Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Il padrone è una cicogna il posto se lo sogna (…)

Settembre 26, 2007 - Tag: Sono idiota, Vita vissuta

La mattina in metropolitana è un inferno.
Mi viene da pensare che sia così dovunque, non solo a Milano: 8 di mattina, tutti in piedi, spiaccicati come sardine contro le porte, non contenti, si leggono pure il giornale, sai com’è tanto c’è spazio a sufficienza, altre due persone e rischio l’asfissia.
Ma a proposito, parliamone, di quei deficienti che vogliono entrare a tutti i costi nel treno quando non c’è un cazzo di posto neanche per un capello in più. Se non vuoi fare tardi, signora sulla quarantina con la borsa figa e il portatile, non prendi la metro alle otto, fai alle sette e mezzo, basta mezz’ora prima, per evitare che mezza Milano ti guardi in cagnesco e che ti auguri la morte.
Io, poi, sono pigra. Non ho voglia di stare 13 fermate in piedi a dondolare attaccata ad un palo e rischiare ogni fermata di crollare addosso a qualcuno, quindi appena salgo comincia la caccia al posto, cosa che fanno quasi tutti, ma non vogliono darlo a vedere.
Che il signore stia leggendo il Sole 24 o la signora stia leggendo Cosmopolitan, appena si libera un posto, stranamente, se ne accorgono subito, fregandoti perché pensavi fossero troppo persi nella lettura.
Escono come funghi, aspetti la fermata della stazione, dove escono quasi tutti, e in un attimo, gli stessi stronzi che se ne stavano in piedi indifferenti saltellano qua e là e ti fregano il posto che avevi adocchiato; punti una tizia che si prepara per scendere, ti avvicini come se niente fosse e appena scende, eccoli, i mille funghi velenosi pronti a ciularti il posto.
Dunque, chi può biasimarmi se stamattina ho praticamente dato una spallata ad una per riuscire a prendere il posto vicino alla porta, il più ambito? E se questa è caduta rovinosamente addosso ad un’altra e io ho mascherato il tutto con il mio sguardo innocente e “scusi, sono inciampata“.
Io ho la coscienza a posto.

14 Commenti »

  1. pat

    26 Settembre 2007 @ 10:42

    E quelli che leggono il giornale solitamente tengono le braccia alzate a tiro di vento con le ascelle vicino al tuo naso, vero?
    e non tutti si fanno la doccia al mattino, vero? e ovviamente tutti i finestrini chiusi, vero?Perche’ allora non prendi tu la metro mezz’ora prima?

  2. Ares79

    26 Settembre 2007 @ 12:21

    E’ una sporca guerra, ma va combattuta…ricordo con fastidio gli anni di autobus bolognesi.

  3. pinkaholic

    26 Settembre 2007 @ 12:44

    vogliamo parlare di quel nauseante odore di caffè che si sente solo nelle metro dalle sei alle dieci?

  4. pat

    26 Settembre 2007 @ 13:07

    @Pinkaholik
    Secondo me non e’ caffe’ “vero”. Sono gli aliti dei passeggeri che hanno preso il caffe’ prima di salire, infatti e’ notevolmente diverso da quello che senti nei bar o addirittura nelle scale dei condomini al mattino presto

  5. Alianora

    26 Settembre 2007 @ 13:35

    Io non ho capito il titolo…

  6. LeggeParziale

    26 Settembre 2007 @ 14:04

    Monica, complimenti per l’esame, ho visto solo ora. brava!

  7. pinkaholic

    26 Settembre 2007 @ 14:24

    @pat, ovviamente a quello mi riferivo, altrimenti non avrei detto “nauseante” (il caffè per me è tutto tranne che nauseante, lol).

  8. ciccio

    26 Settembre 2007 @ 14:49

    ma i posti si lasciano alle vecchiette! =D

  9. FamChinaski

    26 Settembre 2007 @ 15:05

    Una volta in Bovisa, a treno colmo, ho rischiato il linciaggio da parte della gente in banchina perchè non ho fatto salire nessuno… la gente sul mezzo, prima indifferente, a treno partito mi ha ringraziato… voglio il nobel.
    Ale

  10. ciccio

    26 Settembre 2007 @ 16:30

    mi sovviene un episodio del secolo scorso. in una stazioncina fetecchiosa di periferia s’era rotto il treno per milano: tutti noi pendolari avevamo dovuto ripiegare sul treno seguente, già pieno zeppo di suo. anche sulle banchine tra i due vagoni si viaggiava stile boat people. litigi a raffica, pestate di piedi e gomitate. un tizio apostrofò la tappa vicina: “lei è piccola, ha il cervello piccolo e parla per tre”. e già lì partì un applauso. il meglio poco dopo: nei pressi di una fermata un signore chiede a quello davanti “per caso scende?”. l’altro: “sì”. e il primo: “meno male”. lì c’è stata la standing ovation.

  11. S.B.

    26 Settembre 2007 @ 23:18

    Sembra una lotta per sopravvivere ! :-)

  12. Vanilla

    27 Settembre 2007 @ 11:02

    Nei trasporti pubblici vige la legge della giungla!!

  13. storie di tamarri

    27 Settembre 2007 @ 19:19

    come diceva la canzone? “dura la vita a milano città…”

  14. MonicaGellerB

    28 Settembre 2007 @ 09:28

    Pat, io infatti esco almeno 40 minuti prima del dovuto, tanto so già che arriverò al massimo dieci minuti prima, perché gli autobus a milano non hanno orario e arrivano quando cazzo gli pare, perché c’è traffico e un tragitto di 5 minuti 5 diventa di 20 minuti.

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