Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Mai più

Agosto 17, 2007 - In: Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(24)

C’è un aggeggio che mi fa tremendamente paura: il tapis roulant.
Non è uno scherzo, non è un ha-ha, che burlona Monica, no, io ho proprio paura del tapis roulant; è inutile che Jill Cooper si sveni e mi crepi davanti senza fiato per dirmi che è un attrezzo rivoluzionario e che mi farà bene, io non ci salgo, mi mette angoscia.
Finché rimane inanimato mi sta anche bene, è laggiù, in quello che dovrebbe essere un garage ma è tutto tranne che quello, non lo considero ed esso fa altrettando, il nostro rapporto è fondato su indifferenza reciproca; quando però si mette in moto, ho come il terrore che possa risucchiarmi e in qualche modo, una volta sopra, non riesca più a farlo smettere e sia costretta a correre per tutta la vita perché se rallento scoppia una bomba e…no, aspetta, quello era
Speed.
Vabbè, il senso è quello.
Quindi, il succo del post è che se fino a ieri io non avevo mai usato un tapis roulant un motivo c’era.


Potrei farmi una foto e farvi vedere il livido che ho sul ginocchio, grande quanto un cocomero, e spiegarvi anche come è successo, ma è sempre bello lasciar galoppare l’immaginazione.

Il mio scheletro (congelato) nell’armadio

Agosto 16, 2007 - In: Cinema, Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(30)

Io da “piccola” avevo la locandina di Titanic appiccicata in camera (tatatadaaaan). E la videocassetta - originale, ovviamente - deve ancora essere in vita, da qualche parte (tatatadaaaaan). Lo dico così, perché giusto ieri ho visto, dopo secoli, il video di Celine Dion della colonna sonora. Dimenticavo: ho anche quel cd (tatatadaaaaaaaaaaaaaaaaan).
Ebbene sì, la mia era una DiCaprio-mania.
Mi ricordo che quando uscì Titanic io e la mia migliore amica del tempo non capivamo dove fosse tutto sto gran dire, sentivamo in giro che “oooh quanto ho pianto” “ooooh che bella storia d’amore“, ma noi giocavamo a calcio (io in porta, ndM) che ce ne fotteva delle storie d’amore al cinema? Avevo già le mie preoccupazioni in quel campo, figuriamoci se mi mettevo a guardare un film taglia-vene come quello.
Poi, col tempo, le voci continuavano a circolare, la curiosità a salire e ci siamo decise, siamo andate a vedere sto Titanic, che avrà mai, sto Titanic; mi ricordo ancora dove, in quale cinema e i posti a sedere. Eravamo in cima, vicino allo schermo, nei posti che io odio - perché non vedo niente e quando esco gli occhi mi citano per danni -, gli unici rimasti liberi.
Inizia il film, niente di che, più volte chiesi alla mia amica “usciamo? andiamo? tanto lo sappiamo che crepa, andiamo?”, ma niente, lei volle rimanere; verso la fine, quando Di Caprio si congela e si spatafascia nei fondali marini, si cominciarono a sentire singhiozzi dietro di noi.
Ho sperato con tutto il cuore che piangessero per delle cipolle affettate dietro di loro, ma no, loro piangevano perché il peggio stava per avverarsi, Leonardo stava crepare (ohmioddionoootipregonoooo!), congelato da capo a piedi, ogni singolo pelo, mentre lei se ne stava beata su quel pezzo di legno che, te lo dico, cicciabella, ci stavate in due benissimo e a quest’ora eravate sposati, poi è inutile che fai la vittima.
Insomma, in pochi secondi tutto il cinema stava piangendo, tranne noi due. Ci guardammo con un misto di stupore e paura, poi, senza dire niente, capimmo cosa era più giusto fare in quel momento: piangere per finta. E così fu: singhiozzi, lamenti, finte tirate di naso, “dabbi il fazzolebbo” e cose così. Ovviamente questa pantomima aveva lo scopo di prendere per il culo le piagnucolone dietro di noi, ma guarda un po’, successe che dopo dieci minuti di pianti finti, nel momento decisivo, le lacrime scesero anche a noi (ma in modo più discreto, che tanto il fazzolebbo ce l’avevo già) e finì che lo rivedemmo una seconda volta. Non aspettammo neanche un altro giorno, ma direttamente lo spettacolo successivo.
Da Wikipedia: “Gli elevati incassi sono dovuti anche ad un “imprevisto” nelle leggi di mercato, infatti milioni di persone si sono recate a vedere il film più di una volta.”

Ahem…

Anche la matematica non è un’opinione

Agosto 15, 2007 - In: Vita vissuta - Commenti(28)

15 agosto è la metà di 30 agosto.
E basta.
Punto.

