Ormai è moda
Credo di aver battuto tutti i record a riguardo: tutto corso Buenos Aires, prima in su poi in giù, con la cerniera dei pantaloni aperta.
Cioè, non è fantastico che la mia malattia mentale progredisca così in fretta? Non c’è un premio? Non entro nel Guinnes dei primati? Una pacca sulla spalla? Un pat pat?
Niente di niente?
Non sopporto quando il talento altrui non viene riconosciuto.
Pù Purrì #5
- Causa notte turbolenta, con risvegli bruschi almeno ogni ora, sono riuscita a vedere, mamma mia che fortunella, il programma con la Fabiani e Melita, un certo Game Box. Praticamente una copia più figa di quei giochi che si vedono sui canali locali, tipo indovina il labiale quando la parola è ciliegia e il concorrente dice “Forse è Vercingetorige? Cos’è, pedissequamente? Sarà per caso succedaneo?”. Ho avuto gli incubi. Pesanti. Credo, anzi, ne sono convinta, che le due cose siano collegate. Non sono riuscita a vedere Melita in azione, e non me lo perdonerò mai, ma soltanto la Fabiani, che sembrava una gatta sotto prozac, un po’ miagolava alla telecamera un po’ diceva minchiate. Son grandi cose.
- La notte turbolenta è colpa di Satana, visto che non c’era la sua padrona ha pensato bene di scassare la minchia a me. Mi è saltata addosso mentre dormivo almeno cinque volte, una delle quali me la sono ritrovata a un millimetro dal naso, con aria “ma che fai, dormi?”. Verso le quattro ha tentato di fare un salto verso uno scaffale che punta da quando è arrivata, ma non ce l’ha fatta ed è piombata sul cestino, rovesciando il contenuto per terra e facendomi volare giù dal letto dalla paura. Son soddisfazioni.
- Cioè, per dire, io ho creduto veramente che il Dottor House avesse un tumore al cervello e stesse per morire. Cioè, mi è preso un infarto. Il mondo non sarebbe stato più lo stesso e tutti i medici dell’universo si sarebbero messi d’accordo per cambiare il nome al Lupus. Si sarebbe chiamata House, in suo onore. Mi dispiace, hai l’House.
- Mi sono persa l’uscita di Malgioglio dall’isola dei famosi, spero che qualcuno lo abbia lapidato cantandogli “Sbucciami” (che è ancora nel mio iPod, per la cronaca).
- Ok, l’ennesimo sondaggio fuffa ha dichiarato Charlize Theron la donna più bella della terra. Ci sta tutta. Ma non ditemi che la Jolie merita di stare in questa classifica. Forse tre anni fa, ora, che ricorda vagamente uno scheletro, meriterebbe un posto nella classifica dei morti viventi eccellenti.
- Mi sono bruciata la lingua prendendo un caffè. E questo è tutto.
Duro a morire
Qualche giorno fa stavo parlando con una mia amica dell’esame di economia superato per chissà quale volontà divina:
- come mai ci sei riuscita alla terza volta?
- un po’ perché sono ignorante, un po’ perché quel coglione di professore (che chiamerò amichevolmente Barbaminchia) ha un metodo di correzione assurdo, una furetto cieco potrebbe far meglio. Per fortuna me lo son tolto dalle palle.
Ieri, parlando con un ragazzo prima della lezione di economia politica:
- quest’anno poi non c’è il vecchio professore, c’è quello di economia dei media.
- (…) oddio, chi?
- Barbaminchia.
- (…) che bello.
…
Risata isterica.
Per fortuna ce n’è una sola
Mi sono sempre sentita dire che Milano è una città stressante, che stanca e rende automaticamente nervosi.
In parte è vero, come per tutte le grandi città: non posso negare che quando scendo dal treno mi ritorna quel tipico nervosismo da metropoli e comincio a camminare velocemente perché quello è il ritmo, quello è l’andamento giusto che devi avere a Milano, altrimenti verrai travolto da una mandria di mufloni, e allora che fai, ti adegui e diventi muflone, non guardi in faccia nessuno e vai come le schioppettate, dando spallate qua e là (io però, campagnola e provinciale, chiedo ancora scusa, ho questo strano vizio che non vuole andare via).
