Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Scusami ma non ti chiamo film (speciale San Valentino)

Febbraio 14, 2008 - Tag: Che schifo, Cinema, Stavo meglio prima

Conosco una persona che non legge un libro dalla maturità.
Ora come ora non legge neanche Vanity Fair, lo sfoglia e guarda le figure.
E’ una persona molto intelligente.
Questa persona molto intelligente mi ha chiesto se gentilemente (ha mugolato) potessimo usare il mio pc (il mio preziosissimo pc) per guardare un film. Conoscendo i suoi gusti ho avuto un attimo di terrore, un brivido lungo la schiena; timorosa chiedo quale fosse, questo benedetto film.

Scusa ma…
No.
Perché?
Non lo guardo quel film.
Daaaai!
Mi rovina il pc.
Daaaaaaaaaaai!
Moccia in realtà è un trojan che distrugge ogni pc, è documentato.
Ufffaaaaaaaaaaaaaa!
No, ho detto di no.
La prospettiva che questo no si ritorcesse contro di me mi ha fatto pensare, in fondo ogni tanto quella persona mi fa comodo. Va bene, ma io farò commenti stupidi tutto il tempo e simulerò conati di vomito.
L’accordo era stato raggiunto.
E com’è che Moccia mi perseguita? Prima Tre metri sopra il cielo, compreso il libro, mo’ questa, che mi spunta dal nulla co’ sto cd in mano pregandomi di guardare il nuovo capolavoro espressionista. Più lo voglio lontano più me lo ritrovo tra le ovaie.
La prima cosa che ti viene in mente guardando questo film è come mai, perché, chi te lo ha fatto fare, Raoul Bova.
Che bisogno c’era di darti una zappata sulle palle in questo modo, di fare un film del genere. Quanto ti hanno dato? Tanto nè? Quanto, dai, dimmelo. Voglio saperlo. Io come minimo avrei chiesto una bilionata di euro. Che poi vai a Matrix a dire che la commedia ancora non l’avevi fatta.
Ma perché La finestra di fronte cos’era? Io ho riso molto. Va bene, forse erano risate nervose, per aver speso i soldi di un biglietto per un film che non va bene neanche per addormentarsi, più noioso e lento di Beautiful, con questi due cretini che si guardano dalla finestra. Bello. Appassionante, soprattutto.
Ma poi, “commedia”.
Non siamo in America, che c’è molta più gente che può darti l’opportunità di fare la commediola, qua in Italia commedia significa Boldi-De Sica, Pieraccioni o al massimo, te lo concedo, Carlo Verdone. Ecco, fai un film con Verdone, se proprio vuoi far ridere.
Se vogliamo dirla tutta, non è che Scusa ma ti chiamo amore sia una commedia.
A me non ha fatto ridere. Non ha fatto neanche piangere, non è così pessimo come, che so, Melissa P., ma a sto punto fai un remake di American Pie, non so, datti all’ippica. A me faresti ridere.
Il film inizia con il pio Bova che urla. Urla perché legge che è terapeutico. E’ terapeutico perché la sua fidanzata storica, Elena, l’ha lasciata con un bigliettino: “se fai il film di Moccia ti mollo”. Quindi si può dire che un po’ se la sia cercata.
Bova è Alex, un cre(tino)ativo pubblicitario un po’ in crisi, un po’ no, con degli amici puttanieri, che si farebbero pure la De Filippi; Bova ha una Mercedes ML, quindi è un creativo pubblicitario che guadagna pochissimo.
Ad un certo punto, una pischelletta in motorino si schianta contro la 500 di Bova.

