Post dall’aldilà #2
Allora. Sto scrivendo senza occhiali, quindi da un momento all’altro potreste leggere qualcosa di incomprensibile tipo “auhiudhiashcnain“, in quel caso, non vi preoccupate, solo la mia vista se ne andrà a puttane definitivamente, non la vostra.
Comunque, ho letto tra i commenti che i gattini sono carucci e picci picci e ucci pucci.
A-ha.
Sì sì, avete ragione.
E’ molto bellina.
Con quei dentini.
Quei dentini.
Probabilmente, uscendo di casa, se qualcuno mi ha guardato le braccia ha sicuramente pensato che io abbia tentato di togliermi la vita tagliandomi le vene, ma sicuramente quel qualcuno ha anche pensato che devo avere poca conoscenza del corpo umano, visto che ho, più o meno, 1398 piccoli tagliettini opera dell’adorabile creatura, che mi faceva gli agguati mentre leggevo a letto. Voi non potete capire quanto sono andata vicino all’infarto quando mi è piombata addosso dal nulla (quello che sta amabilmente mordendo è il mio braccio).
C’è anche una foto del mio braccio graffiato ma ve la evito, fa paura. Giuro.
Comunque, la cosa che ieri mi stavo dimenticando è che nel frattempo la vicina è rimasta chiusa in casa ed un esercito di fabbri munito di trapano e qualsiasi cosa faccia rumore ha fatto il viavai tra camera mia-mio balcone-suo balcone, per almeno due ore, ma almeno loro si degnavano di un “mi scusi per il disturbo, signò” e io mi sono trattenuta dal rispondergli “Signora sta minchia“.
Ah, l’educazione.
Post dall’aldilà
Allora, ricapitoliamo:
Quella figlia di troia della mia, per fortuna ex, coinquilina, alla quale ho augurato di morire in mille modi resuscitare e poi morire di nuovo, se ne è andata di casa non dicendo al padrone che io rimanevo, staccandomi luce e gas e lasciando la mia roba a marcire in frigo.
Ora, immaginatevi di tornare in una casa dopo più di due mesi, dove da quasi una settimana la carne in congelatore sta marcendo. Se non vi viene in mente l’odore della carne marcia, forse vi aiuterà il fatto che quando ho pulito ho vomitato. Immaginatevi di entrare e accendere la luce e toh, non va. Perché non va? Perché quella grandissima figlia di troia (ma troia pure lei) ha fatto mettere i sigilli e sono rimasta senza luce e senza gas per quasi un giorno. Anzi, ora la luce c’è, ma il gas me lo attaccano venerdi, quindi, se qualcuno mi vuol portare fuori a cena, ben venga, sappiate però che probabilmente vi manderò a cagare appena mi rivolgerete parola.
Il primo che mi dice “che sarà mai” verrà ucciso, direttamente, senza passare dal via; quella notte ho dormito si e no tre ore, primo perché ho paura del buio, secondo perché senza ventilatore morivo dal caldo, terzo perché ero molto impegnata ad ascoltare ogni minimo rumore sperando che non fosse un ladro violentatore. Ogni tanto mi svegliavo per controllare che la candela non avesse bruciato la casa e, in preda a convulsioni da afa, prendevo la bottiglia d’acqua per versarmela sulle gambe. Son bei momenti.
Il giorno dopo, ho passato la mattinata a pulire casa e la stanza libera (che la figlia di troia amava rotolarsi nella polvere, quindi potete immaginare in che stato fosse), nel frattempo cercavo di strapparmi la pelle per vedere se così si sudasse meno. Non ci sono riuscita. Ah, naturalmente, niente gas niente doccia calda, quindi questo caldo afoso fa proprio al caso mio in questi giorni.
Ah, se qualcuno di Milano si stesse chiedendo “ma com’è che piove dieci minuti, poi sole, poi ripiove, poi niente, poi sole?”, la risposta ve la do io: il nocciolo è che non ho l’ombrello. Non lo trovo, probabilmente l’ho lasciato a casa, e il Dio degli sfigati lo sa, per questo fa piovere ogni volta che io esco di casa. Senza ombrello.