Ma è tutta questione di abitudine e dopo quattro anni mi sono assuefatta alla pressione e alla fretta che ti mette una città come Milano; a 8 anni passeggiavo per New York, a 10 per Hong Kong e a 14 mi sono persa a Londra, che vuoi che sia.
Quindi, quando sento dire che Milano è stress puro io rispondo che sì, è vero, ma anche tornare a casa ha il suo stress. Ma come, torni in una casa di campagna, in tranquillità, c’è tua madre che fa da mangiare, lava, stira, pulisce (io aiuto eh) che vuoi di più? Effettivamente le due situazioni, viste da fuori, sono imparagonabili, chiunque vorrebbe fare tranquillamente a cambio tra Milano e una casa nella campagna toscana (anche se, ve lo dico, qua è pieno di insetti e io mi sono già rotta le palle), e anch’io lo farei, ma c’è quel piccolissimo particolare che è fonte del mio stress: mia madre.
Mia madre non è la classica rompicoglioni, per carità, se fosse per lei potrei partire domani e andare in culo al mondo senza problemi e spiegazioni, con chiunque, basta che “fai uno squillo quando arrivi“, solo che ha quelle caratteristiche tipiche di ogni madre, rompiballe o meno.
Lo smog di Milano a me non fa niente di male, almeno non nel breve termine: mi intossicherà pure i polmoni, ma vuoi mettere con mia madre che si ferma a chiaccherare con chiunque mentre l’aspetto in un parcheggio che definire “di fortuna” vuol dire che ho il culo della macchina in mezzo alla strada, le quattro frecce, in sosta vietata, in un posto dove non ci potrebbe stare neanche un triciclo rotto e che se mi vede un vigile mi leva anche un rene, solo perché mi scocciava farle fare un pezzo troppo lungo a piedi? No, per carità, fai pure, mettiti a chiacchera con la prima che passa, parlate del più o del meno mentre io ti faccio un chiaro segno che vuol dire “ti ucciderò sgozzandoti come una gallina”, e non contenta, indicami pure dicendo che ti sto aspettando in macchina, così quella gentile signora verrà a bussare al finistrino miagolandomi che son cresciuta e che son tanto bella. Ma chi ti conosce, sono col culo della macchina in mezzo alla strada, figurati se sto qui a parlare di quella volta che mi hai vista alta come un soldo di cacio.
I mezzi in ritardo e stracolmi, che vuoi che siano, quando c’è tua madre che ti controlla da capo a piedi, a qualsiasi ora del giorno, che tu sia in pigiama o meno? Presente quando giri le spalle e puoi chiaramente sentire i suoi occhi posati su di te, mentre pensa, quei pantaloni dove li ha presi?, ti scruta e guarda se vestita così le vai bene. E quell’anello dove l’hai preso? Quelle scarpe sono nuove? Perché ti sei fatta i capelli così? O codesto dove l’hai comprato? E stai su con le spalle, e togliti i capelli dal viso, perché hai il naso rosso, che c’hai fatto qua, cos’è questo, te li sei lavati i denti?
Il traffico di Milano, che me ne frega del traffico di Milano quando a casa ho una madre che mi guarda mentre mangio? Porc@#§, quanto non sopporto se qualcuno mi guarda mentre mangio, potrei prendere la mira e sputare nel suo piatto. E il traffico di Milano non fa altro che ricordarmi che per fortuna là non ho una macchina e soprattutto non ho accanto qualcuno che mi dice vai piano, il semaforo è rosso, frena, c’è uno in bici, attenta al motorino, fai passare, vai troppo veloce.
Che mi importa di essere travolta dai mufloni quando mia madre, prima di uscire di casa (e anche fuori), mi controlla ogni centimetro? Perché quella maglia? Perché quei pantaloni? Perché non ti sei messa le altre scarpe? E sistema di qui, e stropiccia di là, e tirati su i pantaloni, e tirati su i capelli che stai meglio, e non dirmi sì mamma solo per farmi stare zitta. Sì mamma.
