cosa trishte.
Chi volesse farsi una cultura sul tema, linko direttamente l’articolo, mi rifiuto di riportare le varie teorie; comunque, se l’intento era vagamente (molto vagamente) psicologico, mettere quel tipo di fotogallery….(donne! Smettete di leggere e guardarvi sotto la maglietta, suvvia)
ps. il grado di serietà di questo blog oscilla tra “L’albero Azzurro” e “Lucignolo”…mea culpa
.

Il link in questo vecchio post è lo stesso del “nuovo” articolo, solo che sotto c’è scritto 15 marzo 2008 e non, che ne so, 31 febbraio 1876 (a.C). Il famoso incipit è lo stesso. Le foto, idem. Le varie teorie, pure. E ancora, dopo mesi, anni, io non ho ancora capito com’è un seno a mela o un seno a melanzana.
Bon, Libero, siamo pari. Stesso articolo, stesso post e io, per oggi, me ne sono lavata le mani.
Tante belle cose.

ps. il grado di serietà di questo blog oscilla tra il nuovo video di Britney Spears e X-Factor (bisogna aggiornarsi).

A corto di idee?

Marzo 16, 2008 - In: Cinema, Ma che davero? - Commenti(17)

Ma Venditti è al corrente del fatto che gli stanno rovinando una delle canzoni più belle?
Perché prendere frasi da Notte prima degli esami e farne titoli di film?
Hanno fatto una
joint venture?
E sempre con Vaporidis…c’è un messaggio subliminale che mi sfugge per caso?
E non parlo delle sue abilità interpretative pari a quelle di un koala.
Forse è già uscito, o uscirà a breve, “
Questa notte è ancora nostra“.
Se vogliamo fare le cose facciamole per bene, voglio un seguito, che ho deciso che si intotolerà “Come fanno le segretarie con gli occhiali a farsi sposare dagli avvocati?” e pace all’anima sua.

ps. con tutto il rispetto per chi lo fa davvero, ma quando ho letto “Massimo, che di professione fa il becchino”, mi è scappata una risata. E’ vero, Vaporidis c’ha proprio la faccia da becchino.

Varie ed eventuali




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