Confessioni di Una Mente Dubbiosa

Non sono io, sono loro che si mangiano le parole

Febbraio 13, 2007 - In: Sento cose, Sono idiota, Vita vissuta - Commenti(26)

Ci sono delle frasi di canzoni che non ho mai capito; italiane, non straniere.

Per esempio, ho scoperto solo qualche mese fa che Venditti in “Notte prima degli esami” dice “come i pini di Roma, la vita non li spezza” e non “come timidi Roma, la vita non li spezza”; sì, lo so che non vuol dire niente, ma io capivo questo.
E qualche anno fa ho scoperto che “Anni” degli 883 dice “gli anni delle immense compagnie” e non “gli anni delle mense in compagnia”; e segue dicendo “gli anni dei Roy Rogers come jeans” non “hushdiuhdisgdushiuahs jeans” come pensavo io.
Quando uscì, pensavo che Ambra, in “T’appartengo” dicesse “ma disperata come una chimera” senza preoccuparmi della totale mancanza di senso e del fatto che “preghiera” ci stava molto meglio.

Ed evito di menzionare quelle degli Articolo31 (quelli di Funkytarro, sia chiaro) ché altrimenti non finisco.

E la pazienza volò via…

Febbraio 12, 2007 - In: Ma vaffanculo, Vita vissuta - Commenti(38)

15 Gennaio 2007:

Coinquilina: Monica, Tizia e Caia hanno bisogno di un posto dove stare per una settimana…ti scoccia se le ospito?
Monica: figurati, non c’è problema; hai bisogno di cuscini, coperte, un letto?
Coinquilina: no, no, sono a posto, grazie mille. Tanto, massimo 10 giorni e se ne vanno.

Una settimana dopo:

Coinquilina: Monica, devo parlarti.
Monica: (ecco, ci siamo, vuole uccidermi) dimmi….
Coinquilina: ti dispiace se rimangono ancora un po’?
Monica: ehmm…no figurati, per quanto?
Coinquilina: finché non gli danno lo stipendio…il 15 febbraio.
Monica: (porca tr***, str****, avevi detto una settimana, ora è un mese, figlia di *******, spero ti venga un brufolo in fronte!) ma ceeeerto, che problema c’è, se hanno bisogno, mica puoi buttarle fuori (ma ricordati, piccola bastarda, do ut des).
Coinquilina: grazie, grazie davvero; mi daresti anche un lenzuolo, già che ci sei?
Monica: (e un rene non ti serve?) certo, prendi pure.
Coinquilina: grazie, grazie, poi te lo lavo.
Monica: (AAAARGH, ferma, tu e le tue manine luride, lo lavo da me!) ma no, lascia pure in camera mia, poi quando torno faccio io…

11 Febbraio 2007, treno per Milano:

Sms: Monica, mi son dimenticata di dirti, Tizia e Caia mi hanno detto se possono rimanere ancora un po’, non me la sono proprio sentita di dirgli di no.
Sms: va bene, ma che non sia per un altro mese, perché comincia a starmi stretta questa situazione.
Sms: lo capisco, e mi dispiace, ma non potevo dirgli di no.
Certo, figuriamoci, stronza che non sei altro.

Tutto questo contornato da:

- La notte stanno sveglie fino ad ore improbabili.
- La mattina le due cretine dormono fino a mezzogiorno, ieri fino alle 14, io son costretta a non fare il minimo rumore, perché, poverine, lavorano in miniera (call center Sky, povere bestie), sia mai svegliarle.
- Occupano la cucina dalle sette di sera, fino alle dieci, impestando l’aria di insopportabile odore di fumo.
- Il giorno prima del mio ultimo esame hanno pensato bene di prendere la chitarra, suonare e cantare a squarciagola, telefonare a chiunque usando il vivavoce, urlare come dannate e sbatacchiare porte.
- Ieri ho preso l’acqua che avevo lasciato in frigo, notando, con sommo piacere, che l’avevano bevuta loro e poi riempita con acqua di rubinetto.
- Ho la strana sensazione che rimarrano per molto, molto tempo ancora.

E’ guerra.
Prossima mossa: vogliono rimanere? Bene, che problema c’è…quando hanno intenzione di pagare l’affitto?

Mi mancherà quanto un calcio nei denti, Amen.

Febbraio 10, 2007 - In: Chissenefrega, Leggo cose - Commenti(15)

Non sapevo che fosse morta Anne Nicole Smith, donna di classe che conosceva il significato della parola “sobrietà”.
Dicono sia stata la droga, ma io ho formulato un’ipotesi più attendibile: soffocamento da tette.
Ci mancherai, tu che assomigliavi vagamente ad un trans.

