Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Tutta la verità, dica “lo giuro”

Maggio 18, 2007 - In: Chissenefrega, Gossip, Leggo cose, Tv - Commenti(11)

Confesso: in questi giorni sto particolarmente attenta alle puntate di Uomini&Donne; non sono impazzita, non mi sono venuti strani istinti suicidi, semplicemente mi diverto tantissimo quando, durante la scelta, quei tronisti del cazzo si prendono un bel “no“, secco, in faccia, magari pure con uno sputo, che non guasta.
Che è praticamente quello che tutti si aspettano, perché non ditemi che c’è gente così demente che tifa per quei cretini; senza contare che, se io non ho una storia come si deve, non vedo perché debbano avercela loro, che fanno un quarto di cervello in due. Loro sì e io no? Manco morta.
Ma cerchiamo di specificare, non sto a guardarlo seduta sul divano con il telecomando in mano pronta ad alzare il volume durante la scelta e non perdermi ogni singola virgola, io mi faccio gli affari miei al pc e ogni tanto butto l’occhio alla tv, rigorosamente senza volume, che non voglio abusare; nel momento clou mi basterà sentire “no“, con tutto quel vociare del pubblico becero, e il mio bisogno di spazzatura televisiva sarà soddisfatto.
Nonostante non abbia seguito (perché sentire urlare durante un paio di zapping e soffermarsi ad aspettare che esca un po’ di sangue da qualcuno non è seguire un programma) credo di aver capito che tra poco tutto finirà; dopo 10 minuti di visione si capisce anche di che pasta sono fatti quei microcefali, quindi non c’è bisogno di rovinarsi la vita più di tanto.
Premessa necessaria per dire che l’altro giorno (uno a caso, non ricordo) Maria ha superato se stessa: per prolungare l’attesa (trepidante attesa, non ci dormo la notte) ha fatto una puntata sulle coppie che sono sopravvissute alla scelta, e, indovina indovinello, dopo aver visto come vanno le cose con Alfieri e la sua pischella (che credeva che Don Lurio fosse il prete dei Promessi Sposi e che a Venezia passasse un fiume), spunta Alessandra.
Alessandra Pierelli, quella sciagurata che disse sì a Costantino e poi cercò di togliersi la vita all’Isola dei Famosi dimagrendo di almeno 50 kg; ohibò, mi sono detta, qui urge alzare il volume.
La poverina aveva gli occhi lucidi e Maria si è subito assicurata il pubblico dicendo che “di là c’è anche Costantino”.
Ooooooh. Stupore generale.
Lei non vuole vederlo, lui non ha problemi, chissenefrega di Alessandra, tanto c’ho la
Santaguida (ma quante cose inutili so? Sono così orgogliosa di me stessa), ma la rissa televisiva viene scongiurata perché no, Alessandra non vuole vederlo; lui, che per quei cinque mesi di telecamere ha finto, che quelle scenate di gelosia non erano vere, che sperava in un no e i suoi piani di gloria sono svaniti.
E qui mi si è accesa la lampadina: mi sono ricordata di aver messo tra i preferiti un articolo su di lui, anzi, sulla sua fidanzata storica, che rivelava tutti i retroscena della loro storia e della vita di Costantino; capite bene che è un argomento di interesse nazionale, direi quasi mondiale, che non può essere ignorato e va commentato, certo che sì.
Dunque, stiamo per assistere ad una vera, profonda, tragedia greca che si può riassumere in poche parole: lei è una cogliona, un po’ perché c’ha la faccia, un po’ perché stava con Costantino; lui sperava in un no, quindi poche storie, rimani con me e zitta, Alessandra, l’altra cogliona, gli dice di sì, e, oh cazzo, cosa facciamo ora? Semplice, rimani con me e zitta, ma non farti vedere. Lei cerca di ribellarsi ma eccolo, Lele Mora. “Tu sei una profittatrice”. Lei rimane incinta, Costantino si incazza e sbatte pugni sul cruscotto (uno a caso), “Non posso diventare padre, Il Mora - il demiurgo - mi scaricherebbe”. E pum, aborto. E pum, storia finita. Per la gioia di tutti.
A questo punto lei ha fatto quello che tutte avremmo fatto al suo posto: sputtanarlo in un blog.
e tutto finì con Uomini e Donne.