Scommetto che in realtà lei muore, e tutto quello che succede se lo immagina Bova, perché è un creativo.
Shhhhhh!
La pischelletta purtroppo non muore, e con un’interpretazione degna di una ciabatta, si rialza e dice una roba tipo “ahò, ma che è, abbello, a’ cretino, a’ ‘nfame, a’ figlio de’ ‘na gatta in calore?!”. Va bene, forse non dice così, ma son sicuro che Moccia si sia ispirato al genere.
La buzzicona si chiama Niki. La buzzicona Niki si rialza e si fionda nella macchina di Bova. Mica è scema, una Mercedes ML guidata da uno che non si può dire proprio un cesso, sfido chiunque. Dovete capire che il personaggio di Raoul Bova è un coglione. Ma non un coglione così, per dire, è proprio un deficiente: un quasi quarantenne senza spina dorsale, imbambolato, che si fa infinocchiare dalla prima diciassettenne con gli occhioni che passa.
Bella figura ci fanno gli uomini, davvero.
Bella figura anche le ragazzine: Niki fa parte di un gruppo di quattro ragazze, Le Onde. “Le Onde” perché O, N, D ed E sono le iniziali dei loro nomi.
Buhauahuahuah Le Onde? Maddai, ma Moccia si fuma davvero qualcosa di pesante prima di scrivere i libri, poi che cazzo di nome è Olimpia?
Shhhhhh!
Olimpia è la zoccola del gruppo. “I ragazzi vanno presi e lasciati, sesso, solo sano sesso”. Sani principi, Olimpia, complimenti. Quando ti ritroverai incinta e con la sifilide mi chiami?
Le altre non sono degne di nota, ognuna ha un suo stereotipo: Niki è la svampita, la sopra citata è la puttanella, l’altra sta con un ragazzo rompiballe (il più normale del film, comunque, anche se si vede due volte…è lui il vero personaggio che desideri conoscere), l’altra è una vergine. Ha-ha, una diciassettenne di oggi vergine? E’ come se io fossi, boh, alta 1.80. Biologicamente impossibile.
I primi dialoghi del film sono molto intensi: “togli le scarpe dal cruscotto della macchina”. Questo è il succo della prima mezz’ora, ma se avessi una Mercedes ML e una stronzetta mi ci piantasse le scarpe, anch’io avrei qualcosa da ridire; certo, non così educatamente come Bova, probabilmente l’avrei gettata nel Tevere ricoperta di lucchetti. Di sicuro il mio metodo avrebbe evitato di doverlo ripetere almeno sessanta volte.
Ecco, la prima parte del film potrei intitolarla “togli le scarpe dal cruscotto, Niki”.
Cioè, ma che palle, quand’è che muore qualcuno? Non salta in aria niente in questo film? Chi è il terrorista, scusa, che non l’ho capito?
Shhhhhh!
Bova fa l’enorme errore di dare alla buzzicona il biglietto da visita. Questa lo chiama ogni tre ore, anche dalla sala professori, “ciao, ho preso sette“. Ma chi se ne stra fotte non ce lo vogliamo mettere? E poi, da quando ci si chiude nella sala professori a telefonare col cellulare? Se l’avessi fatto io, “ai miei tempi”, mi avrebbero preso a calci nel culo fino a casa.
Comunque, forse ci terrete a sapere che il professore protagonista (visto che in questi film c’è sempre un professore) è
Riccardo Rossi, quello che non lo caga nessuno tranne quando va da Costanzo o dalla Ventura a Quelli che il calcio. Cioè, come ti riciclo il comico fallito.
E se tempo fa c’era questa scena (e guardate di chi è il film…), adesso c’è Rossi che interroga due sbarbatelli che fanno un paragone tra Totti e Leopardi. I tempi cambiano, che credete.
Veniamo al dunque: sì, Bova e Quattrociocche (si chiama così “l’attrice”…Quattrociocche. Un nome d’arte no?) trombano.
Una scena pietosa, non si vede niente, ti pare che Moccia scada nel volgare? Non sia mai. Tutto buio, la schiena di lei, la mano di lui, sussurri, volendo si capisce anche la posizione, ma non si sa mai, magari poi cambiano. E’ una scena che mi ha imbarazzato, nel senso che non ho mai visto Bova in una situazione del genere e non ci sta bene, soprattutto con una diciassettenne. Quanto sei bella, ti voglio.