La lungimiranza non è un’opinione

Agosto 14, 2007 - In: Che schifo, Tv, Vedo cose - Commenti(30)

Lo sapevo io, lo sapevo, già quasi dieci anni fa, quando per sbaglio beccai Dawson’s Creek su Tele+, lo sapevo io, che era meglio tifare per Pacey piuttosto che per Dawson. Prima di tutto, Dawson era un complessato di sta beata e ho sempre sognato che il tanto amato squalo di Spielberg lo divorasse e facesse in mille pezzettini. Secondo, Dawson si è innamorato a prima vista di una che col tempo sarà pure migliorata, ma Jen all’inizio era di una bruttezza disarmante, pareva che si fosse ingoiato un vassoio. Cioè che la guardavi e dicevi “no, sei talmente brutta che mi disarmi“.
Terzo, Dawson c’ha messo una roba come tremila puntate per farsi Joey. Mille e millemilioni di opportunità e questo deficiente ogni volta si faceva scrupoli, no siamo amici, no non siamo amici, sì siamo migliori amici, sì mi ti farei ma insomma, mi vergogno, e poi qui e poi là. Eccheccazzo.
Pacey invece, faccia di tolla che non è altro, c’è riuscito in una serie, guardata, presa, spogliata e via.
Quindi, dicevo, lo sapevo io che facevo bene a non sopportare Dawson e a tifare per Pacey, perché nella mia testa già sapevo che il primo sarebbe diventato un
uomo panzuto, di una pancia che è chiaramente conseguenza di birra e hot dog, con due paia di tette più grosse della moglie (e non è un modo di dire, cos’è, una prima?) e una faccia da ebete, mentre il secondo sarebbe diventato un bell’omino con degli occhiali che vorrei anch’io.
Certo, mai avrei pensato che Joey* si sposasse con Tom Cruise ma neanche che Jen facesse una figlia
così brutta (gné gné quella di Joey è più carina, anzi, quella di Joey è la più bella di tutte)(…)(salvatemi, rischio di andare in giro con una maglia con scritto SURI ROCKS)


*per chi se lo stesse chiedendo, sì, ripeto per la milionesima volta che per me costoro non hanno nomi propri, sono Joey, Dawson e Pacey anche nella vita reale.

La vitamina C fa bene, ed è una buona scusa

Agosto 13, 2007 - In: Le belle scoperte, Vita vissuta - Commenti(16)

Questo è quello che rimane di una confenzione di Zigulì dieci minuti dopo averla comprata.
Non so se capite l’importanza della notizia, le ho trovate alla Coop. Quando ero piccola si trovavano solo in farmacia, e mi vergogno a chiedere le Zigulì, un po’ come mi vergogno quando compro il Didò (devo avere una passione inconscia per tutto ciò che termina con un accento), ma non sapevo che si potessero trovare anche nei supermercati.
Morirò per indigestione di Zigulì, farò una strage.
All’arancia, ovviamente.
Ps. Fantastico.

Un’artista con argomenti validi

Non vedo l’ora di ammirare Melita in televisione dire che le sue foto del calendario (l’ennesimo, probabilmente il 34°) sono foto artistiche. Tipo questa. Non per altro, è che voglio essere partecipe della grassa risata che il mondo si farà alle sue spalle. Risata artistica, s’intende.

E ora voglio nebbia, neve e freddo

Agosto 12, 2007 - In: Vita vissuta - Commenti(14)

Ho un piede fuori uso e zoppico, il resto del lavoro lo hanno fatto tacchi e ballerine. O meglio, abituata alle ballerine, i tacchi mi hanno distrutto i piedi, così quando sono tornata alle ballerine, mi facevano male anche con quelle. Non so se avete capito. Io no, ma fa niente. Ho sul corpo un numero non quantificabile di pinzi, se unisco i puntini forse viene fuori la scritta SOS o più semplicemente “eccheccazzo“. Sono stanca e ho sonno. Alcune delle famose unghie che mi sono fatta crescere si sono magicamente rotte e a quel punto non ho potuto fare altro che smangiucchiarle quindi ora sono davanti ad un bivio: distruggerle tutte e ricominciare l’opera o aspettare che quelle andate a puttane ricrescano? Nel frattempo, devo ancora capire se i miei capelli si sono riuniti una di queste sere decidendo di diventare improvvisamente massa informe o se sono i miei occhi che li deformano.Il primo che mi dice che l’estate è bella e le vacanze rilassano, giuro sulle decorazioni per i gelati che lo picchio con tutta la forza che mi è rimasta in corpo. A proposito, ho riscoperto questo mio antico amore per le decorazioni che mettono sul gelato, tipo questi. Da piccola non sapevo se mangiarli o meno, ma la cosa che mi piaceva era l’idea che fosse un premio. Uh ho preso il gelato giusto, mi hanno dato il ciuffetto, così inutile, così luminoso, così filamentoso. Quando me lo sono ritrovato davanti, poche sere fa, mi si sono illuminati gli occhi, ma non l’ho detto a nessuno, ho fatto finta che oooops, ma guarda te, ce l’avevo in mano e l’ho portato via per sbaglio, e per tutta la sera l’ho tenuto come un trofeo. Poi tutto è finito, come ogni amore che si rispetti, soprattutto perché l’ho fatto in mille pezzettini.