Il lavandino in bagno perde, in cucina pure, la “cornetta” della doccia anche (probabilmente, figlia di troia si è divertita a distruggere la casa prima di andarsene) in tre giorni non ho mangiato niente di decente, ho dormito niente, la testa mi sta scoppiando, la nuova coinquilina ha una gattina di cinque mesi tanto caruccia, fatto sta che mi ha già cianciucato una mano e un braccio, non mi sento più i piedi, non mi sono fermata un attimo e il letto è un miraggio e in tutto questo, mia madre, per prendermi in giro, mi telefona la mattina urlandomi “Buongiornoooo!”. Buongiorno una beata sega.
Fisicamente sono presente, il mio corpo non si è ancora deteriorato (ma altri due giorni così e probabilmente succederà), respiro e cammino, ma il mio cervello si è fottuto già da un po’.
E state attenti a quello che dite, che sono nervosetta, se mi gira vi ficco tutti nello spam eh.
…
Sigh.
Sicuramente mi sarò dimenticata qualcosa, ma non fa niente: pensate agli inconvenienti più fastidiosi che ci possano essere, sicuramente sarà successo anche a me. Due volte.
Ps. potrei istituire un numero dove mandare sms di supporto? Tipo “aiuta anche tu Monica ed evitare la crisi di nervi con un semplice sms“.
La matematica è un’opinione
- hai visto quella che figa?
- minchia sì, c’ha un culo…
- non dire stronzate, quello che ho notato in lei è la proporzione della misura dei fianchi e della vita, che consente l’oscillazione ideale mentre cammina.
- …
- …
- quindi ha un bel culo?
- sì.
Ci sono delle notizie che ti fanno in qualche modo stare meglio, che soprattuto aumentano la tua autostima. Sapere che da oggi in poi noi donne verremo considerate solo per la nostra oscillazione ti fa venire voglia di prenderti quel sacchetto da un chilo di Gocciole che hai in cucina, inzuppare ogni biscotto nella Nutella e innaffiare tutto con una sana Coca Cola, che, azzardiamo, non è neanche Light.
Sapere inoltre, che ci sono persone che perdono tempo in ricerche così utili alla sopravvivenza e così fondamentali per il benessere sociale, ti fa rimpiangere di non essere più al liceo e non poter scrivere sulla giustificazione “impegnata in ricerche per capire cos’è veramente figo, prof”.
Perché è questo che hanno fatto: c’era una volta un matematico che in bagno si stava leggendo tranquillamente una rivista con donnine nude, e si è chiesto, ohibò, cos’è che colpisce realmente un uomo? Le tette? Il culo? La bocca? Io direi di no, piuttosto, sarà mica la proporzione della misura dei fianchi e della vita, che consente l’oscillazione ideale mentre la suddetta cammina? Io direi di sì… O caspita, dove ho messo i fazzoletti?
Son matematici, che ci vuoi fare. Probabilmente nei momenti intimi dicono alle mogli, sì, fammi vedere quelle due belle funzioni, tirami fuori il coefficiente, mettiti a pi greco, e cose così, quindi, perché stupirsi se delle formule matematiche sono state usate per calcolare la camminata più secsi?
Non dico che siano ore sprecate, che tutto fa brodo, ma perché scomodare la matematica? Bastava prendere dei ragazzini e piazzarli davanti a delle foto grandezza naturale delle varie attrici/modelle/chiperloro e aspettare che qualcosa si muovesse, da quelle parti. Bastava anche un piccolo accenno, un ciao ciao, e l’attrice/modella/chiperlei, passava il turno. Una specie di Miss Italia, senza il televoto, ma con alzata di…mano.
Detto in altri termini, questi hanno voluto una scusa per guardare delle belle sgnacchere durante l’orario di lavoro, dai, amici, cerchiamo di capire mediante formule matematiche chi è davvero figa. Un aiuto: F.I.G.A. fi, i, gi, a. Non è difficile.
