Confessioni di Una Mente Dubbiosa

I miei limiti

Gennaio 16, 2007 - In: Tv - Commenti(23)

Fin da piccola, non ho mai, mai mai mai e aiutatemi a dire mai, capito le canzoni del Gabibbo; a pensarci bene poi non c’è niente da capire, sono solo un mucchio di parole messe insieme a caso, su una musica che manco i Teletubbies sarebbero capaci, cantate da un nano con addosso un enorme costume rosso, che quando muove la bocca sembra una pattumiera.
Quella attuale, che inizia con la frase rivelatrice del quarto segreto di Fatima, “Mea sei meglio di Bresci”, si chiama Mazzachere e continua con le frasi che svelano il codice Da Vinci “sul tuo battello vai a cavallo, ciucci quel che c’è”.
Perché non aggiungerci anche “redrum redrum, bau bau micio micio” e “sette giorni dopo avere ascoltato questa canzone crepi”; quello che segue, poi, è un capolavoro dell’assurdo: “pollastre a go-gò, casino e non casinò, sul canapè”. Peppereppeppeppé.

E si continua con titoli del calibro di Euregghe (“gira la vita in euro, cambia il dna, dimmi che sei sinceuro, che il brodo quaglierà”), Formaggi Selvaggi (“c’è tutto un mondo di formaggi, bianchi rossi gialli e blu, e quello che mi spalmo io forse fa schifo a tu”), Puzzoni (“fregoni, puzzoni, suini, pestacacche, infami ed infamoni, marcioni, futura umanità”), Rumenta (“nella rumenta, mica ci sono solo calzini marci, formaggi morti e carote puzzolenti. C’è di tutto, di più, panta rei), e Menti brulicanti (“acari parlanti, e non li ferma neanche il ddt, apron la porta e la fanno lì, dentro al vespa-ia-ia-ioooo”.

Infine, c’è quella che ha ispirato Eminem per “My name is Slimshady”, ossia “My name is Gabibbo”.
Secondo me, queste composizioni sonore (canzoni mi sembra esagerato, ora che ci penso), sono un mistero secondo solo ai geroglifici.

Parto, e porto con me le mutande rosa

Gennaio 15, 2007 - In: Chissenefrega, Vita vissuta - Commenti(19)

Monica: “Mamma! Dove sono le mie mutande rosa?!”
Mamma: “Non lo so, chiamale, magari rispondono”
Monica: “Tira fuori le mie mutande rosa! Mi tocca partire per Milano senza le mie mutande rosa!”
Mamma: “Sono sicura che sopravvivranno anche senza di te”
Monica: “In questa casa si perde sempre tutto, mi ritrovo nell’armadio cose non mie, ma possibile che tu faccia ancora confusione, è assurdo, mi tocca controllare nei cassetti degli altri anche per un paio di mutan…”
Mamma: “Sei sicura di non averle nel cassetto?”
Monica: “Grazie a Graziella, c’ho già visto nel cassetto!”
Mamma: “Le hai addosso?”
Monica: “Ti pare che sono così stupida da…”
Mamma: “…”
Monica: “…”
Mamma: “Allora?”
Monica: “Ho comunque ragione io!”

Secondo voi…

Gennaio 14, 2007 - In: Vedo cose - Commenti(30)

…che animale è, questo?
Non c’è bisogno di dire che è bellissimo e che ha il ritmo nel sangue, e che lo imito benissimo, ma ancora non ho capito che animale è…un vermetto, una foca…aiutatemi a capire.

Piccola parentesi

Gennaio 13, 2007 - In: Ma vaffanculo, Tv - Commenti(16)

Le immagini del funerale delle vittime della strage di Erba, con sotto la musichetta straziante, sono di un cattivo gusto estremo, direi quasi irrispettoso.

E indovinate di quale telegiornale sto parlando.

E le Ranoplà dove sono?

Gennaio 13, 2007 - In: Vita vissuta - Commenti(18)

Io di solito compro gli Ovini Kinder solo per le sorpresine (sì, lo so che si dice ovetti, ma ho sempre detto ovini, e non ho intenzione di intraprendere l’ennesima discussione a proposito).
Mi ha sempre divertito spaccare l’uovo e vedere cosa c’è dentro; quando sono a casa, mamma ogni tanto me li compra ancora dicendomi “guarda cosa ti ho portato?” e io saltello dicendo “gli ovini, gli ovini!” e li spacco subito.

Sì lo so, sono piuttosto infantile quando mi impegno.

