Trenitalia vs Monica
Le biglietterie delle stazioni sono luoghi malefici abitati da altrettanti loschi figuri.
Non solo non si può mai sapere quale bigliettaio ti capita, ma non si può mai sapere neanche chi ti ritrovi davanti in fila, tipo il tizio che vuole duemila biglietti per duemila località, tutti con la prenotazione. E magari balbetta pure, così, per dirne una.
I bigliettai sono una specie animale a parte: c’è quello che non ti guarda nemmeno e neanche capisce quello che dici (”…Faenza? Ho detto FIRENZE”), c’è quello che ti guarda, ma è per farti capire che gli stai sulle palle, e tu lo guardi con uno sguardo che significa, più o meno, “anch’io contribuisco al tuo stipendio quindi sorridi e fai il gentile”.
C’è il ragazzo giovane che ti dà del tu e se si è svegliato con la modalità piacione accesa ti fa anche le battutine, ammicca ammicca, e sei costretta a reggere il gioco perché hai paura che possa estrarre da sotto il bancone un fucile e possa piantarti una pallottola in fronte (sì, sono molto fantasiosa); c’è la donna giovane che ti sputerebbe in un occhio e puntualmente ricontrolli il resto che ti dà perché non ti fideresti neanche fosse l’unica persona rimasta sulla faccia della terra e da lei dipendesse la tua vita.
E poi c’è lo sborone, quello che a Trenitalia ci lavora da una vita e lui lo sa. Cosa non si sa, ma lui lo sa. Gli chiedi se può controllare se c’è un posto isolato, che in un posto normale sto scomoda, e lui ti fa:
“non posso decidere il posto”
“come no, lo chiedo sempre il posto isolato se c’è”
“no, non posso, quello che mi viene viene”
“no senta, se ha qualche problema le dico anche i numeri dei posti: 92, 96, 11 e 15″
A quel punto, sconfitto, si aggrappa alla prima cosa che può dargli un minimo di dignità: gli allungo la carta dello sconto e non va bene.
“non va bene, non può presentarmi questa”
“come prima, sono quattro anni che lo faccio e nessuno mi ha detto mai niente”
“e invece no, deve andare qua, fare questo, compilare quest’altro, spedire staceppa”
“ma l’ho già fatto e, dopo trecento mesi, mi è arrivata questa carta, con tanto di rincaro ogni anno, se vogliamo mettere i puntini sulle i”
“senta non posso farle il biglietto con questa carta”
“può chiedere a qualcuno se è possibile che Trenitalia si sia sbagliata per quattro anni o se stia sbagliando lei?”
Sconfitto una seconda volta, con un biglietto in mano con un posto isolato che mi aspetta e uno sconto, anche se di poco (maledetti stronzi), mi saluta:
“arrivederci” (leggi: vai a farti fottere)
“a lei” (leggi: a farti fottere ci vai te)
Infine c’è la donna dai quaranta in su, che di solito è la categoria migliore, paziente, ti ascolta, asseconda ogni tuo desiderio e magari ci scappa anche un sorriso; ma c’è anche quella che in quei cinque minuti vuole farti da Cupido:
“ma come un posto isolato, una bella ragazza come te vuol stare da sola?”
“ho la valigia, le borse, sto più comoda e ho tutto sotto controllo”
“ma non si può mai sapere chi incontri, magari conosci l’uomo della tua vita”
“ne dubito”
La incenerisco con lo sguardo per dirle che non ho bisogno di una consulente matrimoniale dietro ad un vetro, si arrende e comincia a fare il suo lavoro, quello per cui è pagata.
Dopo qualche secondo, la macchinetta sputa il biglietto, lei lo guarda, si gira verso di te e con un sorriso a mille denti ti fa:
“oh, cavolo! Che stupida! Non ho messo il posto isolato”
Tu combatti tra la voglia di spaccare il vetro con un pugno, stringerle il collo con un mano, dirle che se hai chiesto il posto isolato significa che pretendi il posto isolato, e la diplomazia e la voglia di non andare in carcere.