Fermati, Inspira, Girati e Autosfanculati. Semplice.
Ora, ditemi uomini, voi esseri dotati di due cervelli, uno di solito più funzionante dell’altro (e chi indovina qual è in regalo la spilletta ufficiale F.I.G.A.), chi preferite tra Rita Levi Montalcini e Jessica Alba? No perché, c’è gente che ha dovuto mettere su impalcature matematiche per capirlo.
Si ringrazia LeggeParziale per aver sottoposto alla mia attenzione la notizia. Si saluta calorosamente tutta quella gente che arriverà qua cercando figa, letteralmente.
Signora Longari, lei mi cade sulla mappa!
C’ho da farvi vedere una roba, bella lì (mi è uscito spontaneo, ma negherò per sempre d’averlo detto). Poco fa, bazzicando i famosi siti di gossip becero d’oltre oceano, mi è capitato tra le mani un video di una concorrente che risponde ad una domanda durante un concorso di bellezza, Miss Teen USA. So cosa state pensando, come ho fatto a vivere fino ad oggi senza questo filmato. Non lo so, fatevi un po’ un esame di coscienza e uno del sangue e rispondetevi da soli.
Comunque, che ha di speciale questo filmato, niente in realtà, mostra la classica bambolina americana, bionda e stupida che risponde ad una domanda (che secondo me non ha risposta se non: sono dei fottuti ignoranti)(sono americani, per loro qualsiasi cosa è fottuta) con una risposta che non ha né capo e né coda, ed è importante, primo perché è ridicola fino all’eccesso, secondo perché ti viene voglia di spararti in bocca dalla vergogna che provi per lei, terzo perché rivaluti seriamente le partecipanti ai concorsi nostrani e quarto perché il presentatore è Slater di Bayside School. Che mi faceva schifo, ma è pur sempre Slater. E’ come se ci fosse Zack. No, un attimo, se ci fosse stato Zack sarebbe stato un evento mondiale.
Ahem.
Dicevo, il video è qua, dove c’è anche la trascrizione, che credo sia abbastanza comprensibile un po’ per tutti (se non capite non preoccupatevi, non è colpa vostra, è lei che è una cerebrolesa)(anche se ammettere l’esistenza di un cervello, seppur leso, è farle un complimento). La domanda comunque è, come mai, secondo ciccia pasticcia, alcuni americani non riescono a collocare gli Stati Uniti sulla mappa. So cosa state pensando: fottuti ignoranti.
Non si vedeva una roba del genere dai tempi del liceo, quando la professoressa di latino mi chiese cosa stessi facendo sotto il banco durante il compito e risposi “ehmmm….uhhhmmm…rifletto sull’universo“.
Fa male e lo sai, ma continui a farlo
Un attacco di arte:
- Uscite di casa, andate alla Coop, alla Conad, all’Esselunga, dovunque andiate di solito, e comprate il colluttorio Listerine alla menta…ffffatto?
- Lavatevi i denti…ffffatto?
- Aprite il Listerine…fffatto?
- Bbbbbbuene, ora effettua lo sciacquo di trenta secondi che è raccomandato sull’etichetta…fffatto?
No eh? Lo sapevo. Ditemi chi è quel pazzo che riesce a tenere in bocca per 30 secondi quel liquido malefico (questa frase può suonare ambigua, me ne rendo conto, ma non siate maliziosi, suvvia, siamo adulti). La pubblicità del tizio che si lava i denti in barca e gli scoppiano le gote è veritiera, ma io dopo trenta secondi non ho la faccia da ebete sorridente e rincoglionita, ho gli occhi rossi, le lacrime, nella bocca ci sono tante piccole esplosioni nucleari e sottovoce partono le bestemmie.
…
Irresistibile.