Dunque, facendo un paio di calcoli, quando torno a casa succede che per i primi due giorni vengo viziata, non mi dice niente, non chiede, io posso stare tutto il giorno a farmi i cazzi miei senza che lei intervenga, e in più, il bonus, tutti i piatti che mi piacciono senza neanche un “ma ti fa male”; il terzo giorno comincia a svegliarmi ad orari improponibili senza motivi apparenti, solo per il gusto di farlo, e vai a prendermi questo, fai quest’altro, rifatti il letto, il tutto coronato da una bella ciotolata di una minestra di verdura così cattiva, ma così cattiva, che mi son sentita male tutta la notte e ho avuto i conati di vomito ad ogni cucchiaiata.
E se vogliamo dirla tutta, per i primi due giorni ha fatto finta di non vedere un anello nuovo, ma al terzo ha ceduto e a chiesto dove lo avessi preso e quanto mi fosse costato.
Nonostante tutto però, il magone in gola ogni volta che torno a Milano non me lo toglie nessuno; maledetta, potessi portarmela dietro lo farei, e a quel punto sarei il primo caso di morte da stress.
Se non sono ancora sveglia ci sarà un perché
Eccola la divertentissima cosa che non sapete su di me: se mi si sveglia in modo brusco io mordo. Anzi no, sbudello.
E per modo brusco intendo accendermi la luce, togliermi le coperte o aprirmi la finestra alle sei e mezzo di mattina del 10 gennaio, tutte cose che faceva (e a volte fa ancora) mia madre quando andavo a scuola e mi rendevano nervosa per tutto il giorno.
Un altro modo è entrare in camera mia urlando e facendo battute credendo di svegliarmi di buon umore: errore. Grosso errore. Viene da sé che quando mia madre stamattina è entrata in camera mia facendo un rumore della madonna e urlando “Buongiorno, sono Nico” la cosa più gentile che è uscita dalla mia bocca, tra le tante, è stata “vai a fare in culo te e Nico“, il che dimostra che non guardo in faccia a nessuno e non tengo conto di stretta parentela.
Quindi vediamo di non farmi incazzare oggi eh, che vi sfilo la colonna vertebrale e mi suono l’adagio di Albinoni, mi suono.
Chi ripopola il mondo
Ho il serio dubbio che i vip facciano figli per seguire la moda: una annuncia di essere incinta e mezzo mondo la segue.
Già me le immagino: presto presto, quella ha detto di essere incinta, togliti i pantaloni e inseminami!
Nicole Richie (che è la figlia di Lionel Richie, per coloro che fossero proprio a digiuno di sano gossip) è pregna. Christina Aguilera pure (e brutta in una maniera che non si può descrivere). Jennifer Lopez pare sia incinta (e, sempre a quanto pare, pare siano due). Milla Jovovich o è incinta o porta dentro di se una camera Ikea, già montata. Halle Berry (che siccome tutti la ignoravano e ha fatto film di merda, ha pensato, mmm, cosa riporterebbe l’attenzione su di me?) che ve lo dico a fare. E non dimentichiamoci della Seredova, della moglie di Del Piero e, porcazzozza che notizia, Katia del Grande Fratello; si vocifera che anche la moglie di Kakà sia incinta, una notizia che mi ferisce.
E ho volutamente ignorato tutte quelle che hanno sfornato da poco, che sennò non finisco più; voi comunque fate come vi pare, io comincio a costruirmi un rifugio anti-atomico per quando Paris Hilton annuncerà che il preservativo si è rotto e ops, l’anticristo sarà tra noi. Si accettano prenotazioni.
Sono aperte le scommesse #3
Durante il mio solito giro culturale in rete mi sono imbattuta in una foto di Britney Spears che ho voluto esaminare nel dattaglio, senza pretese, non per farci un post, ma per vedere da vicino quanto questa donna fosse diventata pacchiana: a parte il cappello di paglia, a parte quei pantaloncini troppo corti per il suo corpo made in Burger King, a parte quel coso (maglietta? camicia? vestito? tenda da cucina?) che ha addosso che neanche la casalinga di Voghera, a parte quell’ammasso di gioiellame che non ha né capo e né coda, come se un contadino con un sacco di letame in mano si mettesse una corona, a parte un vistoso triplo mento e il suo primogenito alle spalle che sta tentando di fagocitarsi la mano, a parte tutto, che cazzo c’ha sotto la borsa?