Taglia e cuci

Febbraio 10, 2007 - In: Che schifo, Stavo meglio prima, Tv - Commenti(30)

Non so quanti di voi sappiano di cosa stia parlando, ma Nip/Tuck è un telefilm che Italia1 si ostina a mandare in onda da almeno due, tre anni; anzi, non è proprio un telefilm, direi piuttosto un misto tra Beautiful, un film porno e uno splatter.
E’ la storia di due amici fraterni, due chirurghi plastici, uno il classico padre di famiglia, ma in realtà maniaco sessualmente represso che si farebbe pure un albero se avesse un buco; il secondo è il classico sventrapapere “ce-l’ho-più-lungo-io” per eccellenza, ma in realtà la sua è omosessualità latente.

Per una serie di motivi non collegati tra loro, lo seguo dalla prima edizione: il primo anno perché non sapevo cos’era, e la mia coinquilina mi costringeva a vederlo, il secondo anno perché volevo sapere chi era il macellaio (un tizio che si divertiva a mutilare/squarciare gente), quest’anno continuo a seguirlo perché ormai devo sapere fino a che punto arriveranno.

Secondo il mio modestissimo e disutile parere, questo telefilm non va mandato in onda in seconda serata, ma in quarta o quinta, alle due, tre di notte, perché col tempo, si è scoperto che: la moglie del perfetto maritino si era fatta ingravidare dall’amico sventrapapere e il figlio 17enne della coppia in realtà era illegittimo; questo stesso figlio ha rapporti con transessuali, li picchia e di conseguenza viene menato a sangue poi scambiato per un orinatoio; i due amici inseparabili si fanno la stessa donna, la stessa notte, sullo stesso letto, a turno mentre l’altro guarda; il macellaio assassino viene assunto nella loro equipe di chirurghi e un bel giorno lo scoprono nel bel mezzo di un’accurata “visita alla prostata” ad un paziente; colei incaricata di risolvere il caso in realtà è la sorella del macellaio, con il quale, ma non vorrei sbagliarmi, ha anche rapporti sessuali; l’assassino rapisce la futura sposa dello sventrapapere, una graziosa pornodiva (quella dello stesso letto, stessa notte) rifatta da capo a piedi, e si diverte a toglierle tutte le protesi presenti sul suo corpo.

Il tutto è ovviamente condito da scene di sesso in tutte le salse, dietro, davanti, sopra, sotto, di lato, appesi al muro, al lampadario, legati con una fune ciondolanti dall’80° piano di un grattacielo, e via discorrendo, roba da Zecchino d’Oro; lo spettatore fidelizzato, alla terza serie, è abituato a queste scene, e ha abbandonato la faccia schifata che contraddistingue tutta la visione almeno fino a metà della seconda edizione, quando si rende conto che sarà sempre peggio.
Pensavo che fosse così per me, continuo a guardarlo per vedere cosa altro possono inventarsi, oltre al playboy che si scopre bisessuale, al figlio ormai 18enne che si avvicina a Scientology, alla moglie incinta di un bambino con una malformazione alle mani e la sorella che si diverte a tagliuzzare gli arti di tutte le bambole che ha per “vedere come sarà il fratellino”; qualche settimana fa e ieri sera, però, si è sorpassato il limite della decenza.

Interno, casa dello sventrapapere, letto, lui sdraiato a torso nudo con accanto una donna che si limita ad abbracciarlo; strano, mi domando come mai non la stia violentando.
Ad un certo punto l’amabile conversazione viene interrotta da lui con “ehi, piano con quei dentini” e l’inquadratura successiva vede una biondina che alza la testa e interrompe l’esame orale in corso; lo spettatore abituato non ci vede niente di male, è già tanto che non ci sia una terza a fare qualcos’altro, ma a questo punto arriva la mazzata: la donna sdraiata accanto a lui dice che continuerebbe volentieri lei, che lo sa fare, ma la biondina risponde: “MAMMA, li so fare anch’io”.

Ieri sera, invece, la lesbica anestesista si fa rimorchiare in un bar da una strafiga, ritrovandosi, la mattina dopo con un rene in meno e successivamente una tizia arriva con un capezzolo tirato via da un cane, in realtà il fattaccio è successo mentre lei tradiva il marito, che stava in Iraq…con il cane.

Non ero pronta a questo, credo che la visione triennale finirà qua.

Chi esser tu?

Febbraio 9, 2007 - In: Tv, Vedo cose - Commenti(17)

Non so voi, ma la trasformazione di Tonio Cartonio (che avrà pure un nome, ma io lo ignoro, e per me rimane sempre Tonio), inquieta non poco: soffre di doppia personalità oppure lo pagavano profumatamente per fare il minchione con le bretelle?