Sentimenti contrastanti
SkyTg 24, vedo un servizio sulla giornalista che in Inghilterra ha fatto scalpore solo perché ha osato mostrare delle gambe, dal ginocchio in giù, e addirittura dei tacchi. Mi sono sentita fortunata di non far parte di un popolo di bacchettoni ipocriti che non si scandalizza neanche a pubblicare foto di Montezemolo col coso di fuori (complimenti, comunque). Qualche ora dopo, sempre sullo stesso canale, sento dire che Fabrizio Corona si aggirava per le vie di Garlasco cercando le due cugine gemelle di quella ragazza uccisa pochi giorni fa, e mi sono vergognata come una ladra. Mi sa che ci ripenso e vado a vivere a Londra.
Ps. non ditemi che pensate che quelle due malate di mente delle cugine siano innocenti, basta guardarle in faccia, mi domando cosa ci sia ancora da sapere, io le condannerei sulla fiducia.
Scappiamo, subito
Nuove frontiere sono state varcate ultimamente nel mondo della musica, e io non lo sapevo. Non lo sapevo e vivevo bene, dormivo, mangiavo, respiravo e rimanevo nella mia ignoranza, ancora attaccata ai Queen e ai Pink Floyd.
I motivi per i quali evito di sintonizzarmi su canali musicali sono ben noti, primo, perché gran parte della musica che gira ultimamente non mi piace, secondo, non ho più 15 anni e i video mi annoiano, terzo, ad Mtv si fumano rosmarino e mi stanno tutti sulle palle. Il fatto è che l’altro giorno, spippolando, sono rimasta inorridita da una faccia: questa.
Paura eh?
Lei, a quanto si dice, sarebbe l’ex ragazza di Fabri Fibra (che io, personalmente, non riesco a pronunciare: fabri friba è quello che mi viene fuori); quindi, tra tutte le disgrazie che può avere una come questa, aggiungeteci l’aver fatto sesso con Fabri Fibra e riflettete: potete biasimare quello che ne è venuto fuori?
Sì, ovviamente.
Il testo è molto amichevole, la classica canzone d’amore malinconica, con puri sprazzi di poesia, rime che neanche se ci pensassi cent’anni mi verrebbero fuori: “stasera perché non te lo metti tu il bikini? Magari scopri che al rap preferisci far bocchini“.
Povero Fabri Friba.
Comunque, tra una rima ricoperta di miele e una di caramello, il testo fornisce anche interessanti spunti per offese, nel caso in cui ce ne fosse bisogno; io, sicuramente, un giorno userò la frase “le donne si dividono in mignotte e puttane, tua madre ha già deciso da che parte stare?”
…
Yo’.
Nuova ossessione (che poi è una canzone orribile)
Giorni fa da Convallaria si disquisiva su chi sia bello e chi no; discussioni difficili, visto che non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace, una rondine non fa primavera e non dire gatto se non l’hai nel sacco. Cose così.
Per esempio, qua Johnny Depp spopola, mentre a me non fa né caldo né freddo; i capelloni non mi son mai piaciuti, mi danno un senso di sporco, e, non so se lo sapete, ma a me lo sporco non piace. Ecco. Diciamo che i capelloni mi fanno schifo. No, schifo forse è un parolone. Ribrezzo, meglio. E poi, ci vuole una certa armonia nell’insieme, e, come posso dire, lui non aiuta. Sembra un Picasso. Sembra che prima di uscire di casa abbia preso la rincorsa, si sia tuffato al buio nell’armadio, abbia preso delle cose a caso e se le sia messe al contrario. Un giorno uscirà con un paio di mutande sopra i jeans, me lo sento. Tanto per dirne una.
E non mi piacciono neanche i belloni, Brad Pitt lo trovo insulso e banale (dire che è brutto è un azzardo, la sua è una bellezza oggettiva, ma da qui a provocarmi l’istinto animale che mi fa dire “mi piace” ce ne vuole) e qualsiasi nome vi venga in mente di un tipo famoso che fa il figo nelle foto pieno di olio da capo a piedi che neanche un sofficino in padella, mezzo ignudo e con le mutande di fuori, a me non piace.