Eeeeeh, ma lei si vede che ci sa fare eh, chissà quanti se ne è fatti…Oddio, pure ”quanto sei bella” c’hanno messo…bleeeahh.
Shhhhhh!
Niki, che comunque ormai è una donna di mondo, visto che l’ha fatto con un 37enne, sta fuori quanto cazzo le pare, avendo due genitori sprovvisti di spina dorsale e volontà di imporsi. E’ praticamente sempre a casa di lui, si spupazzano quanto vogliono e nessuno dice niente, sta fuori fino a tardi e la madre si limita a “torna presto”. Mia madre avrebbe già capito tutto e mi sarebbe venuta a prendere per un orecchio e mi avrebbe fatto camminare a forza di pedate.
Non contenta, lei lo aiuta pure nel suo lavoro, e mi domando: se sei un creativo pubblicitario con una certa esperienza alle spalle e ti serve una diciassettenne che ti tiri fuori dalla merda, ma dove l’hai trovati i soldi per la Mercedes? Vorrei saperlo, anch’io voglio fare il creativo pubblicitario, a sto punto.
Poi Moccio che fa: c’ha messo la trombata, c’ha messo le amiche di lei e gli amici di lui di contorno, c’ha messo qualche crisi familiare, c’ha messo che la ragazzina lo aiuta pure e diventa paladina di tutti i pubblicitari, c’ha messo la scena del bacio sulla spiaggia…ma dico io, cosa manca? Manca appunto la crisi tra loro due.
Troppa differenza d’età, non può funzionare, ma io mi sono messa in gioco, io ti amo, tu hai paura, e baggianate simili.

Ehhh troppa differenza d’età, però intanto per un po’ te la sei fatta…
Shhhhhh!
A quel punto torna Elena, la fidanzata che se n’era andata, e lui, essendo lo stereotipo dell’uomo imbecille, la riprende con sé, diventa di nuovo succube di questa donna che desideri non faccia parte dell’umanità dal primo istante in cui la vedi. La pischella intanto supera la maturità (evviva evviva, di questi tempi fanno passare cani e porci e ci sei riuscita anche te, brava brava!) e se ne va con le amiche nella classica vacanza post-liceo: in Grecia.
Ora, che succede. Succede che mentre è via le arriva una lettera. Questa lettera è del pupazzetto col pizzetto, ovviamente. Finisce che lei lo raggiunge ad un faro, visto che voleva andare a viverci per un po’. In un faro? Ma sai l’umidità? Ma c’hai presente dove sta un faro? Ma che davvero? Non sai come ti diventano i capelli poi?
Basta, happy ending, fine, si sposeranno e faranno tanti bambini, i bovini.
Ah ecco, ho capito, è ora che salta il faro per aria, si sbrindellano e pezzi di gambe e braccia volano, no?
Shhhhhhh!

21 Commenti »

  1. ciccio

    14 Febbraio 2008 @ 09:49

    mollica non avrebbe fatto recensione migliore lol

  2. MonicaGellerB

    14 Febbraio 2008 @ 10:35

    Al massimo Paperica, la versione di Mollica su Topolino.

  3. Charlotte

    14 Febbraio 2008 @ 11:27

    Ti ammiro per queste tue imprese eroiche, io non ci riuscirei mai. E anzi, cazziotutti quelli che vogliono andare a vedere il film di moccia.
    Che poi, nomi normali mai?! Sempre abbreviazioni, dupalle. Pieno di stereotipi, la puttanella e la vergine…poi nello stesso gruppo…poco credibile.
    Ma Moccia c’ha la fissa di Leopardi, per caso?

