Almeno non c’era traffico
- ti va di andare all’Ikea?
- all’Ika?! Ora?
- sì…non so che fare…o sennò mi accompagni a far spesa che mi mancano i pomodori, le cipoll…
- no, no, va bene Ikea. Ikea Ikea Ikea.
- ok…guidi te?
- (porc****…)…certo.
Quella che ha imprecato sarei io, ça va sans dire; quella che vuole andare all’Ikea di domenica mattina, di un 22 luglio qualsiasi, con 50° già alle nove di mattina, è una che ha detto addio al suo cervello un bel po’ di anni fa, più o meno quando eravamo alle medie, e adesso nella scatola cranica ha una figurina di Hello Kitty, nella migliore delle ipotesi. Io mi ero già prefigurata una domenica mattina di nulla assoluto, spaparanzata sul letto, sotto il ventilatore, con l’iPod nelle orecchie, un libro a portata di mano, e la tv sempre accesa (che, sembrerà strano, ma non è quello che faccio tutti i giorni) e invece niente, mi sono dovuta munire di foglietto, metro e mini lapis per passare la domenica mattina tra mobili e strani omini con maglie gialle e blu, che gira voce siano quelli che lavorano all’Ikea. Evidentemente però a qualcuno sfugge il nesso, perché la mia camicia rosa sembrava dire “chiedete a me informazioni, accorete numerosi, tedeschi di sta ceppa“, ed è molto strano, visto che il mio linguaggio del corpo parlava chiaro, pensavo fosse palese che le mani in tasca e gli occhiali da sole anche dentro significassero “non rompetemi i coglioni che dovunque avrei voluto essere tranne che qua“.
Poi, mi sono lasciata prendere dalla smania del tuttoquellochevuoiapochispiccioli, e ho colto l’occasione per prendermi quello che mi mancava, o detto in altre parole, prendere quelle cose che mamma mi rammentava dalla mattina alla sera facendomi due palle grosse quanto le pance di Naomi Watts e Salma Hayek messe insieme.
Quindi, a conti fatti, sono uscita con una sedia per la scrivania, di quelle che ti permettono di girare su te stesso fino a che non vomiti, e credo di esserci vicina, che son due ore che giro (del resto, è questo il solo motivo che mi ha spinto a prenderla), due coperte, un tavolino, un tappeto, qualche aggeggio per la cucina, e lui; avevo detto che avrei preso un pupazzo nuovo (e che visita all’Ikea sarebbe senza prendere un gingillo inutile) e l’ho fatto.
Ero indecisa tra questo e un coso floscio che aveva le parvenze di un qualche animale da foresta, ma mi stavano guardando come se fossi una deficiente (che poi non è del tutto sbagliato) e ho dovuto prendere decisioni affrettate, soprattutto quando ho visto che lo struzzo non c’era.
Per la cronaca, il polpo, che adesso ha bisogno di un nome, ha fatto il viaggio di ritorno sulle mie gambe, ben saldo grazie alla cintura di sicurezza. Torno a fare qualche giro sulla sedia.
Zengione
22 Luglio 2007 @ 13:30Ma per caso gli asterischi starebbero a censurare il cognome di un cantante metal, ex Rainbow ed ex Black Sabbath? Oppure il nome della più grande pop star della storia, americana di origini italiane?
Alianora
22 Luglio 2007 @ 13:47E alla fine polpo fu! Ti sugerisco “Rocco”. Secondo me nessuno chiama il suo polpo così. Oppure “Fiction”…
“Chi sei?”
“Il mio nome è Fiction, POLP Fiction”.
P.S. Scusa ma fa caldo anche qui…
MonicaGellerB
22 Luglio 2007 @ 13:53Zengione, esatto.
Alianora, vada per Fiction, per ora mi sembra l’alternativa più stupida, e quindi perfetta.
pinkaholic
22 Luglio 2007 @ 15:08e perchè non peppe o guido?
Ares79
22 Luglio 2007 @ 15:40Anche James può andar bene.
Verrebbe “il mio nome è Polp, James Polp…”
Oz
22 Luglio 2007 @ 16:06Noooooooo!!!! E lo struzzo dove lo hanno fatto sparire?
KAN
22 Luglio 2007 @ 17:19ah.
io ho passato la mia domenica da carreffour, poi da auchan, poi da euronics, che forse non si chiama piu’ euronics, poi di nuovo all’auchan, e infine da darty.
tanto per risparmiare 15€ sull’acquisto di un LCD per mio padre, e spenderne 50 in benzina.
in ogni caso, non facendo chimica, a te non e’ mai capitato di andare alla coop, durante l’ora di religione, con il camice ancora addosso, ed essere scambiata per un addetto da una vecchia. e fingerti tale.
che poi mi spiega dove ha visto mai uno scaffalista diciassettenne con in mano una bottiglia di vodka alla pesca e un barattolo di nutella.
comunque io preferisco il polpo, che chiamerei Rescente, cosi’ non ci inciampi di notte, perche’ e’ PolpoRescente.
