Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Odi et amo

Aprile 13, 2007 - In: Tv - Commenti(23)

Quando le luci si spengono, le porte si chiudono, tutti salutano e vanno a casa, io divento un po’ triste.
Perché, sì, io guardo il Grande Fratello.
Ogni anno mi dico che non sarà mai come quello precedente e che mi farà sicuramente schifo e “sarà il primo GF che non guarderò!”, ma il giovedì sera, mi ritrovo lì, col telecomando in mano, faccio un po’ di zapping, e alla fine l’occhio cade sempre lì.
No, non sulle tette della Marcuzzi, su Canale5.

Ormai è tradizione in casa mia, mio fratello che prende in giro e brontola perché non sopporta più i reality, mio padre che all’inizio fa l’indifferente ma che alla fine una puntata se la guarda volentieri, mia madre che osserva, scruta, concentrata sull’obiettivo: influenzare telepaticamente il popolo italiano secondo i suoi gusti.

E poi ci sono io, che sono una via di mezzo: come mio fratello, ogni tanto raggiungo la saturazione e non ne posso più, come mio padre, all’inizio faccio la disinteressata ma poi lo guardo, e, come mia madre, eleggo fin da subito il mio preferito e quello che odio, con le relative esultanze se uno dei due dovesse uscire o rimanere.

Sono dei rituali fondamentali, non potete capire. Detto questo: Chi volete che vinca il Grande Fratello 7?

  • Le tette della Marcuzzi
  • Quel povero disgraziato di Liorni
  • Date i soldi alla D’Urso, così scappa in Colombia e si leva dalle palle
  • Grande Fratello a tua sorella!
  • Taricone…ah, non c’è più? Pensavo fosse rimasto là dentro.

Anvedi, ahò, ma chi te conosce, a’bbbello!

Aprile 12, 2007 - In: Che schifo, Tv - Commenti(16)

Ho scoperto che la frase più usata a Uomini&Donne (soprannominato “Caproni&Vacche”) è:

Ma che ne saaaaaaaaaaaaaaaaaaaaiiiii, non conosci i miei sentimenti per luuuuuuuuuuuiiiii, sei faaaaaaaaaaaaaaaalsaaaaaaa, faaaaaaaaaaalsaaaaaaaaa, faaaaaaaaaaaaaaalsaaaaaaaa“.

e poi:

Maria, io me ne vado!

Ma d’altra parte, cosa si può pretendere da un gruppo di minorate mentali che va a corteggiare Fabbbbiano del GF? Voglio dire, già se vai a Uomini&Donne qualche problemino devi averlo, se poi ci vai per la cafonaggine e l’ignoranza fatta uomo, stai aggravata.

Fabiano che molesta Padre Pio (il tatuaggio - sobrio - che ha sul braccio, ndr)

Caro Flavio, squit squit

C’è chi scrive lettere ad un giornale per accusare un marito di una palese mancanza di rispetto, e c’è chi usa giornali per fare regali di compleanno, davvero, ma davvero originali, una roba che neanche Cucciolina90 avrebbe potuto fare; personalmente, trovo più divertente il primo tipo di lettera, soprattutto se il secondo tipo è scritto da quel genio del male di Elisabetta Gregoraci.

Ora, non cadiamo nei soliti stereotipi della valletta (o quel che l’è, ancora non l’ho capito) che si spupazza il billionario (in tutti i sensi) di turno, che fa schifo alla maggior parte delle donne sulla faccia della terra, e un po’ anche su Giove, ma ci sono delle squinzie che al fascino dei soldi non resistono.

Ma anche no, cadiamoci pure, che si atterra sempre sul morbido: Elisabetta, io, non ci credo.
Non posso parlare per l’umanità intera, ma davvero, voi due, insieme, un pugno in un occhio; già ti reputo bella quanto un carciofo, con quei labbroni e quelle tettone che sono vicine all’implosione (guardate qua: non vi ricordano le famose perle di Cosmopolitan? *terrore*), se poi ti accompagni pure con “Mister c’ho tre capelli in testa, una panza molliccia e ho il coraggio anche di indossare un tanga“, ha-ha, che grasse risate.