Partendo dal presupposto che quel pallino giallo non sia il marchio distintivo delle borse Versace, in realta è:
- un residuo di maionese a sua volta facente parte di un Mac qualcosa
- una caramella al limone ciucciata da un figlio a caso poi sputata per terra, perché a casa Spears usa così
- una cimice piazzata dall’FBI, dalla CIA, dall’ex marito, da Taormina e dai RIS di Parma
- un qualche tipo di droga pret-à-porter, pratico e disponibile in più colori
- varie ed eventuali
Io opto per la caramella al limone ciucciata, anche se l’ipotesi cimice non è male, ma vorrei solo dire che mi dispiace molto. Mi dispiace assistere a situazioni del genere, quando belle cose si rovinano rimane sempre un po’ l’amaro in bocca, e spero con tutto il cuore, ma davvero, che si sistemi. E con questo intendo che qualcuno dia un calcio nel culo a Britney Spears, perché, porca troia, è una borsa Versace, che avrà pure dei manici orribili, ma stai attenta a dove la metti almeno, schifosa di una.
Pù Purrì #4
- Da Libero, articolo su Monica Bellucci: Ma perché ormai nessuno dice se recita bene o male ma solo che è bellissima? Cosa? Eh? Nessuno lo dice? A casa sua forse, nessuno lo dice, che c’hanno paura che meni. Io lo dico. Fa cagare. Recita malissimo e con l’espressività di un pallone sgonfio. Che novità è? Tutti lo sanno. E poi sì, bellissima, insomma, avrei da ridire anche su questo. Sarebbe bella se ogni tanto ridesse e non si ostinasse a fare la sua versione di cera.
- Io continuo a ripeterlo: Alberto Stasi è innocente. Anche se trovassero un martello insanguinato a casa sua, innocente. Non per chissà quale motivo, ma io voglio le gemelle Cappa in carcere e quindi sono state loro. Accusiamole di aver provocato il buco dell’ozono o lo tsunami del 2004, qualsiasi cosa, pur di non vederle all’Isola dei Famosi del prossimo anno.
- Ieri mattina mi sono svegliata di soprassalto: in televisione, rimasta accesa tutta la notte e sintonizzata sul tg5, ho sentito “Britney Spears perde la custodia dei figli“. Io, che di solito la mattina a fatica deambulo, mi sono alzata incazzata e ho urlato “ma che minchia ce ne frega”. Chi è il nuovo direttore del tg5, la Gregoraci?
- Il mondo è in ansia: si pensa che Britnei possa suicidarsi. In quel caso Mentana farà uno speciale su Matrix: Britney, un Big Mac fu la sua fine.
- Stanno girando il film di Sex and the City. Ho già espresso le mie opinioni a riguardo, più o meno due secoli fa, ma vorrei dire una cosa: Carrie Bradshaw si veste in modo orripilante ed è brutta come la fame. Ecco, l’ho detto (questa immagine riassume i due concetti, ma se siete appassionati della serie non guardatela, è un brutale spoiler).
- Più vado avanti, più convinco del fatto che Gattuso è un attore nato. E su questo non si discute.
Gli occhiali: il nuovo alibi
Sì ecco, dicevo, oggi non ho voglia di scrivere.
O meglio, sì, io scriverei pure, ma non ho voglia di stare al computer, principalmente perché questi occhiali nuovi mi stanno perforando dietro l’orecchio e, ve lo dico sinceramente, alla lunga rende nervosi e irascibili, del tipo che se non fossero costati 349 euro (mannaggia all’anima dell’occhialaio) li avrei già fracassati a pugni.
Quindi, per evitare di farmi venire due buchi dietro le orecchie che manco una mensola Ikea, ho deciso che lascio fare a voi.