“vabbè dai, non fa niente”
“poi se incontri qualcuno torna e fammelo sapere eh!”
Per incontrare qualcuno lei intendeva quel vecchio bavoso che manca poco si addormentava sulla mia spalla? Perché se è questo che intendeva, è proprio l’uomo della mia vita, grazie. Stronza.
Joy
12 Febbraio 2008 @ 13:24Oddio sei troppo forte. Ma capitano proprio tutte a te?! Ma, andando OT, che ne pensi del finale di Lost?
ciccio
12 Febbraio 2008 @ 17:54non oso pensare come ti va quando prenoti l’aereo…
Stefano Gallagher
12 Febbraio 2008 @ 20:31Ah quanto ti capisco!
Io ben due volte che ero in ritardissimo (e l’automatica era come sempre rotta) mi sono trovato davanti due che dovevano fare un biglietto per Ancona, e da Savona ad Ancona bisogna cambiare almeno 28 volte. Arghh!
IlLurker
12 Febbraio 2008 @ 20:32Questo post mi ricorda quello del 24 novembre 2006…no non conosco tutto il tuo blog a memoria, semplicemente mi ricordavo del vecchietto che ti disse “sei molto bella” e di quello che sul treno ti “fissava in modo strano” e ho fatto un ricerca.
Ci son donne che son bellissime sul posto di lavoro, altre sono terribilmente attraenti mentre lavano i piatti o guidano la macchina.
Tu fai colpo alla stazione. Prendine atto.
LeggeParziale
12 Febbraio 2008 @ 21:32Che fortuna ENORME il vecchio bavoso come vicino. Ti invidio. Beata te. Poi mi racconti.
Fanzen
12 Febbraio 2008 @ 22:18Ben ti sta..
LEI VUOLE IL POSTO ISOLATO… ma pensa te come siamo ridotti!
Ps io peggio di te. Così anticipo la tua risposta
Alianorah
12 Febbraio 2008 @ 23:23Sei di buonumore oggi eh?
dulcamaranta
13 Febbraio 2008 @ 10:17Le donne giovani sono le migliori: una volta una bigliettaia mi ha fatto risparmiare 20€! Forse questo svecchiamento di Trenitalia non ci regalerà solo controllori con i rasta e i piercing (giuro che ce ne sono!)
Griso
13 Febbraio 2008 @ 17:45Tanto alla fine vince sempre Trenitalia. Ormai mi sono rassegnato.
giuy
13 Febbraio 2008 @ 19:02io prenoterei i 4 posti con tavolino…non si sa mai!
MonicaGellerB
13 Febbraio 2008 @ 20:11Joy, io ho guardato due Lost, uno su Rai2 e uno su Sky, ma non mi ricordo se entrambi sono arrivati alla stessa fine…non vorrei fare spoiler.
ciccio, in aereo è diverso, ho fatto anche quattordici ore di viaggio senza batter ciglio. In aereo o così o pomì, e non c’è il problema della valigia.
IlLurker, è probabile che i temi siano gli stessi, quando prendi il treno così spesso…
E comunque, io faccio colpo in stazione, non è proprio una bella cosa.
Alianorah, non alimentare il mito di una Me incazzosa, non è così. Mi sfogo, ma non vuol dire che sia 24h su 24 con la bava alla bocca…quando ho scritto il post ero tranquillissima.
giolee
13 Febbraio 2008 @ 20:12ilvecchio bavoso è proprio un optional appositamente creato dalla trenitalia. ma i denti li aveva? no, perchè i dettagli fanno un sacco.
al prossimo giro dì alla marta flavi della stazione che sei sposatissima. :-)
Alianorah
14 Febbraio 2008 @ 01:21No no, io non alimento. Ma tu dai quell’impressione. Del resto anche io nei miei post sembro sempre di buonumore, invece è vero il contrario