Muuuuuu…

Maggio 17, 2007 - In: Che schifo, Tv, Vade retro - Commenti(9)

Ora che è finito posso dirlo: Un due tre Stalla è uno dei programmi più brutti mai passati in televisione.
No, correggo, di programmi brutti ce ne sono tanti, 123 Porcilaia è l’apoteosi del cattivo gusto; cattivo gusto, non trash, perché su quello ti viene voglia di ridere, su questo scempio ti vien voglia di piangere (o al massimo prendere a calci nel culo Taricone e chiedergli, perché, proprio ora che aveva acquistato un minimo - un minimo - di credibilità, si va a sputtanare facendo…quello che fa, non ho ben capito il suo ruolo là dentro).
Siccome a Mediaset non erano completamente soddisfatti del flop gigantesco di Reality Circus, che non ha fatto abbastanza schifo, hanno voluto perseverare, recidivi come pochi, cocciuti e testardi, mettendo in mano a quella disadattata fetente della D’Urso un altro esperimento televisivo mal riuscito, un misto tra la Fattoria e La Pupa e il Secchione, delle vallette che devono essere “ammaestrate” da un branco di contadini: dal primo programma hanno preso dei maiali ignoranti e dal secondo delle maiale ignoranti.
Stessa cosa, cromosomi diversi.
Che poi io avrei usato volentieri la D’Urso come merce di scambio durante l’affare Mediaset-Endemol “tenetevela, non sappiamo di che farcene. Ha anche una serie di parrucche intercambiabili, un pony e un camper tutto suo. Ken non c’è, l’ha mollata per una più giovane e meno cagacazzo”.
E chiamalo scemo.
Un programma ripugnante già solo a partire dalle pubblicità che ne anticipavano l’arrivo come se fosse Garibaldi, con quella zozza che giocava a un due tre stella con la mucca Guendalina se non sbaglio. O Pasqualina. O forse era una capra. Tra capre, del resto, sapevano il fatto loro.
Comunque sia, questo cavallo di Troia è entrato facendo finta di essere una nuova frizzantissima idea made in Arcore, ha infestato la televisione italiana, già malconcia di suo, e dopo un sola puntata ha rivelato la sua vera essenza: una cagata mostruosa; cagata in tutti i sensi, perché a noi tutti interessano quei primi piani di quello che diventerà concime per i campi, no? Bisogna ammettere però che gli animali di quella fattoria hanno un’attività peristaltica regolare e questo è un dato di fatto.
Un flop già dal primo minuto, bastava vedere che razza di
animale morto si era messa in testa la D’Urso; e per risollevare le sorti del programma hanno fatto di tutto: immaginate il Dottor House, i chirurghi di Nip/Tuck e quelli di Grey’s Anatomy, accanirsi sul corpo in fin di vita di Unduetreblabla, intubazioni, massaggi cardiaci, iniezioni e botte in testa, tutto per avere un minimo di battito cardiaco, quel “bip” di tre milioni di spettatori che potevano salvare la mammalucca dal licenziamento.
Non ho mai visto una puntata, e quindi non venitemi a fare i soliti discorsi “ma ogni tanto studi? ma esci? ma vivi? ma qui? ma là?” perché se continuate vi ghettizzo come spam (paura eh?), ma basta un po’ di zapping per farsi un’idea: quelle sono delle passeggiatrici tolte alla strada, gli altri delle braccia tolte alla terra, letteralmente.
Il tutto condito dal no sense televisivo: si accorgono che non fanno ascolti, fanno in modo che le vallette si ribellino al sistema facendogli creare un fronte di battaglia tutto loro, ma capite bene che
una con questo cappello al massimo può fare il verso del piccione; alcune non si prestano, ma ignoro il perché, quindi rimangono con i contadini, che però sono di un maschilismo estenuante e le trattano come meritano: come galline.
Li fanno scontrare tra di loro come neanche la De Filippi saprebbe, secondo giochi e meccanismi incomprensibili anche per la mente malata che li crea, e fanno partecipare anche delle guest star niente male: direttamente dalla Garbatella, Filippo del Grande Fratello e direttamente dall’utero di Melita, nientepopodimenoche Luca Dorigo. Minchia.
Ad un certo punto ho visto una gallina in più, poi mi sono accorta che era un essero umano, ma non ho ben capito da dove sia spuntata, probabilmente è un tubero che ha preso sembianze umane ma:
chi cazzu è Imma?
E non rispondetemi un’esponente del movimento “siamo racchie oltre agli occhi storti c’è di più” perché è comprensibile a tutti, non vale; questa viene dal suo mondo fatato fatto di folletti e animali parlanti, ha lo straordinario potere di guardare te con un occhio e contemporaneamente con l’altro fare bird watching, non ha filtro tra bocca e cervello fondamentalmente perché il cervello non ce l’ha, c’ha quelle palle trasparenti con la sorpresa dentro.
Se le metti in bocca una moneta da 50centesimi e le giri il naso, te ne sputa una.

Costantino? Siiii? Antonio? Siiii?

Maggio 16, 2007 - In: Tv - Commenti(7)

Uno.
E uno, due.