(e dire che oggi non fa’ nemmeno cosi’ caldo).
pero’ la devo finire coi commenti piu’ lunghi dei post…
KAN
22 Luglio 2007 @ 17:23ecco, dopo tutta ’sta tirata, sostituisci sabato a domenica, visto che oggi non e’ lunedi’ (eh???).
MonicaGellerB
22 Luglio 2007 @ 19:44Pinka, nomi banali…a sto punto non lo chiamo
Ares, Fiction James. Avrebbe addirittura due nomi…
Oz, non lo soooooooooooooooooo! Non c’era, non l’ho visto, ho girato per tutte quelle ceste piene di pupazzi e lui non c’era. Era lui il prescelto. Però ho visto il pesce con la paresi facciale che in realtà è sonaglio.
Kan, no, però durante l’ora di religione, che evitavo accuratamente, copiavo i compiti di matematica e andavo al bar a leggermi il giornale. So che questo non è utile ai fini del post e dello scorrimento dell’universo, ma è così (anche a te il caldo fa male eh?).
Laura
22 Luglio 2007 @ 20:08fiction james.. un po’ come il figlio di britney spears che ha due nomi e che si chiama jaden james
M
22 Luglio 2007 @ 21:47Accidenti, sei insopportabile davvero!
MonicaGellerB
22 Luglio 2007 @ 21:52M, grazie!
KAN
22 Luglio 2007 @ 23:00si, il caldo mi devasta…
comunque anche io voglio uno che venga sul mio blog a dirmi che sono insopportabile e a litigare con me; mi farebbe sentire importante.

perche’ non ho un utente cosi’?
e poi voglio che si chiami “anonimo”.
lo voglio, lo voglio, lo voglio!
MonicaGellerB
22 Luglio 2007 @ 23:05Kan te lo cedo volentieri, chiunque sia. Emme, ti dispiace passare anche da Kan a spargere un po’ della tua saggezza?
giovaneblogger
23 Luglio 2007 @ 00:11Oggi sono andato al ristorante per festeggiare mia madre. Non sai quanto me ne sono mangiato all’insalata di Polipo.
Quindi sul nome non ti posso aiutare. Ho troppi rimorsi, sono un lurido cannibale mangia pupazzi.
Comunque il soprannome potrebbe essere “sguardo fatale”.
faccio schifo.
taqs
23 Luglio 2007 @ 01:20mah, io lo chiamerei dialettalmente e semplicemente PURPO, e via.
l’ultima volta che sono andata all’Ikea avevano il topo di fogna di pelouche, però mi sono trattenuta.
pat
23 Luglio 2007 @ 10:47Monica, chiamalo Schumacker: Polpo-sition, comunque qualcuno mi spiega come possano piacermi le polpette dell’Ikea con la salsina e la marmellata di mirtilli? C’e’ qualcun altro che abbia la mia stessa insana passione?
ciccio
23 Luglio 2007 @ 11:02noooo! sono stato là sabato pomeriggio con degli amici.

lo struzzo non c’era, ma per l’occasione ho regalato alla mia ex questo, come auspicio per la sua prossima singletudine domestica
tra l’altro, l’ikea è un figaio pazzesco, ma dubito che questo t’interessi
KAN
23 Luglio 2007 @ 12:51@ciccio:
che pupazzo equivoco…
@M:
ricordati di chiamarti anonimo, neh.
@pat:
fa’ caldo anche da te, vero? comunque non sapevo fossero polpette, pensavo fosse truciolato di scarto.
@taqs:
trattenuta dal prenderlo o dal vomitare?
MonicaGellerB
23 Luglio 2007 @ 12:55Io comunque una volta ho preso dei biscotti all’Ikea…al primo morso ho sputato tutto per strada, e ho bevuto tre litri di acqua.
pat
23 Luglio 2007 @ 15:47@Kan
Si, sicuramente E’ truciolato di scarto, ma te
le spacciano per polpette, e a me piacciono, e mi piacciono anche d’inverno, quindi, non e’ il caldo, sono proprio io che ho qualcosa che non va.
EnY
23 Luglio 2007 @ 16:56Anche io ho un polpo…l’ho chiamato Naspy…
Mi sono immaginata un polipo che annaspa…e da lì ho deciso di chiamarlo Naspy