Un dignitoso silenzio non ti farebbe male
Avete presente quelle persone che, quotidianamente, appena accendono il pc e controllano la mail, inoltrano a millecinquecento persone diverse, foto stupide, barzellette, catene, racconti e stupidaggini varie? Ecco, io le detesto.
Vorrei inoltrare ad ognuno un virus, se solo ne fossi capace.
Non me ne frega niente di vedere foto cretine su Moggi, animali strani mischiati con della frutta, bambini vestiti da animali che non vedono l’ora di crescere per prendere a calci nel culo chi l’ha conciati così.
Poi ci sono quelli che ti inoltrano catene solo perché sei nella loro rubrica, e lo fanno anche se sanno che non le sopporti, lo fanno anche nel caso in cui i rapporti si sono interrotti nel peggiore dei modi perché tu, faccia di culo, i cazzi tuoi non te li fai mai, e l’invidia ti logora.
Bene, ho appena ricevuto una mail del genere, da una persona che non sento da due anni, e l’ultima volta che c’ho parlato le ho detto “ma un ballino di cazzi tuoi non te li fai mai?”; appena ho letto l’indirizzo mi è preso un colpo, quando aperto me ne è preso un altro, perché era stata inviata solo a me, e quando ho cominciato a leggere mi sono pentita di non averla menata quando avrei potuto.La mail è cosi demente, ma così demente, che non potevo fare a meno di farvela leggere; se avessi le palle, pubblicherei anche l’indirizzo della suddetta, per mandarle una bella catena di insulti.“Una manager in carriera, temporaneante per lavoro a Parigi, riceve una lettera dal suo fidanzato che vive in un altro paese. La lettera diceva quanto segue: “Cara Laura,non posso più continuare la nostra relazione.La distanza che ci separa è troppo grande.Devo ammettere che ti sono stato infedele 10 volte da quando te ne sei andata e penso che ne tu ne io meritiamo questo.Mi dispiace.Per favore restituiscimi le foto che ti ho mandato. Con amore. Roberto” La donna, molto ferita, chiese a tutte le sue colleghe di lavoro che le regalassero foto dei loro fidanzati, amici, zii,cugini,fratelli ecc.. Insieme alla foto di Roberto mise tutte quelle regalatele dalle amiche. C’erano 57 foto nella busta e una nota che diceva: “Roberto, perdonami, non riesco a ricordarmi chi cazzo sei. Cerca la tua foto nel pacchetto e restituiscimi il resto.” MORALE: ANCHE TREMENDAMENTE ABBATTUTA,DEVI SEMPRE SAPER FOTTERE IL NEMICO!!! DEVI RIMANDARE QUESTO MESSAGGIO SOLO ALLE DONNE E AVRAI SUCCESSO!!! SII FORTE ANCHE QUANDO FA MALE!“
*****, spero con tutto il cuore che quella donna sia tu.
Holly
27 Marzo 2007 @ 15:05… mi pare che neanche tu le sia tanto simpatica…
MonicaGellerB
27 Marzo 2007 @ 15:08E non posso fare altro che ringraziarla per questo…
Dafne
27 Marzo 2007 @ 15:20Ne conosce tante di donne questa, se l’ha mandata solo a te…
MonicaGellerB
27 Marzo 2007 @ 15:21Dafne, evidentemente ci tiene talmente tanto a diffondere queste perle di schifezza che le manda personalmente una ad una…
PiccoloKin
27 Marzo 2007 @ 15:52Ci vuole talento perche’ qualcuno sia cosi’ rancoroso nei tuoi confronti dopo due anni che non la senti.
Secondo me hai una dote naturale che dovresti coltivare.
Non so a cosa possa servire ma coltivala
(^o^)
ciccio
27 Marzo 2007 @ 15:55…mica che a suo tempo le avevi fregato il moroso?
(detesto anch’io certa fuffa…)
Dafne
27 Marzo 2007 @ 15:56Comunque ripensando al contenuto della mail, non riesco a capire come il fatto di passare per una zoccola che si è fatta anche le sagome di cartone del tiro a segno possa essere considerato un modo efficace di vendicarsi…
Forse nel realistico mondo di Sex and the city, dove il personaggio con più dignità personale è una bambola gonfiabile che ho visto una volta sullo sfondo.
Preferisco essere considerata una povera cornuta a questo punto.
zengione
27 Marzo 2007 @ 16:38http://bastacolcha.blogspot.com/
Terrei a sottolineare che scrivere “c’ha”, “c’ho”, “c’hanno”, etc. è profondamente sbagliato, è una moda inveterata e insensata affine alla perniciosa “K” al posto di “CH”.