Sempre meglio dell’Isola dei Famosi

Maggio 16, 2007 - In: Tv - Commenti(11)

Mi domando cosa passi per la testa di quei cretini che si prestano a partecipare a certi programmi; non parlo di Un, due, tre stalla, quelli sono analfabeti, e neanche di, che so, La sposa perfetta, quelli sono malati di mente, sto parlando di quel filone di reality “familiari”.
Per esempio, Cambio moglie: a parte che per qualcuno potrebbe essere anche un bieco tentativo per avere una scusa di divorzio, e questo ci può stare, ma cosa spinge famiglie a scambiarsi moglie/madre per una settimana?Tanto si sa, il copione è quello: la moglie di Bolzano viene mandata a Caltanissetta, e viceversa. La prima ha solo una figlia, chiusa e riservata, che ha un rapporto formale, quasi reverenziale, con la madre; la seconda ha almeno sei figli, di qualsiasi età e fattura, caciaroni e ridanciani (perché Cambio Moglie è il festival dei luoghi comuni, che si sappia).
Se c’è una moglie ordinata e precisa, verrà fatta scambiare con una disordinatissima che dà ai riccioli di polvere nomi, cognomi e segna pure sul muro le tacchettine quando crescono; se c’è una moglie che odia i bambini, verrà mandata in una famiglia dove ne spuntano da ogni stanza e ti si attaccano alle gambe; se ce n’è una di città che detesta la campagna, verrà mandata in lande sperdute dove, che le vada bene o meno, i cinghiali ti danno il buongiorno.
I primi giorni seguono le regole della casa, quindi la precisina morirà per non poter pulire da cima a fondo (sigh), quella che odia i bambini dovrà sopportarli e far finta che non voglia ucciderli, quella che non ama la campagna dovrà sforzarsi di intrattenere discussioni filosofiche con i ginghiali. Questo è quanto.
Alla fine della puntata la moglie si ravvede sempre dei propri errori, piange perché le mancano i propri cari (conosco donne che pagherebbero per non avere tra le palle marito e figli per una settimana) e finisce col cambiare la vita del nuovo marito, che si accorge di quanto ama sua moglie perché le è arrivata in casa Satana.
Una volta vidi una puntata dove una famiglia “tradizionale” si scambiò vite con una coppia gay; il marito avrebbe voluto che il nuovo arrivato rimanesse vita natural durante, e la moglie in trasferta dopo due giorni ancora non aveva capito che si trattava di una coppia gay: una volta saputo, ha avuto risate isteriche per 10 minuti. Che bei momenti.
Viene da sé che la versione americana è qualcosa di fenomenale, aulico ed etereo.
Un altro programma osceno (ma questo lo è veramente) è Reparto Maternità, che va in onda su Sky: due disgraziati che stanno per diventare genitori non hanno niente di meglio da fare che farsi rompere le palle dalla mattina alla sera da una telecamera che riprende anche la dilatazione prima del parto.
Posso capire che per l’uomo sia uno svago e un metodo efficace per non perire sotto gli ormoni della moglie, ma per la madre, voglio dire, già “far uscire un cocomero da un buco grosso quanto un limone” (cit.) è piuttosto difficoltoso e scomodo di per sé, se poi una telecamera sta riprendendo tutto (e, ve lo dico, i bambini appena nati fanno venire voglia di prendere seriamente in considerazione l’adozione), anche le tue condizioni pietose, e il dottore ti dice “spingi” come se fosse Robert De Niro, per far vedere che è un attore mancato, tuo figlio, una volta saputo, ti odierà come la peste, stanne certa.
Ovviamente c’è un continuum temporale con “Primo figlio”, dove le telecamere questa volta vanno a rompere le palle ai nuovi nati, con primi piani nelle culle, pianti isterici, rigurgiti, ruttini e sonagli. Poi ci vengono a dire che le persone non si fanno più i cazzi loro. L’ultimo, che però a me diverte, è SOS Tata: i genitori, di solito la madre, chiamano le tate, disperati e con le mani nei capelli, per chiedere aiuto con i loro figli, che, tempo due giorni, li uccideranno con un Pokemon scagliato in un occhio.
Le tre tate decidono quale di loro è più adatta alla “missione”, e, una volta deciso, la sciagurata parte, con vestitino a pois e borsetta, con destinazione inferno; è un programma che ti fa venire voglia di chiamare tua madre, chiederle scusa, e avere la conferma che da piccolo non eri come quei bambini.
E’ un programma che ti fa passare la voglia anche di adottare: bambini che rotolano per le scale urlando, anticristi che sputano fiamme, indemoniati che scagliano sedie, picchiano e spaccano tutto, bestie di Satana che ti mandano a fanculo a 4 anni. Una volta però, vidi una puntata fenomenale, con due gemellini romani, di quattro anni, che erano la fine del mondo e che avrei lasciato così per farmi quattro risate tutti i giorni: qualsiasi cosa capitasse loro in mano la prendevano e se la scaraventavano addosso, si rincorrevano urlando e piangendo per la casa, si picchiavano come dei dannati senza farsi un graffio, e ad un certo punto uno di loro ha guardato dritto in camera, indicando l’altro e dicendo sottovoce: “mi ha dato un morso…mo je meno”.