  4. Fran

    14 Febbraio 2008 @ 13:20

    Applausi (sono semplicemente ammirata)

  5. Alianorah

    14 Febbraio 2008 @ 13:54

    Anche io l’ho visto PER MIA LIBERA SCELTA scaricato al pc. Concordo su tutto con te, ma hai dimenticato la frase CLOU di tutta la trombata “solo con te”…solo con te cosa? In quel momento, forse, lo stava facendo solo con lei (e lei con lui). Un film patetico, imbarazzante oserei dire.

  6. Crazy Simo

    14 Febbraio 2008 @ 14:13

    AHAHAH! Monica pagherei pur di leggere le tue recensioni lol tra parentesi, scommetto che la chioma della fanciulla emancipata non ha risentito affatto dell’umidità marina…

  7. Crazy Simo

    14 Febbraio 2008 @ 14:19

    Ora aspetto la recensione del film del Muccinino yes

  8. A.

    14 Febbraio 2008 @ 14:34

    Sìì, anche io richiedo la recensione del film di Muccinino!!!

  9. MonicaGellerB

    14 Febbraio 2008 @ 14:44

    Ma se non sbaglio è uscito oggi, ce ne vorrà per averlo in una visione decente e non presa dal cinema…(ma da quando si fanno richieste? Sono come il McDrive?)

  10. Joy

    14 Febbraio 2008 @ 15:45

    Mi inchino a te, o coraggiosissima Monica. Non l’ho visto ma anch’io mi chiedevo come mai Bova avesse scelto di recitare in un bidone simile. Già “Alien Vs Predator” era stato un azzardo, si vede che non aveva imparato la lezione. Decisamente l’avranno strapagato…

  11. Mbee

    14 Febbraio 2008 @ 16:34

    Monica, hai dimenticato la significativissima parte del figlio di Vasco Rossi?!

    (”Vabbbèèèène, Vabbbèèèène..” detto con voce nasale e sguardo sprezzante è ormai il mio motto ) )

    (Il nuovo di Muccinino lo dovrei vedere stasera, no non mi costringe nessuno..Più o meno.. roll )

  12. Griso

    14 Febbraio 2008 @ 17:54

    Accidenti, mi hai rovinato la sorpresa, volevo andarlo a vedere al cinema! Moccia è il mio scrittore/regista/capodisettasatanica preferito. =D

  13. MonicaGellerB

    14 Febbraio 2008 @ 18:08

    Il figlio di Vasco Rossi? Oddio non dirmi che era il…no dai, dimmi chi è, spero non sia quello che immagino.

  14. ciccio

    14 Febbraio 2008 @ 18:28

    toh, anch’io pensavo a paperica…
    ma era per dire il contrasto con mollica, che fa solo marchette, mai vere recensioni wink

  15. occhidaorientale

    14 Febbraio 2008 @ 22:00

    Non legge un libro dalla maturità? Bene.
    Io ne conosco uno che ha letto giusto il libro “Cuore” alle elementari.
    Forse “sangue romagnolo” lo turbò troppo.

  16. Alianorah

    15 Febbraio 2008 @ 00:23

    Secondo me lo hai capito chi è il figlio di Vasco Rossi… yes

  17. MonicaGellerB

    15 Febbraio 2008 @ 03:44

    Argh, no ti prego, non lui…

  18. giuy

    15 Febbraio 2008 @ 07:28

    mi hai convinta…lo vedrò solo per rileggere la recensione e ridere ancora più forte! D

  19. Alianorah

    15 Febbraio 2008 @ 17:15

    Proprio lui.

  20. Vanilla

    15 Febbraio 2008 @ 19:54

    Sto post è ‘no spettacolo. =D

  21. LaMami

    23 Febbraio 2008 @ 20:15

    Ho prima letto il tuo post e poi visto il film… Giuro, in cuor mio speravo tu fossi stata troppo critica… Ora col senno dipoi ti dico… sei stata troppo buona… troppo. Povero Raoul no

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