Paura eh? Non abbiatela. O anche sì, fate voi. Insomma, vedo che si sta diffondendo a macchia di burro (ha-ha)(gli occhiali stanno perforando il cervello) la catena delle cose che non sapete di me e se non le sapete sarà perché non interessano a nessuno? Non è vero, a me sì. E solo perché sono curiosa e voglio farmi i cazzi degli altri senza il minimo sforzo, quindi niente letture di cellulari di nascosto (chi io? No, mai fatto, ma scherzi?)(…), niente rufolare nei cassetti (maddai, secondo te rufolo nei cassetti?)(…), nessuna domanda e non vi rubo nemmeno la Smemo dove scrivete i pensierini la sera tipo “Monica Tvb” (gli occhiali sono arrivati al cervelletto).
Quindi, Grazie Grazielle e Graziealcazzo, scrivetemi una cosa che non so di voi. Subito. Ora. Tipo “al bagno leggo Topolino” (clap clap) oppure “riesco a mangiare un cono gelato senza mani” o ancora “vado alle convention di Star Treck e Beautiful” (fuori di qui), cose così insomma, scomode, non scomode, serie, non serie, basta che mi faccia un po’ gli affaracci vostri.
Dai dai dai dai, fatelo per me, prima che le due stanghette degli occhiali si tocchino in mezzo al mio cervello. Cosa che avverrà nel giro di poche ore, se continuo a stare al computer.
Se avete paura, comincio io, una cosa che non sapete di me: ieri sera ho tentato di ricaricare il cellulare con il cavo dell’iPod, perdendo 30 secondi nel cercare di capire dove fosse il buco giusto. Interessante no?
Messaggi subliminali
Aiutatemi: come si fa a far capire ad una persona che è poco gradita in casa? E tenete conto che per poco gradita intendo dire che preferirei avere in casa Hitler, Mussolini, Stalin e Lenin in una sola persona.
Mi è stato impedito di essere esplicita, per evitare discussioni, ma io non riesco a tenermi le cose per me e fare buon viso a cattivo gioco, quindi succede che se non mi sfogo un po’ esplodo.
Ho pensato a varie soluzioni per aprire gli occhi a chi di dovere, tra le quali:
- una testa di cavallo nel letto
- “scusami un secondo, puoi girarti? Ecco, apri la porta…sì, vai verso il cancello…ecco, appunto, aprilo. Fermati un secondo e aspettami, che arrivo” e sbam, calcio in culo dopo adeguata rincorsa
- messaggi minatori fatti con lettere tagliate da riviste, usando guanti, pinzette e taaaanta cooooolla vinilica. Perché qua CSI e Art Attack mica si buttano via eh
- con l’aiuto di stuzzicadenti, scrivere nel piatto in cui mangia”crepa di fame”
- ogni volta che mi rivolge parola sputarle in un occhio o, in alternativa, dire “sento rumore…che cos’è?
Aguzza la vista
No, è che tempo fa salvai due immagini solo per farvele vedere, perché vi voglio bene. Volevo farvele vedere perché io c’ho perso mezza vita e un po’ di diottrie, non capisco perché soffrire in silenzio e da sola quando posso rovinare anche la vostra di vi(s)ta. Non ricordo sinceramente dove le abbia trovate, quando ho tempo faccio di quei giri in rete che neanche l’FBI ci capirebbe qualcosa, ma sono due immagini piene di riferimenti a gruppi musicali e film, basta trovare il giusto collegamento tra disegno e titolo.
Esempio, se c’è il disegno o la foto del Titanic è ovvio che uno dei film “nascosti” nell’immagine è Free Willy. Capito no?
…
Insomma, guardate e capirete, questa è quella sul cinema, questa quella sui gruppi musicali; io un po’ ne ho trovati (non ricordo quanti fossero in tutto), ma dopo un po’ c’ho perso pazienza, cominciavo a vedere pallini e stelline. Ecco, diciamo che se di cinema e musica non ne sapete un’emerita minchia allora lasciate perdere, guardate là *indica una nuvola nel cielo per distrarre l’attenzione*.