Come ho fatto a vivere senza di te!

Maggio 15, 2007 - In: Le belle scoperte, Tv - Commenti(13)

L’ho trovato.
Finalmente, dopo anni anni e anni, l’ho trovato; ho dovuto aspettare un po’, avere conferme, essere sicura che fosse quello giusto, ma adesso c’è, esiste e non smetterò mai di amarlo.
Il programma televisivo perfetto.
Io, che critico sempre tutto e tutti, che non mi sta bene mai niente, che dopo 10 minuti già decido che un programma mi fa cagare e non sono disposta a cambiare idea facilmente, se non sotto pagamento in denaro, ho trovato il programma perfetto: Buona la prima.
Non credevo che quei due fossero capaci di affrontare l’improvvisazione teatrale, non pensavo fossero così versatili, li ho sempre ingabbiati in quei quei due ruoli sulla panchina verde, ma, pensa te, che rivelazione; c’è chi dice che non è improvvisazione, ma quando io amo amo incondizionatamente e difendo a spada tratta, non ci credo, per me è tutto vero.
O al massimo, mi piace credere che sia così.
Mi fa ridere, non mi annoia, non cambio neanche durante le pubblicità per non perdermi un minuto e poco fa, a tavola, con mia madre che perdeva tempo con quello schifo di Striscia la Notizia, ho urlato “CAMBIA CANALE, DISGRAZIATAAAA!”.

Non fatelo finire, vi prego, è come una boccata di aria fresca per una che si è vista il peggio del peggio.
Senza contare che adesso ho finalmente capito chi è Ale e chi è Franz, e non è cosa da poco.

Vane promesse

Maggio 15, 2007 - In: Pubblicità, Vedo cose - Commenti(3)

Ho aperto un link, non ricordo dove, non ricordo quando, non ricordo come, probabilmente me lo sono pure sognato, ma ad un certo punto è apparsa una pubblicità; non le ho dato peso e ho chiuso la finestra.
Pochi secondi dopo l’immagine è arrivata al cervello, l’ho velocemente analizzata e ho cambiato idea, riapriamo il link che voglio vederla meglio, probabilmente mi sono sbagliata io.

Vorrei sapere, questa pubblicità della Triumph, cerca di invogliare le donne all’acquisto dell’ennesimo reggiseno o cerca di attirare uomini nei punti vendita chiedendo se questa foto fa parte di un video per adulti con la Seredova e sua sorella?
Poverini, non illudeteli così, che loro ci cliccano pure sopra.

La verità prima di tutto

Maggio 15, 2007 - In: Amarcord, Vita vissuta - Commenti(9)

In questi anni di continue disgrazie, quando qualcuno muore, soprattutto per cause accidentali (la classica incudine sulla testa, la caduta in un tombino scivolando su una banana, una nocciolina che ti occlude le vie respiratorie etc) diventa subito l’essere umano perfetto. Un gran padre, nonostante portasse i figli, tutte le domeniche, anche in trasferta, alle partite dell’Inter (risata sotto i baffi); una brava madre, nonostante vestisse i suoi bambini da marinaretto; un amico perfetto, nonostante l’ultima volta che ho avuto bisogno di lui mi ha detto “senti, sto giocando con la Playstation, puoi rompermi le palle più tardi?”; un lavoratore modello, nonostante il suo primario obiettivo fosse mantenere positive le statistiche del solitario.
Se mai succedesse a me, vorrei che la mia famiglia e miei amici/conoscenti dicessero la verità.