Ma non sorvoliamo nemmeno sul fatto che è il regalo più banale che possa esserci, e scrivere “è così difficile farti un regalo, qualsiasi cosa mi venga in mente, tu l’hai già“, è ancora peggio, chi vuoi prendere in giro, braccino corto?
Vuoi fare un regalo originale? Fai quelle scatoline con la pastasciutta incollata sopra, oppure con le conchiglie, o un cuoricino di cartone con un pensierino, come all’elementari (che più o meno il livello è quello), o, meglio ancora, un buono da usare a piacere intitolato “Elisabetta zitta per un giorno”.
Insomma, cose utili, e sopratutto, cose a noi sconosciute, perché, detto fra me e te, non ce ne frega niente di sapere che vi amate (e poi, ribadisco, non ci credo), neanche che di solito gli lasci le lettere sotto il cuscino, neanche che ti ha detto di amarti dopo un anno, e neanche che era così felice quando la Renault ha vinto, e chi l’avrebbe mai detto.
Ah, a proposito, io ho elaborato una teoria: quando ti ha detto per la prima volta “ti amo”, hai controllato, se, dietro di te, c’era una Renault? No perché, potrebbe anche essersi sbagliato, magari hai capito male, e la dichiarazione non era per te ma “per quella dietro”. Capita, non buttarti giù.
In caso, hai ancora Salvo Sottile, sono sicura che non ti dirà di no.
Insomma, ”buon compleanno, amore mio! Firmato: la tua topolina“.
… 

Un vaffanculo, tutte in coro

Aprile 11, 2007 - In: Gossip, Leggo cose, Ma vaffanculo - Commenti(34)

Sienna Miller si lamenta perché è troppo piatta e non ingrassa mai. Poverina.
Charlize Theron si lamenta del suo collo, troppo ciccione. Poverina.
Sandra Bullock si lamenta delle sue dita a salciccia. Poverina.
Michelle Pfeiffer si lamenta del suo labbro superiore, “a papera”. Poverina.
Drew Berrymore si lamenta delle sue braccia troppo grosse. Poverina.
Beyoncé è ossessionata dal ventre piatto e non si piace. Poverina.
Victoria Beckham si lamenta del suo alluce valgo. Poverina.

Che vita misera, cessi che non sono altro.

Iamme Pasqua’

Aprile 10, 2007 - In: Amarcord, Leggo cose, Tv - Commenti(15)

Io me lo ricordo.
Me lo ricordo molto bene, nonostante fossi appena un girino (ebbene sì, mia madre andava a dormire dopo Carosello, io dopo Drive In), e mi faceva paura.

A quel tempo pensavo che, allo spegnere della televisione, le trasmissioni terminassero, credevo di avere il potere di decidere della vita professionale di quegli omini in tv, così, quando vidi Mike Bongiorno, una sera, a tavola, mentre masticavo la mano della mia Barbie preferita, chiesi a mia madre: “se spengo la televisione, lui smette, vero?”.

Però, quando guardavo lui (in foto), ero così lucida da chiedermi: come cazzo fai ad andare in giro con un ciuffo rosso e nessuno ti tira pietre?! (va bene, forse “cazzo” non lo dicevo, ma avrei voluto) Come è possibile che, una ragazza quanto meno carina come Licia, si sia preso in casa un roito come te?!

E “Bee Hive”, spiegami ora, su due piedi, cosa vuol dire.

E quanto grosse sono le sue narici? Sono dei trafori del Monte Bianco, solo io ne ero angosciata?
Sopportavo già poco il cartone animato, come tutti quelli giapponesi, ma aveva almeno il diritto e il dovere di essere surreale; trasferire il tutto in un telefilm con persone in carne, ossa, ciuffi e riccioli, era chiedere troppo alla dignità di un branco di bambini/ragazzini che pensavano che andare in giro con un ciuffo rosso fosse da fighi.