Fallita, me ne vanto e ci rimango

Febbraio 9, 2007 - In: Che schifo, Sento cose, Tv - Commenti(32)

Visto che è appena finito il Grande Fratello, quel Grande Fratello che tutti noi odiamo (almeno io, la prova che lo dimostra è il fatto che d’improvviso il Maurizio Costanzo Show mi sembra un programma piacevole, e il fatto che l’abbia guardato con il volume totalmente azzerato, mi bastavano delle figure), posto un dialogo sentito a Mai dire Grande Fratello, lunedì sera, che mi ha fatto capire la vera essenza di uno dei due personaggi in questione.

Guendalina: ma te hai mai fatto la pipì addosso ad una donna?
Gabriele: no…
Guendalina: no, Gabri, sei un fallito…

(Nella foto: un tentativo di copula acrobatica)

Lei e Phil Collins, due persone, un solo destino

Febbraio 8, 2007 - In: Vita vissuta - Commenti(17)

Mia madre ha una caratteristica molto particolare: ogni tanto sbaglia parole; le pensa giuste, ma le vengono fuori le cose più impensabili, probabilmente ha dei problemi nel filtro cervello-bocca.

E “ogni tanto” sta ad indicare almeno una volta al giorno; io e mio fratello ci appuntiamo le migliori e ogni volta la prendiamo di mira per giorni, e giorni e giorni.

Lei si diverte, quindi mi sembra una cosa buona e giusta.
Oggi se n’è uscita con qualcosa di veramente grandioso: “dovresti essere fortunata, io sono una mamma fuori dai Genesis”.

Non era benvoluta nella band.

Nord Sud Ovest Est, più o meno verso Parigi

Febbraio 8, 2007 - In: Le belle scoperte, Leggo cose - Commenti(12)

Mi sono sempre chiesta come mai, da un giorno all’altro, non abbia più visto, accanto a Max Pezzali (un uomo che col suo sguardo e i suoi occhi scavati ed enormi mi ha sempre messo tanta, tanta paura – argh!), il suo alter ego Mauro Repetto, quello che nel video Nord Sud Ovest Est aveva il compito della “comparsa con crisi epilettica”.

Le mie certezze crollarono.

Tgcom come sempre arriva, a distanza di anni, a fugare ogni mio dubbio ed ogni mia paura, dicendomi che il Repetto si trova a Parigi, con la moglie Josephine, un bambino e un altro in arrivo; direte voi (ma anche no) “e che minchia ci fa Mauro Repetto a Parigi?”.

Lui dice di lavorare per la Disney, organizza spettacoli.
Altri dicono che in realtà si traveste da Orso Baloo, anche se la Disney ha smentito la notizia.

Non me ne frega niente, per me, ora, Mauro Repetto E’ l’orso Baloo

Anche perché, se ci pensate bene, uno che fa un album solista, Zucchero filato nero, e si inventa titoli come “Voglia di cosce e sigarette”, “Porno a Las Vegas” e “Ma mi caghi”, poteva fare solo due cose: regista di film porno e orso Baloo.

Esempio lampante

Febbraio 7, 2007 - In: Che schifo, Leggo cose - Commenti(16)

Quando si parla di donne di classe, non può che venire in mente lei.

Il nemico è dietro l’angolo, di corso Buenos Aires

Febbraio 7, 2007 - In: Tv, Vade retro - Commenti(25)

Avete presente il programma di Mtv, Loveline?
Quello condotto da Camila Rauhsuhuhdiasiud (mica è colpa mia se c’ha un cognome così), dove si parla di amore, sesso, punto g e html, uteri, prostate, fellatio e cunnilingus, preservativi e anelli vibranti; io non l’ho mai patito, perché sentir parlare in modo scientifico di sta roba equivale ad una doccia gelata, ma ogni tanto faccio zapping e ci capito, perché sono di bocca buona (evitiamo i doppi sensi) e alla fine guardo tutto.

Tra un “qual è la posizione da usare per far godere di più la donna?” e “ho fatto sesso occasionale, ho toccato il preservativo poi mi sono toccato il pene, c’è rischio di malattie?” (se un tizio starnutisce a Tokio c’è rischio che prenda la broncopolmonite?), c’è una gioiosa e divertente rubrica curata da Filippo Nardi; sì, quel Filippo che al Grande Fratello II (che scritto così sembra il nome del futuro Papa) urlava in confessionale sbattendo un bastone pretendendo le agognate sigarette: dove cazzo erano le sue “siguarette”, a proposito?

Insomma, questo essere molto pacato, va in giro per Milano a far leggere libri erotici e a far domande piuttosto imbarazzanti; il fatto che vaghi in cerca di prede non mi preoccupa, la città è grande, quello che mi inquieta è il fatto che si aggiri pericolosamente in una delle mie zone preferite, proprio all’uscita della metropolitana, quando non hai via di scampo e st’omone ti si piazza davanti, con la fidata telecamera e il microfono in mano, e nella tua testa parte la musica di Profondo Rosso.