“Una brava studentessa? Ma quando mai, trovava qualsiasi scusa per non studiare; una volta disse che era in sciopero sindacale e di telefonare alla CGIL per averne conferma”.
“Un’alunna diligente? Più o meno: una volta, quando la chiamai per essere interrogata, mi rispose che facevo prima a metterle direttamente tre. Spesso, quando entravo in classe, la trovavo con la carta delle bottigliette di acqua sulla fronte. A volte mi chiedeva anche le soluzioni dei cruciverba”
“Una brava amica? Ero la sua migliore amica all’asilo. Una volta, mentre stavo giocando per terra mi diede un calcio; ancora non so perché” (neanch’io, ma un motivo ci sarà pur stato).
“Una sorella modello? Insomma, quando ero piccolo cercò di uccidermi soffocandomi con dei peluche nella culla e una volta mia madre la trovò che saltellava sulla mia schiena”.
“Una brava figlia? Come no, quando la svegliavo la mattina per andare a scuola mi rispondeva rantolando “non rompermi le palle ma’” (svegliarsi per cinque anni alle 6.30 è stressante)
“Una persona calma e tranquilla? Da piccola un bambino la fece arrabbiare, gli tirò così forte i capelli che se li ritrovò un po’ in mano”.
“Una ragazza dinamica e attiva? Non proprio, quando giocavamo a calcio stava in porta, per non faticare (ma ero brava, la mia specialità era la parata di gomito
) e riusciva ad addormentarsi su qualsiasi superficie e in qualsiasi posizione”.
“Una brava guidatrice? Sì, ma andava a 110 in paese ed ha augurato la morte ad almeno 1293 altri guidatori”.
“Una ragazza ordinata e pulita? Certo, ma a me permetteva di mangiare sul letto”.
“Una brava blogger? Beh, se è stata eletta blogger dell’anno direi proprio di sì!”
(esatto, ho ancora qualche residuo di delirio di onnipotenza; il potere e l’acclamazione pubblica dà alla testa; lasciatemi nel mio brodo di giuggiole ancora un po’, poi passa. Però, sulla scia della vittoria, ho in mente di candidarmi per le prossime elezioni: prometto che toglierò l’ICI)

Zio…Silvio…?

Maggio 14, 2007 - In: Che schifo, Gossip, Leggo cose - Commenti(18)

Santo cielo.
Va bene, ci sono arrivata tardi, nel senso che non mi sono interessata più di tanto alla notizia, che si prestava facilmente a qualsiasi tipo di battuta possibile ed immaginabile, e quindi non ho approfondito, ma ho scoperto solo ora (trementa mancanza) che la rossa che accompagnava Berlusconi in quelle famose foto stile “venite con me, ho una collezione di bandane da farvi vedere” era Angela del Grande Fratello.
Quando ho visto la foto la prima volta mi sono accorta di una leggera somiglianza, ma, sbagliando, non credevo potesse essere realmente lei, voglio dire, sei Berlusconi, e sarai pure un mezzo pagliaccio, ma, pagando, puoi avere di meglio eh.
Non so se abbiate presente ANGELA.
Io, che seguo il Grande Fratello dalla prima edizione, me la ricordo molto bene; era quello scopettone ambulante che si tingeva i capelli con la tempera rossa (forse le serve per la notte, in strada, che divinta catarifrangente. La notte. Per strada) e chiamava la D’urso (già disgraziata di suo) “Zia Baby”. Anzi, zzzia babbby.
Non che non la sopportassi eh, è che semplicemente speravo in un infarto fulminante che la stecchisse sul colpo, in diretta, speravo che Fedro le cadesse addosso dal 50° piano, speravo che il Grande Fratello ci ripensasse eliminandola a tradimento, senza motivo, così, pour parler.
Niente, rimase, e continuò ad infestare la televisione per un bel po’, come se non bastassero quelli che già ci lavorano; ed ora, eccotela, brutta come non mai (perché quella donna è di una bruttezza rara), manina nella manina con Silvio, che guardano un punto non ben preciso, verso l’orizzonte.
Dire che per ora è quella che dopo il Grande Fratello ha avuto più successo di tutti (…); nonostante lei sia la nuova protagonista del prossimo film di Pieraccioni. Non vedo l’ora di vederlo, maremma maiala.

Chiedetelo a Celentano

Maggio 14, 2007 - In: Ascolto cose, Blogosfera, Catenaccio - Commenti(10)

A parte il fatto che la concezione di rock credo sia piuttosto soggettiva, visto che esiste qualcuno fermamente convinto che Aprile Lavagna (oh, che battutone) lo sia; comunque, io la ignoro (la concezione).
La catena che mi è stata
passata mi mette piuttosto in difficoltà, come quella dei cinque libri più importanti della mia vita, sulla quale ho glissato con notevole disinvoltura, solo perché in quel momento non mi ricordavo neanche come fosse fatto un libro.
Se mi date il tempo di consultare la mia libreria poi magari vi faccio sapere; so benissimo che vi interessa molto.
Dunque. “Le 25 canzoni che servono a spiegare il rock”; mi viene da chiedere come si faccia a spiegare il rock e perché proprio 25, quando probabilmente mi fermerò a 20, visto che per ora mi vengono in mente solo Ambra e Alan Sorrenti. Che però, dico, oh, sputiamoci sopra.
Io ci provo, ma mi sembra un’impresa più grande di me e non mi prendo la responsabilità di eventuali disaccordi, sbrigatevela fra di voi; per fare le cose come si deve, precise e pulite, se qualcuno volesse ascoltarle, andate
qua e cercate, alcune ci sono.