E se vedo un altro bambino con ai piedi delle Crocs chiamo il Telefono Azzurro. E per i genitori chiamo l’accalappiacani.

E amavo Yoshi

Quando ci vuole ci vuole, bisogna dare atto al popolo giapponese quando riesce a stare in bilico su quella linea sottile che separa il genio dal malato di mente, chapeau e inchino per avere “inventato” (non so quanto la paternità sia loro, potrebbe pure essere di un contadino della Val di Chiana, per quanto ne so) il Tetris Umano.
Sono affezionata al Tetris “tradizionale”, è uno dei pochi giochi in cui sono capace, se escludiamo
Bubble Puzzle; un tempo ero un’appassionata, in casa mia si mangiava pane e videogiochi, sono cresciuta con Super Mario e la sua musichetta che porca zozza non riesco più a togliermi dalla testa ora che me ne sono ricordata.
Adesso mi dichiaro ufficialmente impedita e cerco di convivere con questo tremendo disonore sulla coscienza.
Comunque, tornando alle cose serie, non sembra anche a voi così semplice riuscire a centrare le figure? Non capisco dove sia tutta questa difficolta, io non avrei problemi a trasformarmi in una C e superare il livello.

Ps. c’era un altro gioco andava di moda a casa mia, che ha rischiato più volte di mandarci al manicomio; se qualcuno lo conosce può capire la disperazione che serpeggiava ad ogni livello.


per la cronaca, me ne vado per qualche giorno, cercate di sopravvivere senza di me e non fate casino qua dentro che tanto poi me ne accorgo, zozzoni.

Incubi reali

Agosto 7, 2007 - In: Stavo meglio prima, Tv, Vita vissuta - Commenti(23)

Io spesso dormo con la tv accesa; a volte perché il silenzio della campagna mi angoscia e solo con un po’ di sano rumore catodico riesco a dormire, a volte perché mi metto a guardare Sky e mi addormento col telecomando in mano, a volte perché mi metto in testa che quella sarà la notte in cui entreranno ladri e se sentiranno la televisione magari scappano (ma anche no).
Fatto sta che spesso mi sveglio nel cuore della notte durante lezioni di diritto civile, film di serie Z su Italia1 (e non sto parlando dei film di Jerry Calà che mandano in onda ad orari improponibili, perché quelli sono di serie A, sia chiaro), sitcom italiane di una tristezza inqualificabile, tipo quella con Gino Bramieri, Franco Oppini e quelle due rompicoglioni di gemelle con gli occhiali che parlavano in coro tipo Qui Quo Qua che le avrei prese a bastonate sul naso (Nonno Felice, ndM), oppure, ancora meglio Otto sotto un tetto o Genitori in Blue Jeans, che se riproponessero ad orari normali sarei ben felice.
Stanotte mi sono addormentata mentre stavo guardando Will&Grace su Sky.
Ad una certa ora della notte mi sono svegliata a causa di urla disumane che in un primo momento non sapevo da dove arrivassero, rincoglionita com’ero; quando mi sveglio negli orari giusti è già tanto se cammino dondolando e mi trascino in bagno, figuriamoci se mi sveglio nel cuore della notte per delle urla.
Una volta capito dov’ero, come mi chiamavo e perché le cuffie dell’iPod le avevo a mo’ di collana intorno al collo, mi giro e vedo uno spettacolo raccapricciante: canale FoxLife di Sky, quei programmi reality dove si segue il parto in diretta di una cretina che ha deciso che è una bella cosa avere delle telecamere intorno mentre le vene del viso le stanno scoppiando dallo sforzo, urla che, davvero, di umano non avevano niente, smadonnate e imprecazioni, gente intorno che le diceva di spingere, lei tutta rossa in viso che sembrava scoppiasse da un momento all’altro e ad un certo punto un coso raggomitolato, pieno di sangue e altra roba che le usciva da zone che preferivo non vedere.
Vi giuro che per un attimo ho sperato fosse un mio incubo o che al massimo fosse uno di quei film splatter che mandano in onda solo la notte; spero di dimenticarmene un giorno, anche in previsione di una futura prole, che probabilmente odio fin da ora visto che mi porteranno in quello stato. Ho preferito cambiare canale e addormentarmi con una bella lezione di sistema giuridico e politico Europeo.