In poche parole, mi piacciono i tipi anonimi. C’è poco da fare. Altezza mezza bellezza, su questo non transigo, i muscoli evidenti sono un deterrente e se è magrolino ancora meglio. Oh, come ho detto prima, non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che fa primavera nel sacco.
Tornando al punto principale, prima che Convallaria ne facesse una specie di meme*, aveva risposto ad un mio commento (che tra le righe diceva “Johnny Depp mi fa schifo”) chiedendomi quali fossero i miei standard di bellezza (del tipo: se ti fa schifo Johnny Depp non oso immaginare cosa ti possa piacere, vero?); devo per forza sottolineare che comunque, anche se ci fossero tutti i miei canoni di bellezza, per quanto siano “di nicchia” (come sono stati ribattezzati da diretti interessati), se non sono accompagnati da canoni caratteriali non me ne faccio di niente? Che quello che c’è dentro conta blablabla? Sacra verità, ma non è questo il luogo adatto per fare discorsi profondi.
Il problema è che non ho voglia di elencare personaggi famosi che scatenano in me istinti primordiali, perché comincerei con Kakà e finirei col Dottor House, dei quali ho già ampiamente parlato (sbav sbav); in realtà volevo soffermarmi su quello che ormai è diventato la mia ossessione: tale John Mayer. Lo so, state pensando “dove ho già sentito questo nome?”; in realtà da nessuna parte, visto che qua è praticamente sconosciuto, è solo che il nome suona bene.
Comunque, non ricordo come sia venuta a sapere della sua esistenza sulla terra - ma siano comunque benedetti i genitori - credo di averlo scoperto grazie ad uno di quei siti di gossip becero made in America che abitualmente bazzico (perché qua si trattano argomenti seri e io ho bisogno di documentarmi), e non rimasi particolarmente colpita, credo che fosse in quel periodo della vita nel quale esci come ti svegli la mattina, senza passare per il bagno.
Poi, lo ritrovo così, l’ossessione comincia ed è meglio che non trascriva quello che è uscito dalla mia bocca. E’ un uomo strano, devo ammetterlo. Pare che faccia il cantante, ho schiaffato nell’iPod un suo album e l’effetto che mi ha fatto è stata una piacevole dormita e quando canta, a tratti, fa della facce strane, muove la bocca in posizioni che non credevo umanamente possibili; in certe foto lo trovo tremendamente bello, in altre mi lascia perplessa, ma ognuno ha le sue giornate storte.
Fatto sta che le cose stanno così, sarà che mi ricorda qualcuno che conosco in un modo terrificante, sarà quell’aria da ragazzo tranquillo che si fa i cazzi suoi, sarà il fatto che occasionalmente tiene una chitarra in mano, che ne so, ma sono tanto così dallo stampare una foto e metterla sul comodino, o, peggio ancora, nel portafoglio.
* voglio il nome di chi ha usato per la prima volta la parola “meme“. Non in senso assoluto, che sarebbe difficile, ma chi l’ha usata per la prima volta per dare un altro nome ad una banalissima e, immagino, divertentissima catena da blog. Chiunque tu sia, scappa. Scappa, perché non c’è cosa più fastidiosa per me, ultimamente, che leggere la parola “meme” in un blog. Vaffanculo.
Elementare, Jocelyn
Oggi è il più bel giorno della mia vita. Degli ultimi mesi, almeno.
Il fatto è che è un secolo che io mi chiedo quale sia il titolo di un programma che andava in onda almeno dieci anni fa, ma non ricordo dove, se sulla Rai o da qualche altra parte. Il fatto è anche che bastava cercarlo su Google, digitare “Jocelyn“, fare una scrematura dei risultati ottenuti evitando di capitare sull’home page di una pornostar e venire a capo del dilemma: Se io fossi Sherlock Holmes.
Se io fossi Sherlock Holmes era uno dei “giochi” più semplici del mondo, ma terribilmente accattivanti, almeno per me: c’era una borsa, smarrita, ed un concorrente, che dal solo contenuto della borsa, evidentemente senza carta d’identità, doveva risalire al proprietario tramite telefonate.