Ora, le notizie sono due:

Primo: Mirko si chiama in realtà Pasquale Finicelli, un nome da pizzaiolo qualsiasi (con tutto il rispetto per i pizzaioli): a 25 anni si è fatto consigliare male, ed è uscito dal giro; si deve essere allontanato parecchio però, perché adesso fa l’autista al presidente e amministratore delegato di una società legata alla Fiat.
Lui aggiunge anche “uomo di fiducia”, ma chi vuoi prendere in giro, Mirko, già ti vedo col cappellino e la divisa; e questo è tutta colpa del tuo maledettissimo capello rosso.

Secondo: Cristina D’Avena, indossava una parrucca (e mia madre aveva la stessa pettinatura).
Non ero pronta a questo shock.

Adesso cosa verrà fuori, che Uan non esiste?

Andate a vedere 300

Aprile 9, 2007 - In: Le belle scoperte, Vedo cose - Commenti(27)

AHU!

“Perché, che giorno è oggi?”

Aprile 8, 2007 - In: Sento cose - Commenti(12)

Cosa si fa in questi casi? Gli auguri?
Scusate, non sono pratica.

Beata ignoranza

Aprile 7, 2007 - In: Leggo cose - Commenti(12)

Focus è alla frutta, non sa più cosa inventarsi e sforna articoli al limite della decenza.

La vera storia del pifferaio magico” e “La strana storia della masturbazione“.

Si aspetta con trepida attesa “La mirabolante storia delle briciole di pane“.

Gisella, SERIA PERO’!

Aprile 6, 2007 - In: Le belle scoperte, Vedo cose - Commenti(21)

Secondo me questo matrimonio non è valido.
E poi, non contate voi forse più di loro?

Son domande.

Come vanno le azioni in borsa?

Aprile 5, 2007 - In: Vita vissuta - Commenti(20)

Dialogo, interno auto:

Padre: chi è uscito dal Grande Fratello?
Monica: (che ha detto?!?!?!?)
Madre: la romana, Simona. Monica secondo te chi esce alla prossima?
Monica: il rosso, si spera.
Padre: no, deve uscire il toscano.
Monica: (chi sei tu?!?!?!)
Madre: no, non è in nominascìon…
Padre: (deluso) ah…e chi c’è in nominascìon?
Madre: Guendalina, Alessandro, Francesca e Massimo.
Padre: ah, Milo no?
Monica: !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Mio padre chiede informazioni sul Grande Fratello e ne conosce i partecipanti.
Le opzioni sono due: o ha avuto un corto circuito cerebrale, e, per qualche assurdo motivo, i pensieri di mio padre coincidono con quelli di mia madre, oppure, cosa più probabile, il mondo e la via lattea collasseranno e ci inghiottiranno in un gigantesco buco nero.

Poi non ditemi “si, vabbè, ma potevi avvisare”.

Speravo che questo momento non arrivasse mai

Aprile 4, 2007 - In: Stavo meglio prima, Vita vissuta - Commenti(25)

Doveva succedere prima poi; solo una stupida avrebbe potuto pensare di poter glissare e far finta di niente vita natural durante, il momento sarebbe arrivato, ed è arrivato oggi.
L’ho guardata, lei ha guardato me.
Niente di strano, in apparenza, una figura rassicurante e piacevole, ma sentivo, dentro di me, che qualcosa non andava; la tensione era palpabile, la paura mi saliva dentro, il dubbio mi attanagliava, e, con un semplice gesto, il mondo mi è crollato addosso.
NO! Destino crudele! Perché proprio a me, perché proprio ora, perché?
Non ho sopportato abbastanza ingiustizie in questi mesi? Perché accanirsi su di me? Io sono can che abbaia ma non mordo, in realtà non sono così cattiva (…), che ho fatto di male per meritarmi questo? Non voglio affrontare questo scoglio, non voglio.