Voi non potete capire, io sono nata col cesareo.

Io non c’ero e se c’ero dormivo

Agosto 6, 2007 - In: Sono idiota, Vedo cose, Vita vissuta - Commenti(29)

Così, pour parler, avete mai visto due ragazze che non hanno più otto anni che si bloccano con la bava alla bocca davanti ad uno scaffale pieno di Barbie, in piena sindrome di Stendhal? Mai viste due che si dannano perché ai “loro tempi” la Ford Mustang di Barbie non c’era? E neanche Barbie Fashion Fever e neanche la Barbie Benetton? E neanche millemila tipi di Barbie e Ken diversi? Mai viste? Due che si domandano quanto sia sbagliato comprare una Barbie in età avanzata ma comunque convenire che 12 euro e cinquanta non sono poi tanti? No?
No, neanch’io.



Dio, quanto avrei voluto quella Barbie Benetton. Fantastica. Giuro.

E buona permanenza, Beckham!

Agosto 5, 2007 - In: Le belle scoperte, Vedo cose - Commenti(15)

Guardate che queste son grandi soddisfazioni eh.
Ps. pure lui c’ha il blog eh, non facciamoci mancare niente.

E pioggia fu

Agosto 4, 2007 - In: Vita vissuta - Commenti(19)

Sia lodato Dio e tutti i santi in paradiso.

Odio l’estate

Brutto, brutto, bruttissimo periodo dell’anno per decidere di farmi crescere le unghie e corredare il tutto con uno smalto che faccio fatica a non raschiare via con i denti; perché sono anni che mi mangio le unghie, probabilmente perché ho sempre visto mio padre farlo - ma se si entra nell’ottica “meglio aver “ereditato” questo vizio piuttosto che le milleseicento sigarette al giorno”, ben venga il mangiarsi le unghie -, lo smalto e tutto il resto fa sì che ogni volta riesca a frenarmi per non far diventare le mie mani uno schifo assoluto.
Che poi non è il classico mangiarsi le unghie, è un mordicchìo generale, che comunque non è una bella cosa; un mio ex tutte le volte che avvicinavo la mano alla bocca me la prendeva a schiaffi (la mano)(…), poi io prendevo a schiaffi lui, ma questo non è importante ai fini del post (inutile post, ma ce ne sono mai stati di utili? Vi risparmio la fatica, la risposta è no).
Mia madre da piccola mi costringeva a mettermi lo smalto amaro, ma niente da fare, la cosa non mi fermava e anzi, dava sapore (amaro, ma sempre sapore) al rito; l’età aumentava e aumentava lo stress, il terzo anno di liceo quando rischiai di bocciare (colpa mia se a matematica, fisica e chimica facevo schifo? Certo che no), la maturità, l’università, il trasferimento a Milano, le varie paturnie d’amore, le varie finali di Champions League (e mi rivolgo ai milanisti, che solo loro possono capire), gli Europei e i Mondiali andati a puttane e non, insomma, le mie povere unghie ne hanno passate di tutti i colori.
Poi decido che è ora di basta e che se mi faccio crescere le unghie e mi metto lo smalto la voglia di non rovinare tutto avrà la meglio sul mordicchiare; ed è così, in effetti, con l’unico inconveniente che adesso non so con quale parte del corpo prendermela quando sono nervosa e mi mordo le labbra. Mentre dormo. Anche questa, altra faccenda.
Comunque, dicevo, brutto, bruttissimo periodo dell’anno per farlo.
Sono sulla buona strada per essere interamente ricoperta da pinzi di zanzare (per i non toscani - mortacci vostri -
qua) e non riesco a grattarmi perché con le unghie anche solo leggermente più lunghe del normale mi graffio e poi, ve lo dico, fa maluccio. Quindi, mi prude dovunque, ma non posso grattarmi, ché mi fa male, quindi mi innervosisco, ma non posso mangiarmi le unghie, che c’ho lo smalto e si rovinano, quindi mi innervosisco ancora di più e che succede, mentre dormo do sfogo agli istinti animali repressi e alla mia rabbia, mi gratto come una dannata e mi sveglio la mattina in condizioni pietose.
Ma la novità è che ho un pinzo alla base del dito indice della mano destra, proprio in coincidenza dell’anello che porto (in quel dito solo perché negli altri mi sta largo, ho le mani di una dodicenne, ognuno ha la croce che si merita), che mi dà un fastidio che non vi dico, quindi sono passata a mordicchiarmi la base del dito indice, che è un bel salto di qualità.

Il perché abbia fatto un post a riguardo mi è ancora ignoto, ma degli studiosi ci stanno lavorando su, vi farò sapere. Stei tiund, come dicono ad emmetivvì.

Varie ed eventuali




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