Cordiali saluti
kan
27 Marzo 2007 @ 16:54ma ammazzarli da piccoli?
GreghouseG
27 Marzo 2007 @ 17:10Secondo me “c’ha” è contrazione per “ci ha”, tipo “ci ha detto”… Sarà perché non sono romano, ma quel post (http://bastacolcha.blogspot.com/) non ha un grande senso. Il verbo “avere” è diverso da “averci”, anche se è contratto “avé”; è molto diverso dire “loro hanno una casa” (che poi si può romanizzare - o fiorentinizzare, dipende- in “loro ciànno una casa”) e “loro ci hanno [acquistato] una casa”. La contrazione “c’hanno” staper “ci hanno” in quest’ultimo caso.
zengione
27 Marzo 2007 @ 17:14Sì, lo so Greg. Il fatto è che la pronuncia dell’affricata palatoalveolare sorda, la “c” di “cera”, seguita da “a”, “o” e “u”, necessita, nella traslitterazione, di un segno grafico diacritico, che nell’italiano è la “i”.
In italiano scrivere “c’ha” dà luogo alla pronuncia /ka/, e non — come dovrebbe essere — “cià”. Perché, dunque, non seguire la pronuncia effettiva delle parole?
zengione
27 Marzo 2007 @ 17:20Ah, non sono romano nemmeno io, però il verbo “avé” in dialetto romanesco — per quel che ne so — è sempre coniugato insieme alla particella rafforzativa “ci”, similmente a quanto accade, ad esempio, nel mio dialetto (il veronese):
mi go (=io ciò)
(ti) te ghé (=tu ciài)
etc.
zengione
27 Marzo 2007 @ 17:24Un’ulteriore precisazione: nel commento precedente mi riferivo all’uso del verbo “avere” nel senso di “possedere”.
ciccio
27 Marzo 2007 @ 18:04dalle stalle all’alta cultura… :p
Ares
27 Marzo 2007 @ 19:36questa deve aver passato gli ultimi due anni della sua vita a setacciare internet alla disperata ricerca di qualcosa da mandarti…avrà il fegato corroso e la f*** ammuffita…mi mandi il suo indirizzo email che la insulto un pò?
giolee
27 Marzo 2007 @ 22:55Concordo sull’insopportabilità delle catene. disprezzando l’inoltro, mi sono costretta ad una vita da accumulatrice di sfighe cosmiche. poffarbacco.
giuy
28 Marzo 2007 @ 07:43Una mia “amica” mi manda sempre catenacci di sant’antonio. io le ho detto di togliermi dalla rubrica perchè altri 20.milioni di utenti ora hanno la mia mail e si divertono a mandarmi catene, secondo perchè tanto non le leggo cmq.
Non mi è stata a sentire e io non leggo più niente di quello che mi manda. Peccato che una volta, mi ha scritto “Passo da te alle 20 che ti devo parlare urgentemente”….alle 20.30 mi chiama incazzata al cell per la buca O_o
Ghebuz
28 Marzo 2007 @ 08:49Secondo me Anne Geddes (insomma, quella fotografa che adora mettere i bambini nelle pose più improbabili) è una delle criminali più pericolose per l’umanità intera. Altro che Bin Laden.
Holly
28 Marzo 2007 @ 11:32Sai Gheba che non sei l’unico a pensarlo? Io non ci avevo (o c’avevo?!?!) mai fatto caso m comincio a pensarlo anch’io, e quei bambini che prima mi suscitavano tanta tenerezza adesso mi fanno compassione…
Philip J. Fry
28 Marzo 2007 @ 13:45Che bastar*a!
MonicaGellerB
28 Marzo 2007 @ 14:55Per la cronaca, sono io a dover essere offesa ed incazzata (anche se ora come ora non me ne frega più niente), non certo lei, quindi non vedo perché leggere questa mail come un modo per “vendicarsi”.
Secondo me non c’ha (c’ha!!!) un cazzo da fare.
zengione
28 Marzo 2007 @ 15:26Guarda che a scrivere “c’ha” non fai mica un dispetto a me, lo fai a te stessa. Che sia sbagliato è palese, poi fai come vuoi.
MonicaGellerB
28 Marzo 2007 @ 15:29zengione, hai ragione, faccio un dispetto a me stessa; mi sento già male.
GreghouseG
28 Marzo 2007 @ 15:37Monica, non fare queste cose a te stessa.. Lo sai che l’eutanasia è proibita in Italia.
‘Un lo vedi che c’ha ragione zengione?
zengione
28 Marzo 2007 @ 15:37Cazzo, ma che ironia brillante, per diana.
MonicaGellerB
28 Marzo 2007 @ 15:40zengione, il tuo sforzo per trattenere espressioni peggiori è ammirevole, davvero.
zengione
28 Marzo 2007 @ 16:10Che palle. Ti ho solo fatto notare che sbagli a scrivere. E che quell’errore è pari a scrivere “xké”. Sappi solo che è sbagliato, siine conscia quando lo scrivi. E basta.