Queen – The March of The Black Queen
T-Rex – Children of the Revolution/20th Century Boy
Pink Floyd – Shine On You Crazy Diamond/Breathe
Radiohead – Creep/Bullet Proof…I Wish I Was
Smashing Pumpkins – Ava Adore
Beatles – Twist and Shout
David Bowie – Rebel Rebel
Iggy Pop – Lust for Life
Dire Straits – Romeo&Juliet
Tricky – Hell is Round the Corner
Soundgarden – Black Hole Sun
Placebo - Drag
Oasis – Live Forever
Steppenwolf – Born to be Wild
Boston – More than a Feeling
Rem – E-bow the Letter
Rolling Stones – Anybody Seen My Baby
Police – Roxanne
Venus in Furs – Baby’s on Fire
Who – Won’t get Fooled Again
U2 – Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me
Blur – Beetlebum
Bruce Springsteen – Streets of Philadelphia
Def Leppard – Pour Some Sugar on Me

Stica. Alcuni sono pure doppi, un successone.
Sta catena, chi la vuole, se la piglia.

Ti prego ti prego ti prego…

Maggio 13, 2007 - In: Blog, Stavo meglio prima, Vita vissuta - Commenti(26)

Ieri stavo parlando con mio fratello dei compensi per gli attori di telefilm americani…

F: la tizia che fa Una mamma per amica prende 200.000 dollari a puntata…son pazzi, chi se la fila quella?
M: per l’ultima serie di Friends hanno preso un milione di dollari a puntata, se non sbaglio…per 18 episodi, fai te i calcoli.
F: un milione di dollari?!?!
M: sì, non volevano farla, hanno usato buoni motivi per convincerli.
F: bah…poi io non sopporto…cosa, come si chiama…
M: chi?
F: Monica.
M: (!!!!!!) ehm…chi?
F: Monica… (sorriso)
M: (TU SAI!! TU SAI QUALCOSA E VUOI FARMI IMPAZZIRE!!)

Quindi.
Fratello, nel caso tu sapessi, non dirmelo; non dirmelo, fai finta di niente, possibilmente smetti di leggermi, perché, insomma, fatti un ballino di cazzi tuoi, però non dirmelo, mi rovineresti il divertimento.
Giuro che se lo fai non ti chiamo più imbecille.

E slegali sti legamenti

Maggio 12, 2007 - In: Stavo meglio prima, Vita vissuta - Commenti(7)

Mi domando quando finirà.
Mi domando quando Tranqui Funky finirà di infestarmi il cervello e trapanarmi l’anima.
Sono giorni che la canticchio, questo suono è tranqui questo suono è funky, perché io la musica la tratto con i guanti.

Devo ancora decidere se mi fa più paura il fatto che non riesca a togliermela di testa o il fatto che dopo 11 anni la sappia ancora a memoria.

Nel frattempo, mi sciallo e non strillo.
Yo.

Vinco sempre

Maggio 11, 2007 - In: Blog, Blogosfera, Z-blog Awards - Commenti(33)

(sottotitolo: è tempo di menarsela un po’)

Here I am…
Blogger of the year.

(scusate, ma in inglese fa mooolto figo, parecchio notte degli Oscar).

Ora, una sola domanda: dov’è il premio in pecunia che mi spetta? E’ come il Nobel giusto? Molto bello il riconoscimento, ma a me che rimane? Voglio dire, neanche una statuetta? Insomma, il milione di euro dove sta? Ah già, il “banner”.
Un banner, un milione di euro…stessa cosa.

(ho appena sentito qualcuno passare sotto casa strombazzando…per me? Oh grazie, sniff)

Dicevo.
Ringrazio la carica dei 104 votanti (vi abbraccerei tutti, giuro, urlandovi nell’orecchio “BLOGGER DELL’ANNO!”), anche per avermi votato nelle altre due categorie, che però diciamocelo, erano meno importanti; voglio dire, essere blogger dell’anno è il sogno un po’ di tutti, anche di quelli che un blog non ce l’hanno.
Giornalai, fioristi, muratori, commesse…proprio stamattina, ero a fare delle analisi, la dottoressa mi ha detto che è il suo sogno nel cassetto fin da bambina, ha scelto la carriera nella medicina, molto meno gratificante (parole sue), solo perché ai tempi non c’erano blog, ma avrebbe voluto tanto.
Si vedeva, l’invidia nei miei confronti, nei suoi occhi.
Io ho risposto “sì sì, attenta a non farmi male con questo ago, che io sono blogger dell’anno”.
Un po’ di rispetto per le autorità, insomma.