Ho paura, perché con la fortuna che ho mi vede e decide che debba essere la prossima vittima, temibile come quelli con la cartelletta, piazzati agli incroci, che si impicciano su cosa leggi o cosa ti piace fare nel tempo libero.
Ho paura più che altro che mi faccia la temibile domanda “ti masturbi? e se si come?”, ma mi ritengo fortuna di essere donna, l’ultima volta, per far capire meglio la tecnica, si è portato dietro pure la zucchina, porgendola al malcapitato e dicendo “facci vedere come fai”.

La paura successiva è che, ad un mio rifiuto (ma fatti un chilo e mezzo di cazzi tuoi), lui mi rincorra con il bastone del Grande Fratello e cominci a picchiarmi urlando “rispondi, stronza, dimmi se ti masturbi e come”.
Vivo nel terrore ogni volta che esco di casa.

Il secondo personaggio “speriamo di non incontrarci mai nella vita” è la iena Gip, quella che si aggira sempre nello stesso posto, mettendo i passanti nelle situazioni più strane ed imbarazzanti possibili, munito di telecamera nascosta e faccia di culo; la fortuna è che in quel caso lo bloccherei sul nascere con “ti conosco, bastardo, stammi lontano o distraggo con uno sputo in un occhio e poi ti do una ginocchiata nelle palle! Se dopo il colpo hai problemi, 100 metri più in là ce sta Filippo, che di testicoli ne sa qualcosa, magari risolve il tuo problema. Attento alla zucchina, comunque”.

Ma perché sei così nervosa quando guidi?

Febbraio 6, 2007 - In: Mi sono sfogata, Vita vissuta - Commenti(29)

Perché ho i miei buoni motivi, cazzo.

Perché ci sono quelle teste di vitello che ti passano davanti quando ci sono 10 macchine in fila per fare benzina, e ti ritrovi moralmente costretto a sillabargli “vaffanculo”, con sottofondo musicale western.

Perché ci sono gli impediti che mettono la freccia settanta chilometri prima di svoltare, e, una volta arrivati, lo fanno talmente piano che ci puoi anche marcire in quella macchina.

Perché ci sono gli stronzi che piazzano la macchina in quarantesima fila e per passare devi inventarti l’auto componente dei Fantastici 4, che s’allunga e contemporaneamente sfascia l’auto del suddetto demente, la incendia e poi mi rende invisibile, tiè!

Perché ci sono quelle persone che al posto del cervello hanno la segatura, e credono che bastino le quattro frecce, se ci son quelle, puoi mettere la macchina pure in culo al mondo, tanto c’hai le frecce, e chi te la tocca, tic tac tic tac tic tac.

Perché ci sono quei cretini egocentrici che col motorino si piazzano in mezzo alla strada, ma non sanno che io ho il potere dei tergicristalli e dell’acqua magica, che esce con un delicato tocco.  Morirai affogato, testa di fagiano impagliato.

Perché ci sono quelle persone che al posto dei neuroni hanno delle noccioline (non salate, che fanno più schifo) e non sanno leggere i cartelli, si fermano in mezzo alla strada e aspettano a bocca aperta un segno divino che gli dica “sì, ameba, non vedi il cartello, puoi passare!”.

Perché ci sono quei deficienti che, per le strade buie, si permettono di attraversare col motorino a fari spenti: se poi ti metto sotto, farò in modo che al tuo funerale arrivi una corona di fiori con scritto “avevo la precedenza, coglione”.

Perché ci sono quei minorati mentali che per attraversare la strada camminano con la stessa andatura che usano per andare a vedere le vetrine sotto Natale: con me passano solo bambini, donne incinte e anziani, tutto il resto per me può anche morire di vecchiaia sul marciapiede, non si passa.

Ecco perché, io, in macchina urlo, sbraito, offendo e minaccio di morte.
Lo faccio anche fuori dalla macchina, ma con molta meno enfasi e molto più eleganza.

Know-How

Febbraio 5, 2007 - In: Vita vissuta - Commenti(17)

Lui scrive:
riesci a capirlo, o ti devo mandare una email?
Monica scrive:
fammi un disegnino.

Come congelare una persona, durante una litigata, in cinque secondi e mezzo, netti.

Le domande esistenziali non fanno per me

Febbraio 5, 2007 - In: Blog, Leggo cose - Commenti(14)

Dal blog html.it, una domanda:

Cosa contraddistingue il vostro sito? C’è un motivo per cui uno dovrebbe ricordarlo, al di là della bontà dei contenuti?

Sto cercando, da ieri, di dare una risposta a questo quesito, ma l’unica cosa che mi è venuta in mente è stata: bontà? E’ già tanto che non abbia ricevuto querele in questi mesi.

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