E’ scaduta la carta d’identità.

DRAMMA.

La fototessera.

No no e no! Io non la faccio.
Mi rifiuto, non voglio farla, è un’umiliazione e una procedura malefica, piuttosto mi faccio asportare la corteccia temporale, senza anestesia, che tanto non mi serve, ma la fototessera non la faccio neanche se pagano.
Anzi no, Stato di sta ceppa, governo antico e pieno di burocrazia inutile, dammi tre milioni di euro e faccio la foto, all’ultimo minuto farò il
gesto dell’ombrello e scapperò col bottino in Messico, dove, si sa, NON CI SONO FOTOTESSERE.
Non la farei neanche se resuscitasse Helmut Newton e me lo chiedesse in ginocchio, figuriamoci se mi inoltro in uno di quei cubicoli per farmi scattare una foto che so già farà schifo, perché io sono una di quelle persone fotogeniche da uno a dieci, - 3000.

E, con la fortuna che ho, di sicuro becco lo sfornafoto di Candid Camera, che mi spruzza acido muriatico negli occhi o che scatta mentre lo sto mandando a fanculo, ci scommetto una mano.

L’alternativa è andare dal mio oculista di fiducia, quello che da piccola mi disse “bella mia, non ci vedi una sega”, ma è ancora peggio, con lei che mi dice “SORRIDI”: sorridi?! Mi vedi vestita di bianco con l’uomo della mia vita accanto?! No. Mi vedi che tengo in braccio un bambino?! No. Mi vedi con una laurea in mano?! No. Mi vedi con la testa della mia coinquilina in una mano e una spada nell’altra?! No. Ho motivo di sorridere?! No, bella mia.

Voglio morire.
O al massimo, emigrare in un paese dove, sulla carta d’identità, c’è un simpatico omino stilizzato creato da ognuno di noi.

Dov’è che vive Tonio Cartonio?

Gli scheletri di carta

Salgo sulla macchina di una mia amica, conscia del fatto che gli argomenti di discussione saranno i soliti: i suoi cani, il suo futuro marito, le sue malattie immaginarie e “ti ricordi Tizio?”.

Proprio per questo motivo, cerco sempre di distrarmi con passatempi giocosi, tipo contare gli alberi, indovinare di quale colore sarà la prossima macchina che ci sorpasserà, cercare di capire il momento esatto in cui il motore prenderà fuoco perché non cambia mai marcia, sperare che qualcuno mi telefoni dicendomi che sto per morire, ecc ecc.

Mi guardo intorno, scruto speranzosa l’ambiente che mi circonda, sperando di trovare qualcosa che possa farmi passare il tempo: guinzagli e collari che non mi servono, a meno che non decida di impiccarmi, cellulare pacchiano decorato con brillantini, borsa regalo della suocera, bottiglia d’acqua…una rivista.

Una rivista non ben identificata si trovava tra i miei piedi, quasi sotto il sedile; tiro un sospiro di sollievo, potrei trovare nuovi entusiasmanti argomenti di conversazione e, in più, leggere ed annuire contemporaneamente fingendo di ascoltare.

(more…)

Questa si chiama incoerenza

Aprile 2, 2007 - In: Sono idiota, Tv - Commenti(11)

Una sera di queste, mentre stavo facendo zapping, ho visto che a Porta a Porta stavano parlando di religione; sullo schermo dietro quell’obbrobrio d’uomo di Vespa, campeggiava la scritta “Chi era Gesù?”.
Tutto ciò è discriminatorio, non c’era il plastico di Gerusalemme, né Ponzio Pilato e Giuda a difendersi.

In compenso, c’era l’esperta sul campo, Ornella Muti (…).
Non c’è più religione.

Varie ed eventuali




Feed

Meta

Confessioni di Una Mente Dubbiosa - Using gPurple theme
Powered by WordPress 2.6.2 - Counter: 19 queries. 0.819 seconds.