(devo averla fatta arrabbiare, perché il braccio mi fa ancora male)

La cosa più brutta è non poterlo dire alle persone che non sanno di questo blog.
Anche loro vorrebbero essere al mio posto, il mio cane me l’ha confessato poco fa.

“Me ne vado in Francia, stronzi!”

Maggio 11, 2007 - In: Che schifo, Tv - Commenti(29)

(Lo so, è un post piuttosto lunghino, ma oh, un poco alla volta ce la potete fare; altrimenti lasciate perdere)

Mtv è una fonte inesauribile di programmi assurdi, semi reality che non puoi fare a meno di guardare perché popolati da esseri umani che definirli tali è un’eresia, e l’autostima s’impenna: cocainomani, palestrati, zoccole, fenomeni da baraccone, baby cubiste, lesbiche obese che si fanno riprendere mentre abbordano tizie nei bar per poi tornare a casa dal ragazzo, la brutta copia di Bob Marley, che, biascicando e con gli occhi a mezz’asta, dice che a lui questa situazione va più che bene.
Grazie a Graziella, a quale uomo non piacerebbe una ragazza bisessuale? Certo, magari non cesso come quella che ho visto, ma uno del genere non poteva certo aspettarsi Giselle con le penne alpino style sul reggiseno.
L’ultima categoria sono i sedicenni viziati, o meglio, i neo sedicenni viziati; 16 anni in America equivalgono un po’ ai nostri 18, prendono la patente e si credono Dio sceso in terra, poi vanno da Xzibit e si fanno pimpare la macchina; qua a 14 anni prendono lo scooter (anche se io preferivo di gran lunga il “Ciaino” della Piaggio, come quello che aveva mio nonno, color bianco ruggine) vanno dai Gemelli Diversi a farselo pimpare, e tutti felici e contenti per il livello di truzzaggine raggiunto.
Sedici anni in America devono essere festeggiati come si deve, come un diciottesimo; il mio l’ho passato a Vienna, in gita ed è terminato con un mio amico, seduto nell’armadio, ubriaco, che sbatteva la testa cantando “pasta del Capitano”.
Ripensandoci quasi mi commuovo, e già che ci sono mi indigno, i sedicenni americani vogliono di più, soprattutto quelli di Mtv, loro hanno soldi che sbucano da ogni poro e/o buco del corpo, un paio di genitori succubi e bambocci, ma per qualche strano motivo con lavori da favola, una camera con baldacchino, gioielli, amici opportunisti e una notevole puzza sotto il naso.
A loro non basta l’amico ubriaco che canta spot televisivi, no, loro vogliono di più: vogliono fuochi d’artificio, vogliono ballerini professionisti (da noi al massimo puoi chiedere Sabrina di Amici, ma è probabile che lei non ti voglia), pretendono Beyoncé e fanno i capricci se non può venire alla loro meravigliosa festa (ma tu pensa, io se fossi in lei ci andrei, e chiederei anch’io mezzo milione di dollari per cantare una canzone, stupidi mocciosi, ho ben altro da fare, sono Beyoncé), vogliono cascate di acqua brillante (perché gli alcolici no no no, hai solo sedici anni, stronzetta), caviale, la macchina che fa lo zucchero filato e quella dei pop corn, e, dulcis in fundo, vogliono l’auto.
Ma non la Punto, o al massimo la Smart, loro vogliono la Mercedes SLK, o la Porsche, o la BMW, e il rituale è sempre lo stesso: i genitori fanno finta che costi troppo, non possiamo comprarla tesoro, scuotono la testa e cercano di fare gli autoritari, cosa che non hanno fatto per 16 anni, quindi viene male, poi alla fine della festa, la neo sedicenne si ritrova davanti la macchina dei suoi sogni, urlando come un’indemoniata, saltellando e gridando ai suoi genitori che vuole loro tanto bene.

Chiaro esempio di come comprare l’affetto quando hai dei figli così teste di cazzo.