Non sono mai riuscita a finire una collezione, o forse sì ma non ricordo; mi ricordo però che le sorpresine erano bellissime e che invidiavo tantissimo una mia amica che le aveva tutti, dal primo all’ultimo, senza neanche un doppione da darmi, la stronza (Alice, una volte te ne ho rubato uno, tiè!).
C’erano, appunto, le Ranoplà, gli Squalibabà, gli Gnomi burloni, le Tartallegre (le mie preferite), i Coccodritti.
Adesso ci sono ste schifezze qua:

Sono giorni che li guardo e le riguardo, li scruto e li osservo, ma ancora non ho capito a cosa servono e cosa sono, tranne il primo a destra, che forse (forse) è un folletto.
Che fa schifo.
Comunque sia, li aggiungo alla scatola piena di sorpresine Kinder che conservo gelosamente, perché so che un giorno varranno una fortuna e con i soldi fuggirò al Polo Nord, da Babbo Natale.

Curami, ho un Lupus

Gennaio 12, 2007 - In: Tv - Commenti(16)

Ho visto la pubblicità della terza serie del Dottor House; la mia ormai è diventata un’ossessione.
Nel promo,
Egli, il supremo, corre.
Non è più zoppo, corre.
La mia è totale immedesimazione e partecipazione, per me Egli esiste, esiste un dottore stronzo e bastardo come lui e mi inietterei il virus dell’ebola se questo comportasse anche solo vederlo zoppicare (o correre) da lontano.

Era dai tempi di Bayside School che non mi prendevo una cotta per un personaggio di un telefilm.
Credo che il mio sia amore puro, platonico, venerazione.
Io ti amo, Dottor House.
Pensaci, potrei farti felice; ho tanti di quegli acciacchi che avresti lavoro finché campi.
Chiamami.

E allora?

Gennaio 12, 2007 - In: Chissenefrega, Leggo cose - Commenti(20)

Ho letto un’articolo, non ricordo quando e non ricordo dove, e questo vuoto di memoria improvviso mi provoca non poche ansie; il titolo era

Elena Santarelli: “dormo nuda con un cuscino tra le cosce”.

Questo mi dà lo spunto per pormi una domanda: ma questa gente, le varie letterine, schedine, alfabetine, telecomandine, cretine, si sentono mentre rilasciano interviste? Si accorgono di quello che dicono? Hanno una vaga idea del fatto che a noi, se dorme nuda con un cuscino tra le gambe, non fotte niente?

Poi, voglio dire, io dormirò pure con il mio pigiama di Snoopy (embè?), ma il cuscino tra le gambe ce l’ho anch’io e finora nessuno mi ha chiamato per farmi un’intervista.
Io comunque attendo fiduciosa.

Orbene

Gennaio 12, 2007 - In: Blog - Commenti(43)

Facciamo un primo bilancio su questo nuovo blog, dopo pochi giorni.

  • Scrivere post mi sballa tutto il resto del template.
  • Non riesco a modificare i post in modo che il template non imploda su sé stesso.
  • Sono uscita stamattina e il primo post era lì, in bella vista; sono tornata adesso e non c’è più.

Qualcuno conosce un modo efficace per evitare di perdere la testa e diventare definitivamente pazza?
No perché, si rischia grosso, con me.
Il mio nick, MonicaGellerB, ci sta per un motivo, e il motivo è che sono pignola e voglio che tutto sia perfetto; questo blog è tutto tranne che come voglio io, non potete capire la sofferenza, davvero, la mia è sofferenza, io patisco nel vedere che giornate intere di sacrificio vengono sputtanate così, con un Georgia Font size 2.

E se tornassi a piangere nell’angolino?
Firmato: il triangolo delle Bermuda informatico.

Vecchie abitudini

Gennaio 12, 2007 - In: Tv, Vita vissuta - Commenti(15)

Avete presente quei giorni in cui si crepa dal sonno per tutto il pomeriggio e tutta la serata, ma quando si avvicina l’ora di andare a letto improvvisamente si diventa svegli come grilli?
E’ una cosa che detesto, e oggi è stata una di quelle giornate.
Accendo la tv, rimasta clamorosamente spenta per tutta la serata e trovo il Costanzo Show.
Lo ammetto, quando ero piccola lo guardavo sempre.
Talmente mi coinvolgeva e mi interessava che dopo 20 minuti 
cadevo in catalessi.
E funziona ancora.
Il sonno è tornato e a malapena mi reggo in piedi; in 10 minuti di trasmissione ho sbadigliato almeno 25 volte.
Grazie Maurizio, le mie notti non erano più le stesse senza di te.

Aggiornamento: e avete presente quei template che sballano tutti appena tocchi un post? Sono vicina alla crisi di nervi.
Giuro.

Tale padre

Gennaio 11, 2007 - In: Vita vissuta - Commenti(17)

Mio padre dal dottore baratta con i vecchietti che hanno il turno dopo il suo:

Se vuoi passarmi avanti, 10 euro!