Ecco, io lo guardavo sempre e lo trovavo geniale. Ancora non so se questa mia passione fosse frutto di qualche droga (probabilmente il Tegolino del Mulino Bianco) o se effettivamente era un programma decente, fatto sta che lo rivoglio, lo rivoglio in onda anche se questo dovesse comportare avere di nuovo sugli schermi quella specie di incrocio tra Jean Todt e Monica Bellucci, io lo voglio.
E già che ci siamo, anche Giochi senza frontiere, che mi fogava tantissimo, tanto che per me “attensiòn…an, de, trua, prrriiii” (”pri” sarebbe il fischio)(…) era diventato un tormentone.
La foto non c’entra niente. E’ che stavo girando per il uéb in cerca di informazioni sul suddetto programma e mi sono imbattuta in questa foto, dove Mentana sembra Pippo Paudo a Sanremo mentre la Buonamici e la Spiezie sembrano le vallette. E’ stato più forte di me, dovevo pubblicarla.
La verità fa male
- Vuoi la mia maglietta? Se vuoi te la do. Un fiorino!
- Preferisco la puttana della tu’ sorella.
Questo è quello che Materazzi ha detto a Zidane. Va bene, forse non ha detto “un fiorino”, ma ciò non toglie che sarebbe stato originale. Quello che non capisco è perché tutta questa rabbia da parte di Diabol…, ehm, Zidane: ho sentito dire che effettivamente sua sorella un po’ zoccola è.(Monica corre a nascondersi nell’armadio per paura di ripercussioni)
Occhio rosso
Non sopporto addormentarmi di pomeriggio, per il semplice motivo che poi la notte sono sveglia come un grillo, mi rigiro nel letto in cerca della posizione giusta e non trovo pace davanti alla tv. Che è un po’ quello che sta succedendo stanotte, visto che questo pomeriggio sono miseramente crollata sul divano. Fortunatamente (ma anche no) ho notato che qualcuno aveva messo su Sky un film che pareva decente per la situazione, da leggere: aveva la pretesa di definirsi “thriller” quando in realtà anche un bambino di tre anni avrebbe previsto ogni mossa azzerando qualsiasi tipo di suspense, quindi non avrebbe compromesso un mio eventuale sonno traumatizzandomi, con una trama adatta alle poche capacità mentali di una ancora sveglia. Decido che va bene così.
Comincio a vederlo già iniziato, ma non credo di essermi persa molto: una rossa lavora in un hotel, dove sta per arrivare quello che credo sia un politico. Prendetelo come dato di fatto. Questa rossa, in aeroporto, incontra un tipo che pensi fin da subito “lui è l’assassino, il mandante, il sicario, picchia cani e bambini, violenta le vecchie e incendia boschi”, ma no, lei gli sorride sornonia, te la darò, forse sì forse no.
Coincidenza vuole, grazie anche ad un imprevedibilissima sceneggiatura, che i due si ritrovino accanto sull’aereo, ha-ha, che coincidenza, ha-ha, non sei una maniaca, ha-ha, no figurati, ha-ha, cambia camera al tizio politico così possiamo ucciderlo meglio altrimenti tuo padre crepa.
Ha-ha.
La tensione si taglia con un grissino, di quelli che tagliano anche i tonni, quindi grissini tosti.
Lei piange, e non si sa perché, visto che mantiene dei capelli perfetti per tutto il film, nonostante rischi spesso di morire (in modo ridicolo, ma sempre morte è), di che ti lamenti, stronza. Lui gode come un riccio, finalmente una parte dove può fare il cattivo, si farà notare, diventerà famoso, il nuovo Jack Nicholson. E infatti, avete mai sentito parlare di Cillian Murphy? Io no, appunto.
Insomma, telefona, non telefona, c’è il temporale e non si può, i telefoni non funzionano, non tentare di chiedere aiuto altrimenti ti do una testata, ma anzi no, guarda, sai che c’è, te la do lo stesso, sbam, nessuno si è accorto di niente, vedi che figata fare film?