Il programma si chiama Sweet Sixteen, la sigla è composta da scene di trucco e parrucco, prova di abiti e capricci, il tutto circondato da un’atmosfera rosa pastello, stelline e sbrilluccichii, con sottofondo l’immancabile canzone di Hillary Duff (qualcuno ha mai notato che si chiama come la birra dei Simpson? Solo io me ne sono accorta?) piacevole come un attacco di nausea.
Lo so, mi sto dilungando e sto diventando prolissa, ma non si possono saltare passaggi importanti; ieri ho visto una puntata un po’ diversa, dove non c’era un dolce sedicesimo, ma una quinceanera, perché pare che sia usanza spagnola festeggiare i quindici anni e non i classici e banalissimi sedici.
Quello che mi ha spinto a scrivere un post a riguardo è il fatto che questa era la ragazzina più viziata, snob e stronza che abbia mai visto; direte voi, come minimo sarà una strafiga, e io rispondo, ma anche no, visto che era un misto tra America Ferrera (Ugly Betty, per capirsi) e Drew Berrymore con 30 kg in più.
Insomma, da quale pulpito te la meni?
Questa disgraziata ha voluto come tema della sua festa il carnevale veneziano, mi pare ovvio quindi che si sia fatta fare su misura un abito ottocentesco (non oso neanche immaginare il costo), che abbia speso 8.000 dollari per far venire da Venezia le maschere e altri 42.000 per i fiori; il famoso carnevale di Venezia di Sanremo.
Per la festa ha voluto provare l’entrata con il cavallo bianco, al quale è stato applicato sulla testa un unicorno; la povera bestiola si è imbizzarrita (forse per i trecento kg della suddetta sul groppone), e il corno ha leggermente sfiorato la principessa, che ha sentenziato “ho cambiato idea, è molto più importante la mia sicurezza di un corno”.
Anche della dignità di un cavallo, a quanto pare, che sicuramente ha chiamato il WWF, una volta alleggerito da quei tre quintali di quinceanera.
Ha voluto fare anche un “videoshot”, di lei che corre sulla spiaggia, portata dal vento (povero vento) con indosso solo degli straccetti bianchi, come se fosse una sopravvissuta ad un naufragio, sugli scogli con pose molto secsi, secsssi quanto un imbianchino di 60 anni con la canottiera bianca e sudato come un muflone.
Ha voluto fare provini ai fenomeni da baraccone che avrebbero dovuto intrattenere gli ospiti, mangiafuochi e nani che ballano la breakdance con mosse sensuali (credo di aver perso la voglia di riprodurmi), e ha personalmente consegnato gli inviti, arrivando su una gondola, con tanto di ombrellino parasole, annunciata da uno dei nani vestito da giullare (credo di aver preso anche la voglia di fare altre cose) con “The Majesty has arrived”.

Molto credibile.

Ed inizia il delirio, tutti che urlano, applaudono e invocano il suo nome, neanche avessero visto, che so, Paris Hilton o Britney Spears; dovete sapere però che questa è una caratteristica degli americani, che appena succede loro qualcosa di vagamente piacevole e apprezzato cominciano a strillare come delle galline ed urlare “OH MY GOD, OOOOOH MAAAAAAI GOOOD”.
Questo anche a 30 anni, fate un po’ voi i calcoli del livello di inquinamento acustico prodotto da questi pischelli quando ricevono un invito sottoforma di dvd; massssì, buttiamoli sti soldi.
Il suo regalo è molto “low profile”, vorrebbe che i suoi gli regalassero un semestre in Inghilterra; la madre sembra stranamente sollevata, così si toglie dalle palle quell’ammasso di Satana che ha fatto uscire dal suo corpo, ma anche qui parte la pantomima del “non possiamo, costa troppo” e “non ti sai neanche lavare i vestiti” e su questo ci credo.

Io, personalmente, avrei chiesto una Bentley, come fanno tutti.

Il copione prevede anche che, poco prima dell’inizio della festa, qualcosa non vada per il verso giusto, e la brudriona in questo caso diventa una iena, la reincarnazione della bambola assassina, cammina spedita con quel culone ondeggiande, dicendo ai suoi amici ballerini che la accompagneranno nell’ingresso, che può ucciderli per un milione di motivi, e che devono fare quello che vuole lei, non le importa se stanno morendo dolorosamente.
Ecco dov’era finito Stalin!
Dopo l’entrata stile ballo delle debuttanti, va a cambiarsi d’abito diventando una dominatrice punk, ma con una corona di Versace in testa e un paio di nani, sempre vestiti da giullare, per mano (da quando Versace fa corone? A saperlo prima…e perché non far vestire i nani da Oompa Loompa? Sarebbe stato originale).
La sorpresa della festa è l’ennesimo nano (la sua probabilmente è una patologica ossessione) vestito da poliziotto, che fa lo spogliarello con un sensualissimo sguardo e sensualissime movenze; mi sono allontanata e ho socchiuso gli occhi: era come vedere un bambino impersonare Full Monty, ho subito un trauma.
E comunque, la sorpresa non era quello che voleva lei: i suoi l’hanno mandata in Francia e non in Inghilterra.
Povera stella.

Varie ed eventuali




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