Ho improvvisamente capito a quale genitore attribuire la colpa della mia stupidità.

Donato Broco

Gennaio 11, 2007 - In: Chissenefrega, Leggo cose - Commenti(14)

Che detto così non vi dice niente, ma se vi dico che si fa chiamare Patrizia ed è un’amica intima di Lapo Elkann, forse qualcosa vi viene in mente (brrrr); quest’uomo ha tanta sofferenza nel cu…ore (ha-ha).
Dopo aver salvato la vita al rampollo Agnelli, quella fatidica notte di ottobre del 2005, si aspettava, che so, un ringraziamento, un bigliettino, un sms, una telefonata, una scatola di cioccolatini, delle tette nuove, un piccione viaggiatore con un foglietto sulla zampetta, una rimpatriata in ricordo dei vecchi tempi e invece niente.
Gli ha salvato la vita e Lapino che fa? Gli impedisce di diventare una star.

Mi ha bloccato tante trasmissioni, mi ha bloccato Lucignolo e tante altre trasmissioni. Ha detto di non far uscire la puntata per la storia del diritto di replica. E comunque se può mi mette proprio i bastoni tra le ruote.” (VipLine)”

Ma va? Giura! E’ proprio strano! Che un componente della famigli Agnelli impedisca di essere sputtanato ancora di più per evitare che dalla più grossa figura di merda dalla sua vita si possa trarre profitto è veramente una cosa fuori dal mondo! Inaspettata!
Anche perché il poveraccio adesso è costretto a fare film porno; quanto ti offrono un film porno che fai, rifiuti?
Ricapitolando: il suo problema non è la totale mancanza di gratitudine da parte di Elkann ma il fatto che da questo episodio tutto quello che ha ottenuto è stato solo un film porno, e, purtroppo, non è diventata la star del momento, nessuno se la fila di pezza, povera Patrizia.
Se la cosa ti può far stare meglio, io ti ringrazio; senza Lapo la mia vita non sarebbe stata la stessa.
Grazie, Donato Broco.

Delurking Day

Gennaio 11, 2007 - In: Delurking Day - Commenti(16)

Si dice che ieri sia stato il Delurking Day.
“Delurking”, viene da lurker, ossia un soggetto che legge blog ma non commenta.
In teoria i lurker in questi giorni dovrebbero spuntare come funghi.

Per qualche assurda associazione mentale, forse sonora, “delurking” mi fa venire in mente il tacchino del giorno del ringraziamento, immagine alimentata dall’accostamento con la parola “day”.
Ecco, nel caso questo blog avesse dei lurker, io adesso me li immagino come tacchini fumanti davanti a dei computer.

…e a capo.

Gennaio 10, 2007 - In: Start - Commenti(34)

Sono stati tre giorni di inferno; mettere in piedi questo blog e dargli un aspetto decente è stata un’impresa simile ad un parto, e penso di averci perso 10 anni di vita.
Credo di essere partita con il piede piuttosto sbagliato, visto che già dalle prime ore niente andava come avrebbe dovuto, e credo anche questo blog sia infestato da esseri maligni che fanno di tutto per farmi impazzire.

Li ho soprannominati, simpaticamente, stronzi.
Però c’è, è vivo, ed eventuali danni saranno imputabili solo a me, quindi non ho più l’alibi di Splinder; non vedrò più la schermata blu della manutenzione e se succederanno casini dovrò prendermi a calci e pugni da sola.
Dico subito (almeno evito di sentirmi dire “ma no, che schifo, buuu, era più bello prima, sparati!”) che l’aspetto non è sta gran cosa, ma dalla mia ho una giustificazione più che valida: non ho assolutamente la basi necessarie per gestire un template del genere.
Quello che vedete è il massimo che son riuscita a fare nella mia totale ignoranza, e non pretendete troppo da una che fino a poco fa cliccava su “aggiorna file”, per modificare il template, e contemporaneamente pregava Iddio che non si sminchiasse tutto.
Forse, e dico forse, col tempo riuscirò a rendere il tutto più gradevole, ma non posso promettervi niente, i vostri occhi dovranno abituarsi a questo scempio.
Ci terrei a precisare che sono scappata a gambe levate da Splinder solo perché, detto in modo molto delicato, mi aveva profondamente stracciato le palle, con le sue manutenzioni e i suoi deliri da sindrome premestruale che ogni tanto aveva; quello che vedete, quindi, non è frutto di manie di grandezza, ho sempre detto che non sarei mai stata in grado di gestire un blog “tutto mio”.Fate un po’ voi, siete davvero in buone mani.
Ringrazio le persone che, a distanza, hanno avuto la pazienza di aiutarmi e stare dietro ad un’imbranata come me.

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