La noia mortale fino a che, poco prima di scendere dall’aereo, lei decide che è meglio, ma sì, forse è meglio, conficcargli nella trachea una penna. Non che la cosa sia talmente paurosa da farti cambiare idea sul film, è che lì per lì fa un po’ schifo. Poi passa, la noia torna, i soliti convenevoli, ciao noia, bentornata, come stai come non stai, e si va avanti.
Lei scappa dall’aereo, il come non è dato sapere, mi sono distratta (ho sbadigliato, ndM), si rincorrono un po’ per l’aeroporto, lei sfugge alla polizia con ottimi trucchi che neanche Macchianera, si nasconde dietro libri, cespugli, dita delle mani, fa finta di parlare con altre persone e poi se ne va, una vera volpe. Una stola di volpe. O una sòla. Difficile dirlo.
Lui non è che faccia una migliore figura, nella fuga strappa un foulard ad una tizia e, mettendosela al collo per tappare il buco (bleah), diventa magicamente il cattivo gay, si è fottuto la carriera. Amen.
Tutto va avanti all’insegna del “se t’acchiappo poi lo vedi” e “tanto non mi prendi, coglione”, fino a che lei non entra con un Suv (che sconfina nella categoria autocarri) nel salotto di casa sua. Oh ciao papà. Ciao Lisa, tutto bene? Ma no figurati, mi sono schiantata nel tuo salotto con una macchina rubata perché non sapevo come passare il pomeriggio. Me lo faresti un caffè? Ovviamente, buco-nella-trachea è in casa, con tanto di foulard ancora al collo, una paura guarda, che se non è seta quel coso comincio a tremare all’idea che sia sintetico! Insomma, che due coglioni, alla fine il padre si riprende (ovviamente l’avevano accoppato) e spara al tizio prima che sbrindelli sua figlia. Grazie papà. Allora, sto cazzo di caffè?
In poche parole, sarà anche un film banale (il regista è Wes Craven, lo stesso di Scream, una garanzia proprio), ma io per tutto il tempo non ho fatto altro che pensare “cazzo…lei è scappata dall’aereo…e ha lasciato la borsa lì“. Non sono riuscita a pensare ad altro, neanche quando nei titoli di coda ho visto “Passeggero Irato” e “Gentile signora”.
Per quanto ne so, la borsa è ancora lì. Cazzo.
Il particolare che fa la differenza
Solo mia madre ha questa mania di raccontare vita morte e miracoli di chiunque quando non frega niente a nessuno? Solo con lei non si può chiedere “chi è quello?” senza che ti snoccioli quello che ha fatto/detto dal primo istante di vita fino ad oggi? La classica madre che se per caso l’accompagni al cimitero, che devo cambiare i fiori, ad ogni tomba sa chi, cosa, perché e dove. Io, in paese, non conosco nessuno. O meglio, della maggior parte della gente che conosce anche lei conosco solo i volti, persone che mi salutano perché sono la figlia di e la nipote di, lei addirittura si barcamena in descrizioni delle case, dei cani e dei loro nomi (li sa tutti), i soprannomi dei padroni e il perché dei soprannomi. Inutile che io continui a dirle “mamma, non lo conosco, dirmi dove abita non serve a niente“, lei persevera, “massì che lo conosci, ha un coniglio“.
…
Ah beh, se ha un coniglio.
…
Sigh.
I heart Queen
Oh sentite, se Brian May c’ha messo 36 anni a laurearsi io posso prendermi tutto il tempo che voglio. Certo, lui aveva un alibi di ferro, ma non credo che sia così difficile mettere su una band del calibro dei Queen, trovare il nuovo Freddie Mercury e occupare quei decenni che mi mancano alla laurea in questo modo. Ci farò un pensierino.



y" /> n parlare di come si dovrebbe mangiare il Kinder Cereali. Prima si separa 







